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	<title>Stati di Sonnolenza &#187; Yahwn</title>
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	<description>un blog in dormiveglia (?)</description>
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		<title>Prevenire la rettifica con WordPress</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2009/07/09/prevenire-la-rettifica-su-wordpress/</link>
		<comments>http://potamocheri.eu/blog/2009/07/09/prevenire-la-rettifica-su-wordpress/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 11:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho deciso di dare anch&#8217;io un contributo al problema dell&#8217;obbligo di rettifica per i blog inserito nel ddl sulle intercettazioni telefoniche. Al solito, sarà un contributo tecnico, onde prevenire ogni problema in caso di approvazione del decreto così com&#8217;è. Dopo una breve premessa, seguirà il solito tutorial. Oggi Gilioli riporta un nuovo esempio sulle conseguenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di dare anch&#8217;io un contributo al problema dell&#8217;obbligo di rettifica per i blog inserito nel ddl sulle intercettazioni telefoniche. Al solito, sarà un contributo tecnico, onde prevenire ogni problema in caso di approvazione del decreto così com&#8217;è. Dopo una breve premessa, seguirà il solito tutorial.<br />
Oggi Gilioli <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/07/09/14-luglio-un-esempio/">riporta</a> un nuovo esempio sulle conseguenze del ddl. Nei commenti, <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/07/09/14-luglio-un-esempio/comment-page-1/#comment-388548">Livefast suggerisce</a> un sistema rapido di rettifica: l&#8217;aggiunta di un <em>secondo me</em>. Lo stesso dibattito, via Paul The Wine Guy, si sposta su <a href="http://ff.im/4ZJVm">friendfeed</a>. Qui PTWG dice a livefast che non crede che WordPress farà mai il plugin per aggiungere &#8220;secondo me&#8221; davanti ad ogni frase. E qui intervengo io. Chi lo dice che ci vuole un plugin? Ecco come con poche semplici mosse potrete prevenire ogni problema. Su WordPress. Gli altri, per quanto mi riguarda, s&#8217;attaccano al cazzo.</p>
<p>Prima cosa, aprite come sempre l&#8217;editor php fornitovi dal vostro CMS &#8211; colonna sinistra, Aspetto/Editor. Aprite il file &#8220;functions.php&#8221;. Se non lo avete, vi tocca caricarlo via ftp nella cartella del tema che avete scelto e se non lo sapete fare, be&#8217;, cazzi vostri. Google is your friend.<br />
Nel file in questione, incollate il seguente codice:</p>
<pre class="brush: php; title: ;">
function get_imho($key) {
    global $post;
    $imho = get_post_meta($post-&gt;ID, $key, true); 

    if(isset($imho[0])) { //if the user set a custom field  ?&gt;

&lt;p&gt;Secondo me:&lt;/p&gt;
    &lt;?php }
    else { //else, return
        return;
    }
}
</pre>
<p>Avete creato una funzione da gestire via &#8220;Campi personalizzati&#8221; &#8211; Custom fields, se avete WordPress in inglese. E&#8217; una delle voci che appare sotto l&#8217;editor di testo di WordPress. Come usarla ve lo dico a breve. Prima dobbiamo fare in modo che la funzione funzioni (ahah, che mattacchione) nei post.<br />
Sempre dall&#8217;editor, aprite il file index.php (o single.php, anche) e proprio sopra la voce </p>
<pre class="brush: php; title: ;">

(...)

&lt;?php the_content(); ?&gt;

(...)
</pre>
<p>incollate questo codice:</p>
<pre class="brush: php; title: ;">

(...)

&lt;?php if ( function_exists( 'get_imho' ) ) get_imho ( 'imho', true ); ?&gt;

(...)
</pre>
<p>Il risultato deve essere più o meno:</p>
<pre class="brush: php; title: ;">
&lt;a href=&quot;&lt;?php the_permalink() ?&gt;&quot; rel=&quot;bookmark&quot; title=&quot;Permalink a &lt;?php the_title(); ?&gt;&quot;&gt;&lt;?php the_title(); ?&gt;&lt;/a&gt;

(...)

&lt;?php if ( function_exists( 'get_imho' ) ) get_imho ( 'imho', true ); ?&gt;
					&lt;?php the_content(); ?&gt;

(...)
</pre>
<p>Ecco, ora la funzione è inserita nei post.<br />
Attivarla sarà un gioco da ragazzi.<br />
Aprite l&#8217;editor di testo di WordPress e nel menu &#8220;Campi personalizzati&#8221; &#8211; lo trovate in basso &#8211; alla voce &#8220;nome&#8221; inserite &#8220;imho&#8221;, mentre a quella valore inserite una voce qualsiasi. Nello screenshot esplicativo che vedete qui sotto, ho inserito &#8220;1&#8243; (clicca per ingrandire).</p>
<p><a href="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/customfieldlarg.png" class="thickbox"><img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/customfield.png" alt="Custom fields" title="Custom fields" width="500" height="123" class="alignnone size-full wp-image-1287" /></a></p>
<p>Il risultato finale sarà più o meno questo:</p>
<p><img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/imho.png" alt="IMHO" title="IMHO" width="500"  class="alignnone size-full wp-image-1288" /></p>
<p>KTHXBAI.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera di ringraziamento</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2009/02/08/lettera-di-ringraziamento/</link>
		<comments>http://potamocheri.eu/blog/2009/02/08/lettera-di-ringraziamento/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 19:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà perché forse sono prevenuto, ma in questi giorni tetri della Repubblica, se si escludono i doverosi interventi in difesa della Costituzione e del Capo dello Stato, Veltroni, al solito, mi è parso poco più che un flebile e disarmato elfetto in una jungla di orchi. Espressioni in sottovoce dalle quali non c&#8217;è stato verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1176" title="Modello precompilato lettera" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/02/modello-lettera.jpg" alt="Modello precompilato lettera" width="500" height="389" /></p>
<p>Sarà perché forse sono prevenuto, ma in questi giorni tetri della Repubblica, se si escludono i doverosi interventi in difesa della Costituzione e del Capo dello Stato, Veltroni, al solito, mi è parso poco più che un flebile e disarmato elfetto in una jungla di orchi. Espressioni in sottovoce dalle quali non c&#8217;è stato verso di capire quale sia il suo punto di vista sulla situazione, e intanto pezzi del suo partito decidono di accompagnare comodamente il Paese nel suo sprofondare, votando a favore del ddl e, di conseguenza, contro la Carta Costituzionale.</p>
<p>Nonostante ciò, Walter, o chi per lui, ha trovato modo di far circolare una notizia che lo vede positivo protagonista: Barack Obama gli avrebbe scritto una <a title="La lettera di Obama a Veltroni" href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/partito-democratico-25/messaggio-obama/messaggio-obama.html" target="_blank">lettera</a> di ringraziamento, solidarietà e fiducia. Quale miglior momento per <span style="text-decoration: line-through;">vantarsi</span> incassare i ringraziamenti del Presidente Usa?</p>
<p>Incuriosito, ho cercato il contenuto della missiva. Con fortuna. A seguire ne incollo il testo scovato in rete &#8211; tradotto in italiano:</p>
<blockquote><p>Caro <em><span style="text-transform:uppercase">(inserire qui nome di rappresentante politico che ha inviato lettera di congratulazioni)</span></em></p>
<p>Grazie per le tue congratulazioni per la mia elezione come presidente degli Stati Uniti. Ho molto apprezzato il tuo messaggio. Gli Stati Uniti e <em>(INSERIRE QUI PAESE D&#8217;ORIGINE DEL DESTINATARIO)</em> devono far fronte ad una serie di sfide che credo riusciremo ad affrontare meglio insieme. Abbiamo pero&#8217; anche delle straordinarie opportunita&#8217; che, se riusciamo a cogliere, possono far crescere i nostri obiettivi comuni. Ora che cominciamo a lavorare insieme, sara&#8217; per me di fondamentale importanza la nostra collaborazione. Sono fiducioso che gli Stati Uniti e <em>(INSERIRE QUI PAESE D&#8217;ORIGINE DEL DESTINATARIO)</em> possano lavorare insieme in uno spirito di pace e di amicizia per costruire un mondo piu&#8217; sicuro nei prossimi quattro anni. Nell&#8217;attesa di poter lavorare con te per questo obiettivo e per rafforzare i rapporti tra i nostri paesi, ti mando i miei piu&#8217; sinceri saluti</p>
<p>Barack Obama</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Andreas Serrano nel cuore</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2009/01/29/andreas-serrano-nel-cuore/</link>
		<comments>http://potamocheri.eu/blog/2009/01/29/andreas-serrano-nel-cuore/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 00:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>

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		<description><![CDATA[[…] molte e le megliori parti gli mancavano, perché non erano in lui né invenzione né decoro né disegno né scienza alcuna della pittura mentre tolto da gli occhi suoi il modello restavano vacui la mano e l’ingegno. Molti nondimeno, invaghiti della sua maniera, l’abbracciavano volentieri, poiché senz’altro studio e fatica si facilitavano la via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1149" title="Cristo censurato" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/01/cristo-censurato-ritoccato.jpg" alt="Cristo censurato" width="500" height="350" /></p>
<blockquote><p>[…] molte e le megliori parti gli mancavano, perché non erano in lui né invenzione né decoro né disegno né scienza alcuna della pittura mentre tolto da gli occhi suoi il modello restavano vacui la mano e l’ingegno. Molti nondimeno, invaghiti della sua maniera, l’abbracciavano volentieri, poiché senz’altro studio e fatica si facilitavano la via al copiare il naturale, seguitando li corpi vulgari e senza bellezza. […] Allora cominciò l’imitazione delle cose vili, ricercandosi le sozzure e le deformità, come sogliono fare alcuni ansiosamente: se essi hanno a dipingere un’armatura, eleggono la più rugginosa, se un vaso, non lo fanno intiero, ma sboccato e rotto. Sono gli abiti loro calze, brache e berrettoni, e così nell’imitare li corpi si fermano con tutto lo studio sopra le rughe e i difetti della pelle e dintorni, formano le dita nodose, le membra alterate da morbi.</p></blockquote>
<p>Con <a title="Bellori su Caravaggio" href="http://it.encarta.msn.com/sidebar_1041501407/Bellori_Caravaggio.html" target="_blank">queste parole</a> Giovanni Pietro Bellori apostrofava Caravaggio e caravaggisti, colpevoli di copiare “puramente li corpi come appariscono gli occhi senza elettione”. Il disprezzo per quell’arte così lontana dai canoni dell’Accademia di San Luca spinge Bellori a godere della sfortune del pittore lombardo, le cui opere più volte furono soggette a censura.</p>
<blockquote><p>Per li quali modi il Caravaggio incontrò dispiaceri, essendogli tolti li quadri da gli altari, come in San Luigi abbiamo raccontato. La medesima sorte ebbe il Transito della Madonna nella Chiesa della Scala, rimosso per avervi troppo imitato una donna morta gonfia.</p></blockquote>
<p>Era il 1672, Caravaggio era morto da quasi mezzo secolo. La Storia gli ha dato ragione e ora per fortuna possiamo ancora godere dei suoi capolavori. Chissà invece cosa deciderà la Storia dell’opera di <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/27/bologna-crocefisso-blasfemo-indagine-per-vilipendio-religione-esposizione-oggetto-osceno/">Federico Solmi</a> e del suo <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/01/cristo-censurato-300x224.jpg"><em>Untitled</em></a>, rivisitazione del crocifisso duecentesco con aggiunta di tiara e spinello che esce dal perizoma. Da un paio di giorni, l’opera è sotto sequestro, in attesa che un Gip convalidi il provvedimento. L’accusa è di “offesa a una confessione religiosa mediante vilipendio”.</p>
<p>Dopo averne parlato tanto, non avrei mai pensato di tornare sull’argomento, e men che meno avrei voluto. Se non fosse che il caso ora è veramente, diciamo, particolare. Mentre  con la <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2008/05/26/una-rana-e-una-rana-e-una-rana/">rana di Bolzano</a> si sollevò un polverone politico con accuse tra destra, sinistra, galleristi e assessori, qui siamo addirittura alle prese con la magistratura. Un giovane artista tocca la figura del Cristo e si trova indagato assieme al gallerista, per di più con il lavoro sotto sequestro.  La domanda che sovviene è: da quando il nostro orologio culturale ha iniziato a correre alla rovescia, se si crea tutto questo casino per un lavoro di appena 50 centimetri? Non dovrò tornare troppo dietro nel tempo per dimostrare che lavori come quello di Solmi sono poca roba rispetto a quello che negli ultimi anni si è visto fare con la croce di Cristo.</p>
<blockquote><p><a title="Federico Solmi sul Corriere" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2009/27-gennaio-2009/quel-papa-blasfemo-sequestrata-opera-esposta-stand-napoletano-150939575665.shtml" target="_blank">sul piatto della bilancia ci sono i simboli della cristianità che non vanno toccati</a></p></blockquote>
<p>Ho <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2008/11/18/non-crocifiggetemi/">già citato</a> la donna crocifissa realizzata da Cattelan e non mi ripeterò. Non meno polemiche scatenò qualche anno prima, nel 1999, la celebre <em>Nona Ora</em>, una scultura iperrealista raffigurante Papa Giovanni Paolo II steso da un meteorite. Al di là delle polemiche, non ci fu nessun sequestro, e l’opera continuò il normale iter di mercato, venendo battuta nel 2005 all’<a href="http://www.arteconomy24.ilsole24ore.com/quotazioni/artisti.php?id=160">asta per 3 milioni di dollari</a>.</p>
<p>Tre anni prima, 2002, l’artista polacco Pawel Althamer realizzò nella chiesa di S. Matteo a Lucca, <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/lucca-etnico/lucca-etnico/lucca-etnico.html">città famosa per le spinte progressiste</a>, la performance <em>Senza titolo</em>, con la quale la tradizionale scultura di Cristo veniva sostituita con un Cristo in carne e ossa. Non siamo in museo, né tantomeno in una fiera d’arte, come nel caso di Solmi, ma in una chiesa. Se non è questo toccare i simboli della cristianità…</p>
<p>Il lavoro di Althamer dalla sua ha un’attenuazione della spinta provocatoria. E’ interesse dell’artista una reale indagine sul valore dell’immagine di Cristo dal punto di vista più umano che religioso: “La mia azione, di contro, è molto tradizionale e riguarda la nostra consapevolezza delle questioni fondamentali”. Chissà se la sua “azione molto tradizionale” è la stessa che lo ha portato a trasformarsi in un Cardinale sprofondato in una vasca piena di acqua viola con uno spinello in bocca. Althamer, comunque, dice “di contro” perché, intervistato da Chiara Leoni per <em>Flash Art</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2009/01/29/andreas-serrano-nel-cuore/#footnote_0_1148" id="identifier_0_1148" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Flash Art, n&deg; 238, febbraio-marzo 2003">1</a></sup>, sta paragonando il suo lavoro a quello di Andreas Serrano, la cui opera in questione scatenò polemiche che al confronto quelle su Cattelan sembrano i cori della parrocchia.</p>
<p>E’ addirittura del 1987 <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piss_Christ"><em>Piss Christ</em></a>, lavoro che gode di discreta “fama”. Quanto era diversa la prospettiva appena 20 anni fa: una foto immortala una croce immersa nell’urina del fotografo stesso. Il lavoro di Serrano, come dice Wiki, è sovente “utilizzato come banco di prova della libertà di espressione”. Lo ha citato anche Luttazzi in una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=I8ZB9qEYe8c">puntata di <em>Decameron</em> (minuto 2.50)</a>.  Di fronte a questi lavori vi renderete conto anche voi che la rana verde e il crocifisso di Solmi appaiono a malapena come blande <em>cartoonate</em>. Le due opere, a mio avviso, hanno una cosa in comune: sono brutte. Nell’idea, nella realizzazione, nell’intento satirico. Sono provocazioni di superficie, incapaci di mordere veramente, e forse per questo ancora più attaccabili. Come <em>La Madonna piange sperma</em> <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/18/Madonna_piange_sperma.shtml">esposta a Bologna nel 2007</a>, il caso più simile a quello di Solmi. Lì ci fu una denuncia per vilipendio alla religione, la mostra perse il patrocinio del Ministero e fu bloccata da Cofferati &#8211; il Tar diede ragione all’artista. C’è però una grossa differenza con il caso Bolognese. Lì eravamo in una mostra pubblica, organizzata con l’appoggio di amministrazioni locali e statali, e la denuncia venne esposta da un deputato di Forza Italia; qui siamo in uno stand espositivo di una fiera, quindi in un posto con fini puramente commerciali, e non c’è stato nessun esposto all’origine del sequestro. Si tratta di azione del pm su segnalazione di un carabiniere. E non solo.</p>
<p>Il lavoro di Solmi, che si difende sostenendo che voleva “fare satira su un potere millenario come la chiesa, senza alcun riferimento al Papa attuale”, come se il Papa attuale non fosse attaccabile proprio da questo punto di vista, non solo viene sequestrato, ma non trova neanche il riconoscimento che vorrebbe: quello di Arte. A parole:</p>
<blockquote><p>Effettivamente già in passato mi sono occupato di vicende simili: ma nel caso del film di Ciprì e Maresco si trattava di un’opera d’arte, qui invece siamo lontani mille miglia da considerarla tale. Quel crocefisso è una bestemmia.</p></blockquote>
<p>Ma anche nei fatti:</p>
<blockquote><p>è stato deciso per il reato di esposizione di oggetti osceni. Reato diverso da esposizione di opere d’arte oscene, e questo significa che i magistrati non hanno considerato la scultura come tale.</p></blockquote>
<p>A parte che andrebbe spiegato, con caratteri oggettivi, perché <em>Totò che visse due volte</em> sì e <em>Untitled</em> no, Solmi ha fatto la fine del cornuto e mazziato, indagato per vilipendio e svuotato di ogni valore. Come ho detto, il lavoro in questione, così, a una vista forse superficiale, perché mediata da fotografie piuttosto piccole, non mi piace, ma non per questo prendo in considerazioni censure o, peggio ancora, mi permetto di dire se è arte o meno. In uno stato di diritto è normale che la legge fissi i “paletti” anche dell’espressione artistica. Ma da quando la giustizia può stabilire cos’è arte e cosa no?  Questo è un lavoro demandato da tempo ad altre figure: gli esperti del settore. Critici d’arte, storici, curatori di musei, restauratori, collezionisti, galleresti e, a volte, anche gli artisti. Sono loro che stabiliscono cosa può essere arte o meno.<br />
L’Estetica è una disciplina con la morfologia d’un organismo vivente alimentato dal contesto culturale in cui cresce. Ragion per cui può anche commettere errori di valutazione. L’opera di Solmi può darsi che nel corso del tempo, passato il casino, sparisca dalle nostre memorie, perdendosi nel dimenticatoio di un periodo sovraccarico di produzioni. Ma solo il tempo e la Storia possono permettersi la posizione migliore per mettere le cose nella giusta prospettiva e stabilire se i Federico Solmi avranno il diritto o meno di finire nei manuali di Arte Contemporanea di un liceo artistico.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1148" class="footnote"><em>Flash Art</em>, n° 238, febbraio-marzo 2003</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;avanguardia non è un rifugio</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2008/10/27/lavanguardia-non-e-un-rifugio/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 19:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Damien Hirst]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il mercato alle aste di questi ultimi tre giorni ha visto un significativo cambiamento di umore &#8211; commenta Anders Petterson di Art Tactic &#8211; con un valore totale al di sotto delle aspettative e con lotti che sono stati offerti con sconti sostanziali rispetto alla stima o che non hanno ricevuto neanche una offerta. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-942" title="Invenduto" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/invenduto.jpg" alt="" width="500" height="400" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Il mercato alle aste di questi ultimi tre giorni ha visto un significativo cambiamento di umore &#8211; commenta Anders Petterson di Art Tactic &#8211; con un valore totale al di sotto delle aspettative e con lotti che sono stati offerti con sconti sostanziali rispetto alla stima o che non hanno ricevuto neanche una offerta. Il numero di lotti invenduti è aumentato notevolmente, il che vuol dire che c&#8217;è definitivamente una correzione del valore nel mercato al momento&#8221;. <a title="Aste di contemporaneo, la lezione dell'arte italiana " href="http://www.arteconomy24.ilsole24ore.com/news/cultura-tempo-libero/2008/10/aste-contemporaneo-lezione-arte.php?uuid=2da0c5aa-9fa7-11dd-98a2-3923c44dbd58&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">ArtEconomy24</a></p></blockquote>
<p>Sebbene l&#8217;arte in periodi di recessione economica venga considerata un bene rifugio, anche questo settore di mercato pare avviarsi verso la crisi. Certo, si tratta sempre di cifre difficili da immaginare per chi vive con appeso in casa un calendario di ventuno giorni, ma le difficoltà di <a href="http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE49J09V20081020" target="_blank">Christie&#8217;s</a> e <a href="http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITMIE49N01E20081024" target="_blank">Sotheby&#8217;s</a> da un lato ci segnalano che anche lassù dove ci si sciacqua i denti con il Crystal si inizia ad arrancare e si dovrà rinunciare a qualche lusso qua e là, e da un altro l&#8217;ennesimo segnale che in questa cazzo di crisi sembrano essersi persi anche i più classici tra gli investimenti sicuri.</p>
<p>Io però non sono così sicuro che la flessione attuale stia colpendo l&#8217;arte in qualità di &#8220;bene rifugio&#8221;. Tutt&#8217;altro.<br />
Perché ci sia un bene rifugio è infatti necessario che innanzitutto ci sia un &#8220;bene&#8221; , cioè un oggetto. E questo non è un dato scontato. Se l&#8217;arte &#8220;contemporanea&#8221;, o meglio &#8220;d&#8217;avanguardia&#8221;, è spesso incompresa al limite dell&#8217;odio, è proprio perché ha abbandonato gli appigli classici dell&#8217;oggetto quadro/scultura. A partire dal solito &#8217;68, l&#8217;arte ha avviato una discussione talmente profonda dell&#8217;opera d&#8217;arte da mettere in discussione la sua stessa materialità. Estremizzando l&#8217;idea duchampiana dell&#8217;arte come gesto, gli artisti cresciuti tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70 hanno abbattuto ogni frontiera tecnica per spingere l&#8217;arte verso territori di assoluta immaterialità, aprendo la strada a un&#8217;arte spesso effimera e transitoria, per gettarsi in quel misterioso abisso che è la parola &#8220;<a title="Noantri - transeunte" href="http://noantri.net/2007/05/07/essere-come-i-wu-ming-e-sapere-cosa-fare-del-lemma-transeunte/" target="_blank">transeunte</a>&#8220;. Performance, happening, body art: tutta questa robaccia ha negato radicalmente che l&#8217;opera d&#8217;arte dovesse necessariamente generare oggetti da preservare e musealizzare, bla bla bla. Ogni scoreggia<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/10/27/lavanguardia-non-e-un-rifugio/#footnote_0_931" id="identifier_0_931" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="A volte anche letteralmente.">1</a></sup> poteva diventare arte, purché sia l&#8217;artista a deciderlo, etc etc etc.<br />
Ma a lungo andare bisogna prima o poi fare i conti con un atteggiamento del genere, soprattutto se si vuole campare. L&#8217;arte è sì cultura, ma anche mercato. Qualcosa di vendibile dovrà pur esserci.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-945" title="Cattelan attacca al muro con lo scotch il suo gallerista Massimo De Carlo" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/cattelanm_scotch.jpg" alt="" width="250" height="237" />Mettiamo caso che abbia dei soldi da investire in questo momento di difficoltà e decida di farlo in campo artistico, se vado a una mostra e mi trovo davanti un <a href="http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2004/05_Maggio/06/pop_chi.shtml">gallerista appeso con lo scotch a una parete</a>, in cosa cazzo mi rifugio? Non posso certo portarmi il gallerista a casa con tutta la parete. Allora vorrà dire che andrò in un&#8217;altra galleria e comprerò un buon vecchio Fontana che, sebbene lo possa fare anche un sarto, almeno è un quadro e di piccole dimensioni. Finché le cose vanno bene, anche un circuito così &#8220;smaterializzato&#8221; trova sostentamento in mecenati illuminati e facoltosi. Ma appena arriva una crisi, zac!, crolla tutto, e ci si trova assorbiditi in vortici reazionari.</p>
<p>Negli anni &#8217;30 arrivò il surrealismo a mettere ordine al caos dadaista.<br />
Negli anni &#8217;80, con la recessione americana alle porte, le spinte rivoluzionare del decennio precedente furono costrette a cedere il posto alla pittura.<br />
Il tutto risponde a un&#8217;esigenza di sicurezza, culturale ed economica. Ci vuole un oggetto, qualcosa di fisico, materiale, magari anche piccolo, così da poterlo conservare al sicuro.<br />
Hai voglia a dire che “I quadri devono avere il prezzo giusto e questo corrisponde alla qualità dell’opera. Non all’aria fritta. Finalmente i veri valori saranno fatti dai veri collezionisti e non da improvvisati speculatori”<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/10/27/lavanguardia-non-e-un-rifugio/#footnote_1_931" id="identifier_1_931" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Arte Italiana contro la bufera finanziaria? da ArsLife.">2</a></sup>. E&#8217; più una questione materiale, nel senso più basso del termine, che qualitativa.</p>
<p>Si apre una strada per un&#8217;arte più &#8220;aderente con la realtà&#8221;. Che significa mettere al bando le speculazioni sui prezzi &#8211; con Damien Hirst che, nonostante la caciara dell&#8217;ultimo periodo, rimane con una <em>Farmacia</em> invenduta &#8211; ma anche favorire opere più &#8220;classiche&#8221;.<br />
Non a caso, al momento ne pagano le conseguenze le opere di grosse dimensioni, perché più adatte ai musei che al collezionismo<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/10/27/lavanguardia-non-e-un-rifugio/#footnote_2_931" id="identifier_2_931" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="La crisi tocca le aste ma salva Fontana, la Repubblica 27 ottobre 2008, p. 34">3</a></sup> &#8211; e quindi difficili da piazzare in musei pubblici, i primi a subire danni dalla crisi finanziaria.</p>
<p>Altra conseguenza del nuovo scenario del mercato artistico è che i più danneggiati sono i giovani. Primo perché sono un investimento meno sicuro. Secondo, perché, cresciuti in aria d&#8217;avanguardia perenne, hanno fatto spesso dell&#8217;innovazione artistica una missione, rinunciando volentieri a pratiche più consuete.<br />
E&#8217; finita la pacchia. Ora tocca riprendere tela e pennello.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-949" title="Gianni Motti - Blitz" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/motti-blitz.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p>Però forse c&#8217;è ancora un minimo spazio d&#8217;azione per chi non vuole abbandonare la strada radicale delle avanguardie.</p>
<p>Gianni Motti per il vernissage della Biennale di Praga del 2003 organizzò un blitz. Quattro soldati con fucile spianato piazzati a trenta metri d&#8217;altezza minacciavano i visitatori della Galleria Nazionale. <br />
Ecco, questa può essere una buona <em>exit strategy</em>. Invece di darsi all&#8217;arte come bene rifugio, darsi all&#8217;arte come rifugio <em>rifugio</em>. Un bene rifugio che fa da rifugio ai beni. La crisi infatti creerà generazioni di popoli incarogniti che prenderanno d&#8217;assalto le ville di manager arricchiti alle loro spalle.<br />
Per chi spende in arte, i beni rifugio a rifugio dei beni rappresentano un investimento di <em>sicurezza</em>. In tutti i sensi.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_931" class="footnote">A volte anche letteralmente.</li><li id="footnote_1_931" class="footnote"><em>Arte Italiana contro la bufera finanziaria?</em> da <a href="http://www.arslife.it/dettaglio2/2008/10/arte-italiana-contro-la-bufera.htm" target="_blank">ArsLife</a>.</li><li id="footnote_2_931" class="footnote"><em>La crisi tocca le aste ma salva Fontana</em>, la Repubblica 27 ottobre 2008, p. 34</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;urgenza del decoro</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 14:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Il testo che segue è frutto della fantasia dell&#8217;autore, che ha preso spunto da informazioni sparse su quotidiani nazionali come la Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore. Cronaca di un futuro imminente. Nei momenti di difficoltà, è giusto che la politica assuma posizioni decise. Il popolo deve sentirsi al sicuro e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-874" title="Where is your God now?" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/graffiti_wall_street.jpg" alt="" width="500" height="349" /></p>
<blockquote><p><em>Il testo che segue è frutto della fantasia dell&#8217;autore, che ha preso spunto da informazioni sparse su quotidiani nazionali come </em>la Repubblica,<em> </em>Il Corriere della Sera<em>, </em>Il Sole 24 Ore<em>.</em></p></blockquote>
<h2>Cronaca di un futuro imminente.</h2>
<p>Nei momenti di difficoltà, è giusto che la politica assuma posizioni decise. Il popolo deve sentirsi al sicuro e le prospettive di un futuro caotico e dominato dal panico generale non giovano all&#8217;ordine pubblico e, di conseguenza, alla convivenza civile.<br />
La disoccupazione, la povertà, la fame sono i peggiori nemici della civiltà. Uno Stato efficiente non può permettersi di lasciare che lo spettro del disastro economico aleggi indisturbato sulle teste dei cittadini. Deve far sentire la sua presenza con rapidità e tempismo.</p>
<p>Per questo motivo accogliamo con entusiasmo la proposta di una <a title="Il premier: «Sarà reato fare i graffiti»" href="http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/10_Ottobre/06/berlusconi_decreto_legge_graffitari.shtml" target="_blank">legge contro i graffitari</a>.<br />
Dopo i tonfi in borsa e la crisi finanziaria, il rischio che la popolazione impaurita si riversasse in strada correndo verso il primo sportello bancario disponibile per ritirare e mettere da parte i risparmi si è trasformato in una prospettiva reale e preoccupante, perché una reazione del genere sarebbe più che normale: i muri deturpati da disegni e scritte circondano ogni angolo della nostra vita. E spaventano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-883" title="Banksy" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/banksy.jpg" alt="" width="500" height="250" /></p>
<p>&#8220;Un ratto gigantesco con un ombrello in mano minacciava di rubarmi i risparmi&#8221;, questa la dichiarazione di una signora nei pressi di uno sportello bancario, indecisa se mettere in salvo i soldi di una vita. La signora verrà poi rassicurata che il Governo sta varando un provvedimento di urgenza che renderà impossibile crimini così efferati.<br />
Contro i graffitari, è pronto un decreto legge di massima urgenza che prevede pene severissime. Trentamila euro di multa per chi imbratta un muro, incentivi per spingere i proprietari a ripulire le pareti insudiciate da scritte, possibili arresti domiciliari, se non reclusione, per flagranza di reato. La sicurezza dei cittadini è in cima alla lista delle priorità del Governo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-887" title="diego-rivera" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/diego-rivera.jpg" alt="" width="500" height="184" /></p>
<p>I <em>rumors</em> su un DL anti-graffitari hanno ovviamente suscitato perplessità e malumori tra i banchi dell&#8217;opposizione. Non è un mistero il filo-marxismo-leninismo di molti di questi criminali e non stupisce che una frangia politica solo apparentemente libera da ideologie comuniste dichiari di fare battaglia contro la proposta del CdM. Con argomentazioni sempre identiche.<br />
A sentire i capigruppo dei maggiori schieramenti dell&#8217;opposizione, infatti, non ci sarebbe un&#8217;urgenza tale da bypassare il parlamento, svuotandolo delle sue funzioni, contro quelli che sono i valori della Costituzione. La legge può essere anche giusta, ma va parlamentarizzata. Idea forse condivisa dal Presidente della Repubblica.<br />
Per questo pare che il Governo abbia trovato un <em>escamotage</em>. Aggirando il problema della presunta incostituzionalità del decreto, la legge verrà probabilmente inserita nel pacchetto rifiuti, per trovare in seguito sviluppi più organici<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/10/09/la-urgenz-del-decoro/#footnote_0_875" id="identifier_0_875" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Il Sole 24 Ore, 09 ottobre, p. 35">1</a></sup>. Per ora, è importante non soffocare o deprimere il Parlamento con voti scontati e inutili.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-889" title="keith-haring" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/keith-haring.jpg" alt="" width="500" height="184" /></p>
<p>La proposta però sembra non accogliere il completo gradimento anche tra esimi esponenti dei partiti di maggioranza. Un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sgarbi" target="_blank">critico d&#8217;arte</a>, sindaco per il centrodestra di una <a title="Salemi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salemi" target="_parent">cittadina del Sud</a>, sostiene che in molti casi i graffiti sono una forma d&#8217;arte. A suo dire, la legge va bene se viene circostanziata a palazzi costruiti <em>ante</em> 1960. Gli edifici nati dopo tale data sono per il sindaco-critico il simbolo dell&#8217;Italia della speculazione edilizia ed economica: in questi casi i <em>murales</em> sono un valore aggiunto. Non a caso, alcuni artisti americani provenivano da ambienti graffitari di strada.<br />
In sintesi: l&#8217;urgenza c&#8217;è, ma la materia appare delicata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-891" title="blu-wall" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/blu-wall.jpg" alt="" width="500" height="184" /></p>
<p>Secondo un altro <a title="Gillo Dorfles" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gillo_Dorfles" target="_blank">eminente critico d&#8217;arte</a>, una legge simile potrebbe trasformarsi in un incentivo per i <em>writers</em>, che amano l&#8217;illegalità e proprio nel divieto trovano l&#8217;ispirazione a vandalizzare proprietà pubbliche.<br />
Ma proprio per questo motivo il cittadino italiano chiede risposte risolute. In un recente sondaggio, la maggior parte degli intervistati vede in loro un pericolo pubblico al pari di un terrorista di Al Qaeda.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-892" title="cuoghi_corsello" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/cuoghi_corsello.jpg" alt="" width="500" height="184" /></p>
<p>Il DL in varo nel CdM sarebbe poi anche un modo per arginare una possibile crisi dei mutui in Italia, simile a quella che ha portato gli Stati Uniti in una situazione drammatica. Chi comprerebbe una casa con una gigantesca papera dipinta sul tetto? Riportare gli edifici italiani a uno stato di decoro significa dare respiro anche al mercato immobiliare, in evidente difficoltà. E qualsiasi persona con un minimo di erudizione economica e politica sa dirvi l&#8217;importanza del mercato immobiliare nella salute di uno Stato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-888" title="jean-michel-basquiat" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/jean-michel-basquiat.jpg" alt="" width="500" height="184" /></p>
<p>«Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa», ha tuonato il Premier non a torto. La cittadinanza è con lui. Il <em>63,7%</em> degli italiani è convinto che la colpa del degrado urbano sia di graffiti realizzati da extracomunitari, perlopiù musulmani e africani, venuti in Italia per rubare la vetrina ai nostri artisti. Il restante 36,3% è in malafede o è un comunista (l&#8217;una non esclude l&#8217;altra). Anche dal punto di vista strettamente politico affiancare questo DL al problema dell&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/istat/istat-rapporto-immigrati/istat-rapporto-immigrati.html" target="_blank">immigrazione</a> diventa di fondamentale importanza per ottenere il consenso della Lega che più volte negli anni passati ha sostenuto che &#8220;i muri sono la voce del popolo<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/10/09/la-urgenz-del-decoro/#footnote_1_875" id="identifier_1_875" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="la Repubblica, 09 ottobre 2008, pag. 19.">2</a></sup>&#8221;.</p>
<p><em>&#8220;Allora, signora, è contenta? Il Governo ha detto che le pulirà i muri imbrattati da quelle scritte&#8221;.<br />
&#8220;Ma quali dice? Le svastiche e le croci celtiche affianco al portone? Ma no, si figuri, sono solo delle bravate di ragazzi esuberanti. Non sono un problema&#8221;.</em></p>
<blockquote><p>La prima immagine del post, <em>Where is your God now?</em>, è dell&#8217;autore. Le altre foto sono scaricate da internet e incorniciate sempre dall&#8217;autore.</p></blockquote>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_875" class="footnote"><em>Il Sole 24 Ore</em>, 09 ottobre, p. 35</li><li id="footnote_1_875" class="footnote"><em>la Repubblica</em>, 09 ottobre 2008, pag. 19.</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Pope</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 22:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Ratzinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Il denaro è zero, la fede è tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-872" title="Il denaro è zero, la fede è tutto" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/10/pope_poster.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Il <a title="Il papa: il denaro scompare, solo la parola di Dio è solida" href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-8/papa-soldi/papa-soldi.html" target="_blank">denaro è zero</a>, la <a title="Il vaticano investe in oro" href="http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=9525" target="_blank">fede è tutto</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il killer fa parte del tuo network!</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2008/09/24/il-killer-fa-parte-del-tuo-network/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 23:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si respira un&#8217;altra aria dopo la Columbine finlandese. Qualcosa sta per smuoversi e i governi sapranno presto prendere una posizione. Non possono restare fermi a guardare: internet è diventato un post invivibile. SU YOUTUBE - Il killer si chiama Matti Juhani Saari era già noto alla polizia perché pochi giorni prima della strage aveva messo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-805" title="myGun" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/09/mygun.jpg" alt="" width="430" height="180" /></p>
<p>Si respira un&#8217;altra aria dopo la <a title="Finlandia, studente fa irruzione nella sua scuola e apre il fuoco: uccisi nove ragazzi" href="http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_23/finlandia_sparatoria_scuola_f4132200-894a-11dd-8235-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Columbine finlandese</a>. Qualcosa sta per smuoversi e i governi sapranno presto prendere una posizione. Non possono restare fermi a guardare: internet è diventato un post invivibile.</p>
<blockquote><p><strong>SU YOUTUBE </strong>- Il killer si chiama Matti Juhani Saari era già noto alla polizia perché pochi giorni prima della strage aveva messo su internet quattro video in cui si esercita sparando in un poligono di tiro. [...] Nella pagina di YouTube si definisce Mr. Saari e utilizza il nickname Wumpscut86. Dice di avere 22 anni, di vivere a Kauhajoki e di essere interessato a «computer, armi, sesso e birra», con una predilezione per i film dell&#8217;orrore. Dunque lunedì, poche ore prima della strage, &#8216;Mr. Saari&#8217; era stato interrogato dalla polizia. [...] Nei filmati, messi in rete i giorni scorsi, il ragazzo esplode diversi colpi. «Il prossimo a morire sarai tu» dice in una delle clip.</p>
<p><strong><br />
UN ANNO FA </strong>- In Finlandia c&#8217;è stato un tragico precedente. <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_07/sparatoria_liceo_finlandia.shtml">A novembre del 2007 un 18enne aveva aperto il fuoco in un liceo a Tuusula, uccidendo 9 persone</a>. Quella strage era stata annunciata con un video messaggio su YouTube (<a href="http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;vxChannel=Dal%20Mondo&amp;vxClipId=2524_1ce1c792-8958-11dd-8235-00144f02aabc&amp;vxBitrate=300">guarda</a>).</p></blockquote>
<p>Come se non bastassero i pornofili e i pervertiti o, peggio ancora, i giacobini forcaioli e tagliateste con le loro pretese giustizialiste ad accendere l&#8217;emergenza democratica nel Paese. Ci mancavano pure gli assassini.</p>
<p>Chi lo dice che le possibilità offerte dal web siano l&#8217;unico spiraglio di libertà rimasto in vita? E&#8217; forse libertà usare internet per sfogare ingiustificata violenza? Il caso di Saari ha smascherato i rischi di un atteggiamento lassista nei confronti del fenomeno &#8220;rete&#8221;. Utilizzando YouTube o Facebook, spietati killer allenano pulsioni omicide. Sono in pericolo intere generazioni, esposte a facili fomentazioni.</p>
<p>E dire che già il caso Sollecito aveva dato i primi segnali di risveglio nel paese. Ma non siamo stati all&#8217;epoca abbastanza pronti, rammolliti da un governo incapace di dare risposte alle paure dei cittadini. Ora è arrivato il momento di reagire e di dare risposte risolute all&#8217;emergenza sicurezza.<br />
Il CdM a giorni si riunirà per mettere al varo una prima bozza di legge che permetta di limitare <span style="text-decoration: line-through;">le libertà</span> i pericoli provenienti dalla rete &#8211; <em>E-Security DDL,</em> pare si chiami &#8211; mentre Bruno Vespa prepara una spumeggiante puntata di Porta a Porta, con la straordinaria presenza in studio di Raffaele Sollecito a raccontare la sua esperienza.</p>
<p>Tra le proposte in esame, c&#8217;è <span style="text-decoration: line-through;">quella di togliere gli accessi a tutti sti comunisti di merda che si pensano che internet è loro e possono fare il cazzo che gli pare</span> in cantiere un&#8217;idea molto sfiziosa proposta da alcuni esponenti della Lega Nord: perché non fare come con l&#8217;immigrazione e creare un reato di webbità clandestina? L&#8217;iniziativa è stata accolta con entusiasmo dagli altri esponenti della maggioranza<span style="text-decoration: line-through;">, nonostante a primo acchito nessuno avesse una minima idea di come portarla avanti</span>. La creatività ai nostri governatori non manca.</p>
<p>Voci non confermate, ma neanche smentite, diciamo annuite, parlano della possibile creazione di siti che aiutino in una prima schedatura dei potenziali killer presenti in rete. Un corrispondente virtuale dei CPT, in pratica. Il modello sarà quello dei social network &#8211; l&#8217;area marketing del governo ha buttato giù l&#8217;idea di creare <strong>myGun</strong>, sul modello di mySpace. Qui verranno <span style="text-decoration: line-through;">rinchiusi</span> raccolte informazioni su soggetti dal profilo poco raccomandabile. Onde evitare facili manipolazioni, occorre dire che myGun  non vuole essere un&#8217;Alcatraz del web. E&#8217; solo una prima sosta temporanea. Ancora il governo non si sbilancia sui tempi di permanenza, ma pare si aggiri attorno ai 100 mesi. Passati i 100 mesi, si deciderà cosa fare <span style="text-decoration: line-through;">di queste zecche </span>dei soggetti coinvolti.<br />
Per i casi di tendenze assassine accertate si parla di espulsione dalla rete, case di cura psichiatrica e, per i recidivi, <span style="text-decoration: line-through;">l&#8217;obbligo di partecipazione ai corsi di giornalismo di Emilio Fede</span> possibile anche l&#8217;arresto.</p>
<p>Resta da capire come verranno rintracciati gli internauti clandestini. E&#8217; possibile che venga proposto qualcosa di simile all&#8217;americano <a title="Patriot Act" href="http://it.wikipedia.org/wiki/USA_PATRIOT_Act" target="_blank">Patriot Act</a>. Un sofisticato sistema, ancora da brevettare, scandaglierà i contenuti presenti in rete, prendendo in esame social network, canali video, canali musicali, forum, mailing list, e-mail personali e, soprattutto, blog. Le personalità sospette verranno subito contattate dalla polizia postale e saranno obbligate a fornire le generalità. Probabilmente il servizio sarà sponsorizzato da qualche <em>grossa ditta italiana attiva nel campo della comunicazione</em>, e le mail di avviso saranno accompagnate da relativa pubblicità &#8211; mossa necessaria per sostenere i costi dell&#8217;operazione senza gravare sulle tasche dei contribuenti.</p>
<p>Si apre una nuova frontiera sul fronte della sicurezza internazionale. Recentemente, negli USA FBI e CIA hanno annunciato il lancio di <a title="A-Space" href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/social-networking/social-spie/social-spie.html" target="_blank">A-Space</a>, il social network che agevolerà la lotta al terrorismo. La risposta italiana è pronta e noi l&#8217;accogliamo con entusiasmo: è giusto che tutti gli assassini abbiano il loro network, non solo quelli americani.</p>
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		<title>Un week end in quattro tuffi</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 22:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-650" title="Stromboli" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/07/stromboli_santos.jpg" alt="" width="450" height="187" /></p>
<p>Allora, visto che è estate e non mi legge più nessuno, almeno se dobbiamo dar retta al contatore di feedburner, e io al contatore di feedburner ci tengo, parlerò un po&#8217; di fuffa. Perché lo scorso week end sono stato al mare, qui da noi, a Lamezia Terme, che sta sul mare, anche se sono stato a Gizzeria che non è proprio Lamezia Terme ma siamo lì. Noi, io e miei amici, al mare non ci andiamo per fare il bagno, ma per stare sulla riva a fare caciara. Cioè, in teoria dovremmo giocare a pallavolo con un leggerissimo <a title="Super Santos" href="http://luigi.nomadlife.org/uploaded_images/supersantos_01-774477.jpg" target="_blank">Super Santos</a>, ma in realtà facciamo solo tuffi pleonastici e disturbo della quiete pubblica, perché in fondo è l&#8217;unico modo che abbiamo per non dar troppo peso al mare sporco.<br />
Così iniziamo a giocare e il mio amico Frank, uno che vanta una stupidità direttamente proporzionale all&#8217;altezza, e vi assicuro che è molto alto, tipo che giocava centro a basket, avvia le danze passandomi un pallone tra l&#8217;offensivo e il provocatorio. Io, che non sono da meno in quanto a stupidità, anche se non sono alto quanto lui, non potevo di certo esimermi, e mi sono esibito in uno di quegli allunghi ginnici che mi hanno reso un ricercato terrorista di tutte le spiagge del sud-ovest italico. Ho fatto un tuffo che era uno tsunami di dimensione biblica (sempre che nella Bibbia siano menzionati tsunami. Cazzo l&#8217;ha letta mai la Bibbia. Ricordo solo quel film con quell&#8217;attore dove Dio s&#8217;incazzava e faceva un bordello allucinante con il Mar Rosso). Riemerso dall&#8217;acqua, mentre la gente si allontanava terrorizzata, o forse schifata, facevo fatica a riprendermi. Mi sentivo ovattato dall&#8217;urto con l&#8217;acqua e la vista era appannata, tanto che tutto quello che mi appariva sembrava una fata Morgana. In quel momento li ho visti arrivare, tutti e quattro, papà, mamma e bimbi. Lei, la mamma, sembrava gracile e aveva uno sguardo stanco e sbuffato. E vai a darle torto. Portava, in ordine discendente: ombrellone, borsa con teli da spiaggia, borsa sua, busta con il pranzo, il palo dell&#8217;ombrellone, il suo telo da spiaggia, una busta coi secchielli. Lui, il padre, invece, camminava con la camicia aperta su una pancia tesa e pelosa, leggendo il Corriere dello Sport, che già chi legge la Gazzetta può perplimere, figuriamoci chi legge il Corriere, che non è manco un giornale. I bimbi salterellavano attorno a lei, urlando <em>mammamammamamma</em>, che avrebbero ucciso chiunque, mentre lui le strillava <em>Oh Ro&#8217;, m&#8217;i cacci sti rumpicucjliuna &#8216;i mezzu ca un c&#8217;ha fazzu a lijiri?!</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/22/un-week-end-in-quattro-tuffi/#footnote_0_643" id="identifier_0_643" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Cara, potresti prenderti i pargoli per favore che disturbano la mia lettura?!">1</a></sup>. Una rabbia che non si poteva dire. Avrei preso il palo dell&#8217;ombrellone per infilarglielo nell&#8217;ombelico, farlo uscire dalla bocca e rinfilarglielo su per il culo, a quel coglione. Ma avevo da fare. Una pallonata di Frank mi destava dal torpore e ho ripreso a <span style="text-decoration: line-through;">distruggere la spiaggia</span> giocare.</p>
<p>Il secondo tuffo è stato peggio del primo. Lo spruzzo si vedeva da Google Earth e uscito dall&#8217;acqua scorreva in sovripressione il numero verde per aiutare le vittime del maremoto. Qualche <em>vaffanculo</em> e <em>andate a giocare da un altra parte, imbecilli</em> è arrivato alle nostre orecchie non curanti. Intanto la famigliola era arrivata in riva al mare. Lei stava piantando l&#8217;ombrellone, ma faceva fatica, perché da noi la spiaggia è piena di sassi e non è facile fare un buco con un palo che ha la punta di ferro arrugginito. Lui, apostrofandola come <em>&#8216;mbrasciulata</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/22/un-week-end-in-quattro-tuffi/#footnote_1_643" id="identifier_1_643" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Imbranatella">2</a></sup>, le ha tolto l&#8217;ombrellone di mano dicendo <em>&#8216;un sa fari &#8216;nu cazzu, va, cacciat&#8217;i lluacu. E pilgjiati &#8216;sti vastasi</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/22/un-week-end-in-quattro-tuffi/#footnote_2_643" id="identifier_2_643" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Tesoro, ti vedo in difficolt&agrave;, spostati che faccio io, &egrave; meglio. E allontana i bimbi, potrebbero farsi del male">3</a></sup>. Avrei voluto togliergli l&#8217;ombrellone dalle mani e piantare lui in quella spiaggia di merda, ma solo dopo aver preso un&#8217;ascia per fargli quella testa di cazzo a punta. Ma avevo da fare. Una pallonata di Frank mi svegliava dalle ansie omicide, colpendomi direttamente sul naso (e meno male che non mi è venuto da starnutire, che le botte sul naso mi fanno starnutire, e quando starnutisco non la smetto più, altro che tsunami).</p>
<p>Al terzo tuffo Morgan Freeman aveva già creato un bunker per gli sfollati e chi poteva era scappato sulle cime più alte della Sila per ripararsi dall&#8217;inondazione. Il Super Santos era volato in spiaggia, decapitando otto persone e ferendone due. Purtroppo non ha colpito Lei, la mamma, che in quel momento stava starnazzando qualcosa a due cellulari, un telefonino e un videofonino, per poi rivolgersi alla figlia con un trionfo di doppie da far tremare i polsi a Ringhio Gattuso. <em>Claudiaaaaaa, ma cchi ccazzu sta facìaundu</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/22/un-week-end-in-quattro-tuffi/#footnote_3_643" id="identifier_3_643" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Claudia, birichina, che combini">4</a></sup><em>? Esci dall&#8217;acqua, il costumino è di Prada</em>. Ho preso in prestito lo sguardo di Schillaci ai mondiali &#8217;90 e l&#8217;ho condito con voglia di uccidere<sup>TM</sup>. Nella mia testa la signora ingoiava cellulari per 48 ore senza sosta e veniva frustata da due froci vestiti D&amp;G bondage. Intanto il padre si raspava il pacco: era il momento ideale per farli fuori entrambi nel più atroce dei modi. Ma avevo altro da fare. Una pallonata nei coglioni mi stendeva per terra, ricordandomi che la missione era distruggere la spiaggia.</p>
<p>Il quarto tuffo è stato un tonfo nel Gran Canyon, che l&#8217;onda era già rientrata e l&#8217;avevo lisciata in pieno, con una botta che mi ha lasciato lividi sul fianco come neanche quella volta in cui mi sono ubriacato e mi hanno pestato a sangue (i miei amici, si capisce). L&#8217;urto è stato accolto dal boato della spiaggia estasiata. Intanto la mia attenzione era impostata di default sui quattro. Mamma e papà dormivano e i bimbi zompettavano sulla riva, che finalmente mi poteva passare la voglia di sterminarli e la vita era normale anche per loro. O almeno così credevo. Perché, a un certo punto, mentre la situazione pareva serena, è passato dalle loro parti un negrazzo che vendeva asciugamani da spiaggia. I bimbi, scattanti come molle, sono andati a saltargli attorno. <em>Senegàl, senegàl, vucumprà, vavattindi</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/22/un-week-end-in-quattro-tuffi/#footnote_4_643" id="identifier_4_643" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Via vaiVai via">5</a></sup><em>, vucumprà.</em> Che c&#8217;era la bimba, più garbata, che gli schizzava acqua di mare addosso, e il bambino, una promettente testa di cazzo, che gli scattarrava in faccia. A quel punto, visto che erano proprio vicino a me e lui, il marmocchio, mi mostrava le terga, volgendo lo sguardo a ovest, ho avuto una folgorante idea e, sfruttando la schiarita d&#8217;orizzonte, con impressa in mente la <a title="Francia-Brasile - Punizione di Roberto Carlos" href="http://www.youtube.com/watch?v=y3gfWY5xqc0" target="_blank">punizione di Roberto Carlos contro la Francia</a>, ho preso la rincorsa, mirando dritto allo Stromboli, che si vedeva bene che era attivo.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_643" class="footnote">Cara, potresti prenderti i pargoli per favore che disturbano la mia lettura?!</li><li id="footnote_1_643" class="footnote">Imbranatella</li><li id="footnote_2_643" class="footnote">Tesoro, ti vedo in difficoltà, spostati che faccio io, è meglio. E allontana i bimbi, potrebbero farsi del male</li><li id="footnote_3_643" class="footnote">Claudia, birichina, che combini</li><li id="footnote_4_643" class="footnote"><span style="text-decoration: line-through;">Via vai</span>Vai via</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno del quiz</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 13:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Guru]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Cambi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel post precedente…

...il template del blog di Matteo Cambi a cosa era ispirato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-620 alignnone" title="Il quiz sul blog di Matteo Cambi" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/07/cambiblog_quiz.jpg" alt="Il quiz sul blog di Matteo Cambi" width="500" height="333" /></p>
<p> </p>
<p>Nel <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2008/07/16/il-confessionale-di-cambi/">post precedente</a>&#8230;</p>
<div>
<div>{democracy:13}</div>
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		<title>Immagini missilistiche dall&#8217;Iran: è un tarocco</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 17:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;Iran, arrivano immagini di nuovi test missilistici. Ma le foto sono state &#8220;taroccate&#8220;. Cancellato dall&#8217;originale uno strano cartello. Clicca sull&#8217;immagine per ingrandire il particolare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;Iran, arrivano immagini di nuovi <a title="Test missilistici in Iran - Corriere" href="http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_10/iran_missili_tarocco_c50e05ae-4e91-11dd-a6e8-00144f02aabc.shtml" target="_blank">test missilistici</a>. Ma le foto sono state &#8220;<a title="Immagini taroccate dall'Iran - Vita digitale blog" href="http://vitadigitale.corriere.it/2008/07/liran_ha_photoshop.html" target="_blank">taroccate</a>&#8220;.</p>
<p>Cancellato dall&#8217;originale uno strano cartello. Clicca sull&#8217;immagine per ingrandire il particolare.</p>
<p><a class="thickbox" href="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/07/iran_2.jpg" title="Dall'Iran immagini taroccate"><img class="alignnone size-full wp-image-584" title="Missili in Iran" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/07/iran_1.jpg" alt="Missili in Iran" width="433" height="575" /></a></p>
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