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	<title>Stati di Sonnolenza &#187; Alitosi</title>
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	<description>un blog in dormiveglia (?)</description>
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		<title>E Internet, di chi ha paura?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 17:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella che si è aperta tra Google e il Governo cinese è una partita che ci riguarda direttamente. Non per ragioni di equilibri geopolitici – ho difficoltà a immaginare che a causa di un motore di ricerca, esponenti del Partito Comunista cinese inizino a rullare sigari con beni del tesoro americani, sganciando a tempo perso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1651" title="Censura in Cina" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2010/01/408143050_2e74ff3df5_o.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p>Quella che si è aperta tra Google e il Governo cinese è una partita che ci riguarda direttamente. Non per ragioni di equilibri geopolitici – ho difficoltà a immaginare che a causa di un motore di ricerca, esponenti del Partito Comunista cinese inizino a rullare sigari con beni del tesoro americani, sganciando a tempo perso testate nucleari random sul territorio statunitense. Non è neanche per ragioni etiche e genericamente “libertarie”. Mi pare strano credere che Google, dopo anni di prestazioni consenzienti, si sia scoperto improvvisamente <em>jailbait</em> sedotta &amp; abbandonata (elevandosi d&#8217;improvviso a paladino della libertà). No, le ragioni di Montain View devono essere <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=14375">altre</a> -<em> in primis</em> le difficoltà che il motore incontra quando non può agire in regime di quasi assoluto monopolio.<br />
Quello che più ci interessa, invece, di questo scontro è il precedente che ne verrà fuori in termini di governabilità di Internet.</p>
<p>Se infatti Google dovesse vincere la partita che “potrebbe” aprire, togliendo ogni filtro censorio in Cina senza abbandonare il Paese, darà il via alla più grossa battuta d’arresto dal caso &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shi_Tao">Shi Tao</a>&#8221; a oggi. Nell’eterna lotta tra il desiderio di autoregolamentazione della rete e le leggi locali di uno Stato sovrano, il primo otterrebbe una vittoria storica: Internet è un universo liquido e non è obbligata a obbedire alle leggi locali (E di uno stato non troppo democratico, diciamo). Di una scelta di questo tipo ne gioverebbe non solo l&#8217;utenza cinese, ma anche tutto l&#8217;apparato dei <em>social network</em>, la cui crescita è duramente ostacolata dalle leggi cinesi.</p>
<p>Quali invece gli scenari se la partita girerà a favore del Governo cinese? A questo punto o Google fa un’imbarazzante retromarcia, abbandonando i buoni propositi per piegarsi al <em>diktat</em> cinese, oppure ne abbandona il mercato. Delle due, la seconda ipotesi ha tutto l’aspetto di una spavalderia da bulletto difficilmente praticabile. Non ce lo vedo un colosso come Google che abbandona alla <a href="http://news.cnet.com/8301-30684_3-10435357-265.html">concorrenza</a> la fetta di mercato più grosso del mondo per un cyberattacco di <a href="http://siblog.mcafee.com/cto/operation-%E2%80%9Caurora%E2%80%9D-hit-google-others/">dubbia</a> <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/12173/cosi-veniva-attaccato-google/">provenienza</a>.<br />
Anche per queste ragioni, la prima ipotesi è peggiore della seconda. Non tanto per la figura che farebbe Google, quanto per quello che andrebbe a significare. Soprattutto in questo periodo storico.</p>
<p>Dopo anni di bagordi in cui Internet, agevolata dalla pressoché totale sottovalutazione da parte della politica, ha costruito quatta quatta le sue fortune su un&#8217;idea di quasi assoluta libertà, improvvisamente i Governi nazionali sembrano essersi accorti della sua esistenza, dando vita a una guerra bianca per la conquista del <em>futuro</em>. Il secondo decennio del XXI secolo sarà con ogni probabilità stabilirà chi decide e chi no cosa si può fare su Internet. Perché partendo dallo scontro per i cimeli nazisti su Yahoo, passando per la guerra a The Pirate Bay, e finendo alla recente vittoria di Mediaset su YouTube – per non parlar delle continue chiusure di siti o di singole pagine stabilite dai giudici italiani – finora la maggior parte delle battaglie si sono svolta quasi esclusivamente in aule di tribunale. Difficilmente gli Stati si mossi finora con leggi <em>ad hoc</em> e, anzi, forse memori della batosta presa negli USA con il caso <a href="http://wac.colostate.edu/rhetnet/barlow/barlow_declaration.html">Barlow</a>, hanno sempre mostrato un certo imbarazzo nell’affrontare il tema &#8211; basti pensare all’immediata frenata di Maroni dopo il caso Tartaglia. D&#8217;altro canto è però evidente che non vogliano più stare a guardare. Con sempre meno convinzione è accettata l&#8217;idea che la Rete possa sfuggire alla sovranità nazionale.<br />
L’Italia, con le continue leggine che arrivano in Parlamento per veicolare la rete, con l’ultima punta d’iceberg rappresentata dal <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/14/portarsi-avanti-a-cosa-serve-il-decreto-romani/">Decreto Romani</a>, è solo un esempio come altri.  Basta affacciarsi al di là delle Alpi e osservare cosa avviene nella Francia di Sarkozy con la <em><a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10756/il-senato-francese-approva-hadopi-e-legge/">Hadopi</a></em> e la <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/12142/sarkozy-vuole-tassare-la-rete/">tassa su internet</a>, o nella UE dei ripetuti <a title="richiami" href="http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=31257">richiami</a> sulla privacy a Facebook &amp; co.</p>
<p>Le spacconate di Jerry Jang contro le leggi francesi sembrano ormai lontane millenni. Casi sono come quelli della Cina sono solo l’estrema versione di un anelito che anche Stati democratici sembrano voler far proprio. La crisi economica, e in particolar modo quella dell’editoria, ha accelerato un processo da contrastare immediatamente, prima che prenda una spirale pericolosa.<br />
Per questo credo che Google in Cina giochi una grossa partita. Perché se è ovvio che nessuno Stato liberale farebbe ricorso a censure cinesi, è vero anche che il giorno in cui si presentasse la necessità, per esempio, di bloccare l&#8217;indicizzazione dei siti che forniscono materiale pirata, sarà molto difficile rifarsi all&#8217;indipendenza della rete &#8220;perché, che vuoi, sono logiche di mercato interno. E poi in Cina avete fatto di peggio&#8221;<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2010/01/16/e-internet-di-chi-ha-paura/#footnote_0_1639" id="identifier_0_1639" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Integro in una nota una segnalazione di El Castigador nei commenti. Tentativi di censura a Internet avvengono anche in &amp;#8220;democrazie liberali&amp;#8221; come quella australiana. La storia &egrave; molto simile a quella del gi&agrave; citato caso Barlow: con la scusa di bloccare contenuti &amp;#8220;inappropriati&amp;#8221;, vengono imposti assurdi filtri alla rete, a riprova che i Governi nazionali digeriscono con sempre pi&ugrave; insofferenza il mondo della Rete.">1</a></sup></p>
<p>Facevo questi ragionamenti ieri dopo la visione della puntata di <em>8 e 1/2</em> su La7 intitolata “Chi ha paura di Internet?”. Siamo sicuri che non debba essere piuttosto Internet ad aver paura di qualcuno?</p>
<blockquote><p>Foto <a href="http://www.flickr.com/photos/dj_hummus/408143050/sizes/o/">flickr</a></p></blockquote>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1639" class="footnote">Integro in una nota una segnalazione di <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2010/01/16/e-internet-di-chi-ha-paura/#comment-27316">El Castigador nei commenti</a>. Tentativi di censura a Internet <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Internet_censorship_in_Australia">avvengono</a> anche in &#8220;democrazie liberali&#8221; come quella australiana. La storia è molto simile a quella del già citato caso Barlow: con la scusa di bloccare contenuti &#8220;inappropriati&#8221;, vengono imposti assurdi filtri alla rete, a riprova che i Governi nazionali digeriscono con sempre più insofferenza il mondo della Rete.</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Giornalismo a spegnimento lento</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2009/07/12/giornalismo-a-spegnimento-lento/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 20:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta ho sentito dire a Giampaolo Pansa ospite a Sky TG24 che una delle priorità del giornalismo è quella di riuscire sempre a stupire il lettore. Stava parlando del suo ex giornale, la Repubblica, che a suo dire aveva ormai smarrito quella strada. E&#8217; evidente che Pansa non aveva ancora potuto leggere l&#8217;articolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/07/rape.jpg" alt="Rape" title="Rape" width="500" height="341" class="alignnone size-full wp-image-1308" /></p>
<p>Una volta ho sentito dire a Giampaolo Pansa ospite a <em>Sky TG24</em> che una delle priorità del giornalismo è quella di riuscire sempre a stupire il lettore. Stava parlando del suo ex giornale, la Repubblica, che a suo dire aveva ormai smarrito quella strada.<br />
E&#8217; evidente che Pansa non aveva ancora potuto leggere l&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/violenza-sessuale-7/il-personaggio/il-personaggio.html">articolo di Bonini</a> apparso sul <em>la Repubblica</em> di oggi. Sono convinto che avrebbe avuto un&#8217;altra opinione.<br />
Un lungo articolo vivisezione la vita di Luca Bianchini, il presunto stupratore seriale di Roma, militante del PD. Nell&#8217;attenta ricostruzione dell&#8217;iconografia del mostro, appare questa frase:</p>
<blockquote><p>E poi, la videoteca in cui ora spegnere il desiderio, ora costruire il canovaccio delle sue violenze. Accanto ad &#8220;Arancia Meccanica&#8221;, di Stanley Kubrick</p></blockquote>
<p>Il giornalista sente la necessità di specificare che nella videoteca dell&#8217;indagato è presente una copia di &#8220;Arancia Meccanica&#8221;. E, giuro, l&#8217;articolo non è datato 1972. </p>
<blockquote><p>un campionario scelto di &#8220;snuff movies&#8221;: &#8220;Stupri gallery&#8221;, &#8220;La violenza dei gatti&#8221;, &#8220;Violentata sulla sabbia&#8221;, &#8220;La belva con il mitra&#8221;.</p></blockquote>
<p>Come fai a non rimanere ancora sbalordito, Giampà?<br />
Io ero talmente scioccato che sono corso ad aprire Wikipedia, alla ricerca del significato di <em>snuff movie</em>. Non era cambiato.</p>
<blockquote><p>Nel gergo della pornografia, l&#8217;espressione snuff o snuff movie (dall&#8217;inglese &#8220;spegnere lentamente&#8221;) si riferisce a video amatoriali realizzati sotto compenso in cui vengono mostrate torture realmente messe in pratica durante la realizzazione del film culminanti con la morte della vittima.</p></blockquote>
<p>Non solo nessuno di quei film può essere ascritto alla corrente definizione di <em>snuff movie</em>, due di quei quattro hanno la sola e unica colpa di essere dei B-Movie. &#8220;Violentata sulla sabbia&#8221; è un film drammatico del &#8217;71 e, va be&#8217;, il tema è quello dello stupro e può indurre all&#8217;errore. Ma &#8220;La belva col mitra&#8221; è un poliziesco (poliziottesco). Da quando con qualche morto e un brutto titolo si guadagna l&#8217;etichetta di <em>snuff</em>?<br />
Per inciso: io non ho visto i due film e non sono sicuro neanche di averli sentiti nominare prima di oggi. Mi sono bastati un po&#8217; d&#8217;intuito &#8211; i titoli erano perlomeno sospetti &#8211; e cinque minuti di ricerca per capire di essere di fronte a una grossa cappellata.<br />
L&#8217;articolo poi prosegue con l&#8217;ultimo film, &#8220;Realmente stuprate&#8221;, da cui Bianchini avrebbe tratto spunto per il suo &#8220;format&#8221; &#8211; come se lo stupro seriale fosse una specie di <em>reality show</em>. </p>
<p>Seriamente, non bastavano Alemanno e le sue critiche a &#8220;Romanzo Criminale&#8221;? C&#8217;era bisogno di una firma autorevole come Bonini per tornare indietro di 50 anni? Perché al di là dell&#8217;evidente errore di definizione, spulciare nella videoteca di un (presunto) criminale, per accrescerne l&#8217;immaginario deviato, è folklore da <em>Cronaca Vera</em>. Mi rifiuto di credere che nel 2009 si possa ancora cercare un rapporto di causa ed effetto tra cinema, per quanto squallido e violento possa essere, e criminalità. A meno che al prossimo stupratore con in casa una videocassetta di <em>Bambi</em> non dobbiamo sentirci costretti a un controllo incrociato dei DNA di tutti i cerbiatti dell&#8217;Appennino.</p>
<blockquote><p><em>Illustrazione da <a href="http://dawnfire4.deviantart.com/art/rape-9931232">Deviantart</a></em>.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Stop alle urla del capslock</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2009/04/28/stop-alle-urla-del-capslock/</link>
		<comments>http://potamocheri.eu/blog/2009/04/28/stop-alle-urla-del-capslock/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 18:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Dite la verità, se c&#8217;è una cosa che proprio non riuscite a tollerare in rete è la gente che scrive tutto maiuscolo. Internet non è una puntata di Uomini e Donne, che motivo c&#8217;è di urlare così tanto? E se proprio devi gridare, proprio a casa mia devi farlo? Sì, perché questi indefessi stupratori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dite la verità, se c&#8217;è una cosa che proprio non riuscite a tollerare in rete è la gente che scrive tutto maiuscolo. Internet non è una puntata di <em>Uomini e Donne</em>, che motivo c&#8217;è di urlare così tanto? E se proprio devi gridare, proprio a casa mia devi farlo? Sì, perché questi indefessi stupratori della grammatica con un&#8217;incudine incollata sul <em>capslock</em> sono una maledetta setta sparsa ovunque, con tentacoli talmente lunghi da contaminare anche il vostro blog. Maledetti, non se ne può più. Fate schiamazzi a casa vostra, non violentate quel povero form, vi prego.</p>
<p>Oltre alle le lacrime di disperazione, <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2009/03/31/ecco-perche-il-mondo-non-si-salvera-mai/#comment-27166">avete provato</a> a contrattaccare <strike>l&#8217;amico di Maria de Filippi</strike> il commentatore prendendolo per il culo. Arma piuttosto inutile, visto che questi piccoli bastardi colpiscono <em>random</em>, lasciando un commento per poi perdersi nel <em>web</em>.<br />
Ma non disperate! Da oggi in poi potrete avere una nuova, efficacissima arma. Quello di cui avete bisogno è:</p>
<ol>
<li>continuare a leggere questo post;</li>
<li>del codice <em>javascript</em>;</li>
<li>delle modifiche al vostro template.</li>
</ol>
<p>Il <em>tutorial</em> che segue è pensato e studiato per <em>WordPress</em>. Basta però solo un po&#8217; di elasticità e un minimo di conoscenza di <em>html</em> per adattarlo anche ad altri CMS. Ringrazio da subito <a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it/" title="Eiochemipensavo">Alessandro</a> che mi ha dato lo spunto per il post.</p>
<p>Come prima cosa, aprite l&#8217;editor per i template di WordPress (se avete WP 2.7+ in italiano, è il tasto &#8220;Aspetto&#8221; sulla colonna sinistra). Aprite il file <em>header.php</em>, andate nel tag <em>head</em> e inserite questo codice:</p>
<pre class="brush: php; title: ;">
&lt;!DOCTYPE html PUBLIC &quot;-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN&quot; &quot;http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd&quot;&gt;
&lt;html xmlns=&quot;http://www.w3.org/1999/xhtml&quot; &lt;?php language_attributes(); ?&gt;&gt;

&lt;head profile=&quot;http://gmpg.org/xfn/11&quot;&gt;

(...)

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;

function countcaps()
{
   var regexp = /[A-Z]/g;
   var text = document.getElementById(&quot;comment&quot;).value;
   var myMsg='Ma porc... Cazzo urli? Sto dormendo!';  

   var matchList = text.match(regexp); 

   var percentage = matchList.length/text.length * 100 ;  

   if ( percentage &gt;= 30 ) {
      alert( myMsg );
      return false;
   }
   return true;
}
&lt;/script&gt;
&lt;/head&gt;
</pre>
<p>La funzione <em>javascript</em> che vedete qui su è il vostro scudo, il recinto elettrizzato che farà scappare l&#8217;intruso. Che fa? Tutto quello che serve: verifica se chi scrive nel vostro <em>form</em> usa una quantità di maiuscole superiore al 30% della lunghezza del testo e, quando preme il tasto per commentare, fa apparire un bel rimprovero in <em>pop up</em>. Esattamente come nell&#8217;immagine qui sotto.</p>
<p> <img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/04/urla-del-capslock.jpg" alt="Urla del capslock" title="Urla del capslock" width="401" height="416" class="aligncenter size-full wp-image-1244" /></p>
<p>Ovviamente non basta inserire il codice nell&#8217;<em>header.php</em>. Dovete fare un&#8217;altra piccola modifica.<br />
Aprite il file <em>comments.php</em> e cercate </p>
<pre class="brush: php; title: ;">
(...)
&lt;form action=&quot;&lt;?php echo get_option('siteurl'); ?&gt;/wp-comments-post.php&quot; method=&quot;post&quot; id=&quot;commentform&quot;&gt;

(...)
</pre>
<p>aggiungendo una piccola stringa.</p>
<pre class="brush: php; title: ;">
(...)
&lt;form action=&quot;&lt;?php echo get_option('siteurl'); ?&gt;/wp-comments-post.php&quot; method=&quot;post&quot; id=&quot;commentform&quot; onsubmit=&quot;return countcaps()&quot;&gt;

(...)
</pre>
<p>Così facendo lo <em>script</em> sarà perfettamente funzionante. Va però customizzato (a meno che anche voi non vogliate ricordare al tizio che state dormendo).<br />
Allora, come prima cosa verificate qual è l&#8217;<em>id</em> della <em>textarea</em> del vostro <em>form</em> di contatti (sempre il file <em>comments.php</em>).</p>
<pre class="brush: xml; title: ;">
(...)
&lt;textarea name=&quot;comment&quot; id=&quot;comment&quot; cols=&quot;50&quot; rows=&quot;10&quot; tabindex=&quot;4&quot;&gt;&lt;/textarea&gt;
(...)
</pre>
<p>Come potete vedere da quel &#8220;<em>id=</em>&#8220;, il mio è <em>comment</em>. Questo punto è fondamentale. La stringa</p>
<pre class="brush: jscript; title: ;">
(...)
var text = document.getElementById(&quot;comment&quot;).value;  

(...)
</pre>
<p>individua tramite l&#8217;<em>id</em> il punto in cui il bastardo scrive. Quindi, se il vostro <em>id</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2009/04/28/stop-alle-urla-del-capslock/#footnote_0_1245" id="identifier_0_1245" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Eh, lo so, ho scritto id 50 volte in due righe. Trovatemelo voi un sinonimo">1</a></sup> dovesse essere &#8220;sarcazzo&#8221;, nel vostro <em>javascript</em> nell&#8217;<em>header.php</em> dovrete sostituire <em>(&#8220;comment&#8221;)</em> con <em>(&#8220;sarcazzo&#8221;)</em>. Spero sia chiaro anche per i <a href="http://www.saurosandroni.com">più scemi</a>.<br />
Dopo aver individuato la <em>textarea</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2009/04/28/stop-alle-urla-del-capslock/#footnote_1_1245" id="identifier_1_1245" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Ti&egrave;!">2</a></sup>, non resta che personalizzare <strike>l&#8217;insulto</strike> il messaggio per <strike>il bastardo</strike> il malaugurato.<br />
Per la precisione, dovete cambiare questa stringa qui sotto, già presente nel codice <em>javascript</em> di cui sopra (scusate il bisticcio di parole), mettendo tra i due apici dopo quel <em>myMsg=</em> il testo che preferite.</p>
<pre class="brush: jscript; title: ;">
(...)
var myMsg='Ma porc... Cazzo urli? Sto dormendo!';

(...)
</pre>
<p>Ecco fatto. Non appena avrete salvato le modifiche, sarete salvi da ogni ditinculo di urlatore virtuale. Lo <em>script</em>, infatti, non si limita a rimproverare, ma blocca anche l&#8217;invio del commento. Che ne dite? Perfetto, no?<br />
E allora, andiamo che un altro passo è fatto. Con Stati di Sonnolenza a poco a poco il vostro blog diventerà <strike>completamente inutilizzabile</strike> un muro a prova di coglione!</p>
<p><a href="http://www.webmasterworld.com/javascript/3584829.htm" target="_blank">Fonte</a>.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1245" class="footnote">Eh, lo so, ho scritto <em>id</em> 50 volte in due righe. Trovatemelo voi un sinonimo</li><li id="footnote_1_1245" class="footnote">Tiè!</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Disintegrazione televisiva</title>
		<link>http://potamocheri.eu/blog/2009/02/26/disintegrazione-televisiva/</link>
		<comments>http://potamocheri.eu/blog/2009/02/26/disintegrazione-televisiva/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 12:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Disabili]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni 2004-2005, causa obiezione civile, ho prestato servizio civile presso l&#8217;associazione Centro Documentazione Handicap di Bologna &#8211; o era la Cooperativa Accaparlante, chicciamicapitoncazzo. In questo annetto, ho conosciuto Claudio Imprudente, presidente dell&#8217;associazione. A lui sono stato assegnato. Claudio infatti è tetraplegico dalla nascita &#8211; oddio, non so se si possa essere tetraplegici non dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1207" title="Cerrie Burnell sulla BBC" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/02/tv-family-on-bbc.jpg" alt="Cerrie Burnell sulla BBC" width="500" height="316" /></p>
<p>Negli anni 2004-2005, causa obiezione civile, ho prestato servizio civile presso l&#8217;associazione <a title="CDH - Coop Accaparlante" href="http://accaparlante.it/cdh-bo/index.htm" target="_blank">Centro Documentazione Handicap di Bologna</a> &#8211; o era la Cooperativa Accaparlante, chicciamicapitoncazzo. In questo annetto, ho conosciuto <a title="Storie di Calamai" href="http://www.accaparlante.it/storiedicalamai/index.php" target="_blank">Claudio Imprudente</a>, presidente dell&#8217;associazione. A lui sono stato assegnato. Claudio infatti è tetraplegico dalla nascita &#8211; oddio, non so se si possa essere tetraplegici non dalla nascita, cioè, se lo si possa diventare. Da solo non può fare nulla. Qualsiasi azione quotidiana, mangiare, bere, defecare, orinare, parlare, può svolgerla solo se accompagnato e aiutato e varie ed eventuali. Vive seduto su una sedia a rotelle e parla grazie a una <a class="thickbox" title="Claudio Imprudente" href="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/02/claudio-imprudente.jpg">tavoletta trasparente.</a> Chi lo segue, la regge in mano e lui con lo sguardo indica le lettere. L&#8217;aiutante, sempre lui, che in pratica vive due vite, la sua e quella di Claudio, ripete le lettere ad alta voce e ricostruisce il Claudio-pensiero (o Claudio-discorso).</p>
<p>FERMI. Non partite con i &#8220;minchia, poverino&#8221;, &#8220;madonna, che vita&#8221;, e robe simil-pietistiche del genere. Non crediate, nonostante le apparenze Claudio, oltre a essere, scusate la tautologia, un milanista di merda, è un figlio di puttana ma di quei figli di puttana che tipo ci parli, ci ridi, ci fai e proprio tipo non ce la fai a non mandarlo a fanculo. E proprio in virtù di questa sua figlio-di-puttanite Claudio è una delle persone più toste che abbia conosciuto in vita mia &#8211; che vita di merda che ho avuto, sigh. E&#8217; un attivista per i diritti dei disabili &#8211; o diversabili, come piace dire a lui, con una delle parole più brutte del XX secolo. Scrive molto, grazie all&#8217;uso di sofisticate tecnologie moderne, tipo il DETTATO, e passa la vita senza stare fermo. Cioè, fermo sta fermo, è su una carrozzina, ma è sempre in giro. Convegni, dibattiti, corsi di formazione, conferenze. Adora apparire in TV.  Essendo un milanista di merda ha un ego spropositato.</p>
<p>Una delle cose che Claudio fa meglio è parlare ai bambini. Spesso mi è capitato di portarlo in giro per le scuole del Nord Italia, sia elementari che medie, e posso dire che sui bambini aveva una presa che ho visto a pochi. Una calamita. Ogni sua battuta, ogni sua stronzata (che poi coincidono), fa scattare applausi, ovazioni, fotografi in delirio, corsa all&#8217;autografo, donne che si strappano le ves &#8211; no, non esageriamo. Ai bambini piace.<br />
Lo stesso potrei dire di altri disabili del CDH che ho visto in azione. Ho preso lui perché è quello che ho seguito e conosco meglio.</p>
<p>Bene, finita l&#8217;agiografia di sto cazzone, arrivo al dunque. Perché l&#8217;ho tirato in ballo proprio ora?<br />
Avrete <a title="I genitori contro la presentatrice che ha un braccio solo" href="http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_24/presentatrice_braccio_bbc_bambini_e70cd076-0265-11de-adb7-00144f02aabc.shtml" target="_blank">letto</a> che in questi giorni la BBC sta affrontando le proteste dei genitori per la scelta di assegnare a Cerrie Burnell, ventinovenne conduttrice con un braccio solo, la conduzione di un programma per bambini. A quanto pare, i genitori sono preoccupati. I pargoli britannici, dopo aver visto il programma, e giocato l&#8217;ultimo schema di <em>Assassin&#8217;s Creed</em>, si agitano. Fanno incubi e pongono un sacco di domande e, si sa, non c&#8217;è cosa peggior per un genitore di un bambino curioso. COME FACCIO A SPIEGARGLI CHE SI PUO&#8217; NASCERE SENZA UN BRACCIO?! DEVO ANDARE DALL&#8217;AMANTE!</p>
<p>In un anno e mezzo di lavoro con Claudio, non una volta l&#8217;ho visto in difficoltà con i bambini. Di qualsiasi età. E con la TV non è diverso, anzi. Come ho già detto ama apparire in televisione. Una volta è stato ospite a <em>Screensaver </em>che è, uhm, un programma per bambini? Già.<br />
Il successo di Claudio con i ragazzini non è legato solo alla sua <em>verve</em>. I suoi meriti sono anzitutto pedagogici. Claudio si pone di fronte a dei bambini senza mezzi termini. Così com&#8217;è, perché altro non può essere. Mai mi è capitato di vedere un ragazzo, delle elementari, delle medie o delle superiori, guardarlo come un <em>freak</em>, uno storpio, un soncazzo mostruoso. Per quel poco che so di pedagogia, cioè zero, ma faccio finta di saperne, la curiosità dei bambini è stata sempre una risorsa nel confronto con Claudio.<br />
Se la Burnell suscita preoccupazioni per un braccio monco, cosa potrebbe scatenare Imprudente sulla <em>BBC</em>? Dovremmo attenderci i <em>Ghostbuster</em>? E poi che strada può aprire un percorso del genere? Dovremmo forse iniziare a preoccuparci se un negro presentasse il programma?</p>
<p>Claudio non è nato dall&#8217;oggi al domani. Ci sono voluti decenni perché figure come lui riuscissero ad avere un rapporto dignitoso con la società, e ancora miliardi sono le barriere, architettoniche e non, che sono costretti ad affrontare.  L&#8217;integrazione, qualsiasi essa sia, se non è accompagnata da un processo pedagogico che parte dall&#8217;infanzia difficilmente può essere definitiva. Se la <em>BBC</em> dovesse avallare le richieste dei genitori, cancellerebbe con un calcio in culo decenni di lotte sociali.</p>
<p>Fa bene ora il direttore del canale <em>CBeebies</em> a stringersi attorno la presentatrice. Dovrebbe fare lo stesso l&#8217;intera rete. Vadano affanculo i genitori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non crocifiggetemi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 00:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Telefono Donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver visto l’immagine della pubblicità di Telefono Donna contro la violenza sulle donne, ho avuto difficoltà a contenere lo sdegno.  E&#8217; assurdo che a un decennio dall&#8217;inizio del nuovo millennio, concetti come quello di pena, peccato e dolore riescano a trovare una raffigurazione solo in immaginari cristiani. Il dolore trova nella crocifissione di Cristo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-988" title="Croce" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/11/croce.jpg" alt="" width="500" height="404" /></p>
<p>Dopo aver visto l’immagine della pubblicità di <a href="http://www.uaar.it/news/2008/11/13/milano-polemiche-per-manifesto-blasfemo-contro-violenza-sulle-donne/" target="_blank">Telefono Donna contro la violenza sulle donne</a>, ho avuto difficoltà a contenere lo sdegno.  E&#8217; assurdo che a un decennio dall&#8217;inizio del nuovo millennio, concetti come quello di pena, peccato e dolore riescano a trovare una raffigurazione solo in immaginari cristiani. Il dolore trova nella crocifissione di Cristo il principale archetipo, anche al femminile, ed è con questo archetipo che lo spettatore deve identificarsi per entrare in compassione, noncuranti che chi appartiene a un’altra confessione o semplicemente non crede può anche mettere in conto di non provare nessun coinvolgimento emotivo. Viene immediato allora trovare del tutto pretestuose <a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/Nuda-in-croce-contro-la-violenza-sessuale-An-insorge:-Il-manifesto-va-rimosso/1545387" target="_blank">le polemiche innescate dalla controriformista giunta milanese</a>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-989" title="Dan Brown is amused" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/11/dan-brown-amused.jpg" alt="" width="193" height="161" />Capisco che è difficile per i vertici cattolici riuscire ad ammettere che anche la donna possa avere un qualsiasi ruolo nella fede ma, se si esclude una lieve nudità del soggetto fotografato, l’immagine non sembra provocatoria, tutt’altro: dà l’idea di un atto di riconoscimento e di devozione. La crocifissione di Cristo come madre di tutte le sofferenze; la donna come vittima di tutti i peccati dell’uomo. Lo dice anche Stefania Bartoccetti, presidente dell’associazione promotrice della campagna: <span><a href="http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/11_Novembre/14/manifesto_donna_crocifissa_campagna_anti_stupri_telefono_donna_polemica.shtml " target="_blank">«La crocifissione vuole solo essere l&#8217;immagine della sofferenza estrema» e lo dice da “cattolica praticante”</a></span>. Ci vuole un capzioso atteggiamento bigotto per non rendersene conto. No, semmai è per il contrario che bisogna dissociarsi: la sofferenza può essere laica, non appartiene solo a martiri cristiani.</p>
<p>E poi sinceramente, oltre a essere copiata da un recente lavoro di Maurizio Cattelan, la pubblicità è anche piuttosto scontata. La donna fotografata, stesa nuda su un letto in posizione cristologica, è un concentrato di cliché. Bella, mora con chioma fluente, magra, bianca, slanciata. Una modella, né più né meno, messa lì furbescamente, così che la tetta scoperta possa attirare l’attenzione di qualche distratto passante. Non che me ne freghi un cazzo, ma fa ridere vedere che dopo trent’anni di lotte femministe sono le stesse protagoniste di quei movimenti a identificare la violenza sulle donne con una figa da rotocalco di moda e non, che ne so, con una grassoccia extracomunitaria stuprata nel sottoscala di una fabbrichetta del Nord-Est.</p>
<p>Va detto che la polemica è un altro tassello del brutto momento in cui versa il crocifisso.</p>
<p><img class="size-full wp-image-990 alignleft" title="Maurizio Cattelan - Donna crocifissa" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/11/cattelan-donna-crocifissa.jpg" alt="" height="200" />Oltre alla già citata opera di Cattelan, non esente da critiche a <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266144" target="_blank">suo tempo</a>, oltre alle continue polemiche per i crocifissi a scuola o in luoghi pubblici, oltre a quest’ultima, nefasta campagna pubblicitaria, in molti ricorderanno <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2008/05/26/una-rana-e-una-rana-e-una-rana/" target="_blank">la rana verde esposta a Bolzano qualche mese fa</a>. Anche lì le lamentele non sono mancate, con argomentazioni praticamente identiche a quelle che hanno accompagnato la campagna di Telefono Donna. Chissà in quanti invece hanno notato che la direttrice di quel museo <a href="http://www.uaar.it/news/2008/10/29/bolzano-licenziata-direttrice-del-museion-aveva-esposto-rana-crocefissa/" target="_blank">è stata recentemente licenziata</a>. Si dice che sia un problema di malagestione, ma… Va be’, facciamo finta che sia andata così. Fatto sta che per la croce è un periodaccio. Solo pensare di spostarla o riutilizzarla in un qualsiasi contesto metaforico può scatenare un finimondo. Non è difficile prevedere che a breve diventerà impossibile rappresentarla, se non addirittura nominarla. La parola “croce”, con tutte le sue derivazioni semantiche, diventerà un tabù.</p>
<p>Stilo una rapida lista delle possibili derive della situazione in esame.<br />
Sarà vietato:</p>
<ol>
<li>Il segno “più”. Bisognerà scrivere “somma” o “più”.</li>
<li>Il punto-croce.</li>
<li>Fare le parole crociate. Di qualsiasi tipo.</li>
<li>Costruire gli incroci perfettamente perpendicolari.</li>
<li>L&#8217;uso di espressioni come “mettere in croce”.</li>
<li>Mangiare provole di <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=croce+di+magara&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=18.232154,39.067383&amp;ie=UTF8&amp;z=16&amp;g=croce+di+magara&amp;iwloc=addr" target="_blank">Croce di Magara</a>. Anche mozzarelle. In pratica, Croce di Magara sarà cancellata dalle cartine geografiche nonché dall’Italia.</li>
<li>Incrociare lo sguardo con un’altra persona.</li>
<li>Incrociare le dita.</li>
<li>Incrociare le gambe. Lo stesso vale per le braccia. Diciamo gli arti in generale.</li>
<li>Incrociare i peni in segno di reciproca stima.</li>
</ol>
<p><em>Ad libitum</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama è calabrese</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 12:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni USA]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino da Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo che quando Obama ha vinto le primarie, il TGR Calabria ha dedicato un servizio all&#8217;evento. Naturalmente Barack con la Calabria non c&#8217;entra nulla, se non per il fatto che durante la campagna aveva detto più volte di ispirarsi a Gioacchino da Fiore, che era calabrese. Cioè, era calabrese quando probabilmente la Calabria non esisteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-979" title="Pino Nano Obamizzato" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/11/baracknano.jpg" alt="" width="500" height="444" /></p>
<p>Ricordo che quando Obama ha vinto le primarie, il TGR Calabria ha dedicato un servizio all&#8217;evento. Naturalmente Barack  con la Calabria non c&#8217;entra nulla, se non per il fatto che durante la campagna aveva detto più volte di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2648440663" target="_blank">ispirarsi a Gioacchino da Fiore</a>, che era calabrese. Cioè, era calabrese quando probabilmente la Calabria non esisteva neanche nei romanzi di fantapolitica, ma era comunque di S. Giovanni in Fiore, paese della Sila cosentina. Perché Obama che cita Gioacchino da Fiore per i calabresi fosse una notizia, se si escludono i criceti nella testa di quella redazione, nessuno può capirlo. Ancor più se si pensa che era tra le principali notizie, se non quella di apertura, accogliendo con smisurato entusiasmo l&#8217;annuncio del sindaco di San Giovanni in Fiore che <a href="http://www.calabrianotizie.it/2008/08/28/obama-si-ispira-a-gioacchino-da-fiore-la-citta-di-san-giovanni-in-fiore-pronta-ad-accogliere-il-candidato-alla-casa-bianca/" target="_blank">si dichiarava</a> pronto a dare la cittadinanza onoraria al nuovo presidente degli USA, quasi si trattasse di una svolta di portata epocale per la regione. Immagino che se avessero scoperto che Obama in casa aveva un Boccioni<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/11/06/obama-e-calabrese/#footnote_0_965" id="identifier_0_965" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Umberto Boccioni nasce a Reggio Calabria da genitori romagnoli. In Calabria, trascorre solo l&amp;#8217;infanzia. Presto si trasferisce a Roma per poi andare a Milano, diventando protagonista del movimento futurista. Considerarlo un calabrese, come spesso si fa, a mio avviso, &egrave; un po&amp;#8217; eccessivo">1</a></sup>, la Calabria poteva considerasi salva. La guerra alla &#8216;Ndrangheta sarebbe diventata primo punto del programma della presidenza Obama.</p>
<p>Purtroppo ieri non ho avuto modo di guardare il TGR. Chissà, magari avranno ridato la notizia, arricchendola di particolari intriganti, tipo che un parente di settima generazione della madre di Obama un giorno ha avuto un attacco di colite fulminante a causa di una &#8216;nduja di Spilinga tagliata male, o la storia di un cugino keniota di settantasettesimo grado che spaccia accendini a un semaforo di Corso Mazzini a Cosenza.</p>
<p>Non è la prima volta che abbiamo la fortuna di assistere a notizie di questo tipo. Quando qualcuno nel mondo fa qualcosa di importante, sia esso uno scienziato, un magistrato, uno scrittore, un atleta, un attore o un narcotrafficante, dei geni del male dotati di complessi algoritmi, tipo il <em>Family Tree</em> di Facebook, cercano di risalire nell&#8217;albero genealogico del poveretto per scoprire se per caso un suo trisavo aveva un lontano cugino parente alla lontana di un nipote di quinto grado del vicino calabrese emigrato a fine &#8217;800. Ecco, con Obama gli è andata male ma hanno saputo fare di peggio.</p>
<p>Io non so quale sia la condizione dei TG regionali fuori dalla Calabria, e anche quando ero studente fuori sede ci facevo poco caso. So però che quando guardo il nostro di TGR provo vergogna.</p>
<p><em>- Ma che cazzo fai? Guardi il TGR?<br />
- Ma no, è che sul porno c&#8217;era pubblicità.</em></p>
<p>E mi giro dall&#8217;altra parte, arrossendo. Neanche mi avessero scoperto a leggere <em>Libero</em>.</p>
<p>Ma possibile che in Calabria non succeda davvero un cazzo? Ok, non vogliamo dare solo brutte notizie di &#8216;Ndrangheta e mala sanità. Cosa discutibile ma la accettiamo: ogni tanto ci vuole qualche buona notizia e ci sono venti minuti da gestire. Non è però obbligatorio riempirli di notizie praticamente inventate. A volte sembra che i calabresi non abbiamo motivi per gioire o per essere orgogliosi e debbano scovarli all&#8217;estero.</p>
<p><em>ULTIMA ORA: INCREDIBILE, IL FIGLIO DI UN EMIGRATO CALABRESE SBANCA </em><em>LAS VEGAS</em><em>.</em></p>
<p>Siamo tutti più ricchi. Via con le immagini del paesino in festa.</p>
<p>Mah, che provincialismo, che tristezza. Non si ha più neanche la forza per piangere.</p>
<p>Almeno, ora che ha vinto Obama, so come risolvere il problema. Quando dovrò scrivere la letterina di Natale al Nuovo Capo del Mondo, saprò cosa chiedergli: bombarda la redazione del TGR Calabria, per favore.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_965" class="footnote">Umberto Boccioni nasce a Reggio Calabria da genitori romagnoli. In Calabria, trascorre solo l&#8217;infanzia. Presto si trasferisce a Roma per poi andare a Milano, diventando protagonista del movimento futurista. Considerarlo un calabrese, come spesso si fa, a mio avviso, è un po&#8217; eccessivo</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Nelle mani dell&#8217;Uomo Cobra</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 21:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Ndrangheta]]></category>

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		<description><![CDATA[CROTONE - Migliaia di tonnellate (350 mila) di scorie pericolose (arsenico, zinco, piombo, indio, germanio, mercurio) sarebbero state utilizzate per realizzare i piazzali di due scuole di Crotone e una di Cutro, i parcheggi di attività commerciali e la pavimentazione di una delle banchine del porto. Sette persone sono indagate per smaltimento illegale di rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-826" title="Uomo Cobra" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/09/cobra_man_magritte.jpg" alt="" width="386" height="384" /></p>
<blockquote><p><strong>CROTONE </strong>- Migliaia di tonnellate (350 mila) di scorie pericolose (arsenico, zinco, piombo, indio, germanio, mercurio) sarebbero state utilizzate per realizzare i piazzali di due scuole di Crotone e una di Cutro, i parcheggi di attività commerciali e la pavimentazione di una delle banchine del porto. Sette persone sono indagate per smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e disastro ambientale.</p></blockquote>
<p>Sapere che a un centinaio di chilometri da casa tua le scuole sono state costruite con un coctkail di veleni fa gelare il sangue. Lo gelerebbe a chiunque, ma a queste distanze il gelo è un po&#8217; più freddo. Non perché tema che le radiazioni, le tossine, i particolati o quello che sono loro arrivino sul Tirreno spinte dalle collere di un malevolo Dio dei Venti che ce l&#8217;ha a morte con i calabresi e vuole sterminarli tutti, ovviamente. Purtroppo credo che di dei o venti non ce ne sia bisogno. Quando scopri che a Crotone il più grande stabilimento per lo smaltimento di rifiuti tossici è nel sottosuolo di scuole, porti, strade e ville, ti viene spontaneo supporre che anche nella tua città qualcuno tempo fa possa aver avuto un&#8217;idea altrettanto innovativa.</p>
<p>In fondo che i rifiuti sarebbero stati un grosso problema lo si sapeva da tempo. Soprattutto quelli tossici. Che bisogno c&#8217;è di smaltirli quando puoi farne un bel frullato con i laterizi? E dire che pensavo che legassero bene solo con gli essere umani. A Napoli scatta l&#8217;emergenza perché forse non hanno avuto la lungimiranza degli imprenditori calabresi. O forse sì, chissà, ai posteri l&#8217;ardua sentenza &#8211; che chissà come si manifesterà.</p>
<p>Intanto ora tutti insorgono, si scandalizzano e prontamente arriva una <a title="Rifiuti a Crotone/ La task-force accelera i tempi " href="http://www.calabrianotizie.it/2008/09/30/rifiuti-a-crotone-la-task-force-accelera-i-tempi-si-e-tenuta-la-prima-riunione-dopo-il-sequestro-dei-siti-che-si-ipotizza-siano-tossico-nocivi/" target="_blank">task-force</a>! Prontamente? Oh, miei cari, siete bravissimi e fate quello che potete, ma siete alquanto in ritardo. Diciamo di &#8230; uh: 15, 20 anni?</p>
<p>No, dài, scusate, siete i nostri eroi, davvero. La situazione è grave e dovete darvi una mossa. Accelerate i tempi, quindi, e rispondete più in fretta possibile una domanda: <em>dove cazzo era chi doveva controllare all&#8217;epoca</em>? E non parlo del solito Stato assente al Sud. Di questa immagine della Calabria col ciuccio in bocca che non fa nulla se la mamma non l&#8217;accompagna per la mano sono stanco. Dov&#8217;erano i calabresi? Ci sarà pure stata qualche istituzione locale che doveva controllare, no (tressette permettendo, ovviamente)? Ok, l&#8217;Eni arriva depreda e fa il cazzo che gli pare. Ma nessuno ha visto nulla?</p>
<p>C&#8217;è voluta la magistratura. Peccato solo che l&#8217;inchiesta abbia avuto finora tempi lievemente biblici<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/09/30/nelle-mani-delluomo-cobra/#footnote_0_827" id="identifier_0_827" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="E&amp;#8217; stata aperta nel 99.">1</a></sup> e intanto di cose ne sono successe. Una delle ditte sotto inchiesta, la Pertusola Sud<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/09/30/nelle-mani-delluomo-cobra/#footnote_1_827" id="identifier_1_827" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Ex-stabilimento del Gruppo Eni">2</a></sup>, ha chiuso i battenti sul finire degli anni &#8217;90 e un paio di video probatori <a title="Scuole costruite con i veleni Sparito il video con le prove" href="http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_29/scuole_veleni_video_b3867c0a-8deb-11dd-9bec-00144f02aabc.shtml" target="_blank">sono spariti</a>. Oh, che strano. Uno è diventato bianco (Signoraggio? Scie chimiche?) e l&#8217;altro non si trova più (magari è seppellito nel cemento).</p>
<p><img class="size-medium wp-image-831 alignleft" title="Helen Lovejoy Is Not Amused" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/09/helenlovejoiisnotamused-284x300.jpg" alt="" width="163" height="173" />Per il momento sono esclusi collegamenti con la &#8216;Ndrangheta locale.<br />
Va bene, non parliamo di &#8216;Ndrangheta. Non ci sono le prove. Ma che tipo di criminale è questo? Che razza di persona devi essere per mandare generazioni di bambini a passeggiare su pavimenti infarciti di cadmio, arsenico, piombo, magnesio? Sarebbe stato più sicuro mandarli a lavorare in acciaieria o alla Dixan &#8211; e non voglio sapere cosa ci può essere in uno stabilimento della Dixan. Che sia una nuova specie di assassino? Ma sì, inventiamoci un nuovo cattivo, ci siamo stancati della vecchia retorica criminale. Ci vuole qualche personaggio nuovo. Un supercattivo, tipo quelli dei fumetti. Da oggi abbiamo l&#8217;Uomo Cobra. Quando è nei paraggi, state attenti: alla minima distrazione vi avvelena.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_827" class="footnote">E&#8217; stata aperta nel 99.</li><li id="footnote_1_827" class="footnote">Ex-stabilimento del Gruppo Eni</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Semantica del facinoroso</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 11:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[M. S. Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[fa&#124;ci&#124;no&#124;ró&#124;so agg., s.m. CO 1 agg., s.m., che, chi è turbolento, violento, incline a fomentare disordini: giovani facinorosi organizzarono una sommossa, un gruppo di facinorosi 2 agg., che denota violenza, che mira a fomentare disordini: prepotenza facinorosa, condotta facinorosa De Mauro, dizionario della lingua italiana Facinoroso, facinoroso, facinoroso. Ogni tanto questa stronzparola torna a galla. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-755" title="Facinoroso" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/09/facinoroso.jpg" alt="" width="400" height="280" /></p>
<blockquote><p>fa|ci|no|ró|so<br />
agg., s.m.<br />
CO<br />
1 agg., s.m., che, chi è turbolento, violento, incline a fomentare disordini: giovani facinorosi organizzarono una sommossa, un gruppo di facinorosi<br />
2 agg., che denota violenza, che mira a fomentare disordini: prepotenza facinorosa, condotta facinorosa<br />
<a title="Facinoroso - De Mauro" href="http://www.demauroparavia.it/41921" target="_blank">De Mauro, dizionario della lingua italiana</a></p></blockquote>
<p>Facinoroso, facinoroso, facinoroso.<br />
Ogni tanto questa <span style="text-decoration: line-through;">stronz</span>parola torna a galla. Qualcuno la ripesca dal Dizionario Del Giornalismo Fatto Alla Cazzo (Quindi All&#8217;Italiana) (DDGFAC(QAI)) e te la trovi immediatamente in testa a salterellare tra i neuroni già affaticati dal pensiero della crisi degli alimentari e del Milan che, cazzo, <a title="Ancelotti, Milan lento, mi sono rotto - Gazzetta.it" href="http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Milan/Primo_Piano/2008/09/12/Ancelotti.shtml" target="_blank">va proprio lento</a>, oh. Ultimamente la sento spesso e ho come la vaga impressione che il suo uso trovi picchi massimi con Berlusconi al Governo. Solo un&#8217;impressione, eh. Vaga, vaghissima. Ma intanto eccone un <a title="Gelmini: non prendete le generalità di chi contesta - da Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gelmini/no-identificazioni/no-identificazioni.html" target="_blank">esempio</a> dall&#8217;Onorevole Ministro M. S. Gelmini:</p>
<blockquote><p>In merito a quanto accaduto ieri al liceo Newton di Roma colgo l&#8217;occasione per chiedere alla polizia, che spesso opera in condizioni ambientali difficili e il cui lavoro è fondamentale per tutti, di non procedere a controlli e identificazioni se qualche <span style="text-decoration: underline;"><em><strong>facinoroso</strong></em></span> alza la voce, anche perché ho sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione.</p></blockquote>
<p>A me, ogni volta che sento o leggo <span style="text-decoration: underline;"><em><strong>facinoroso</strong></em></span>, viene da ridere. Forse è per il suono &#8211; sembra il nome di un animale di specie suina &#8211; o forse perché mi dà l&#8217;idea di qualcuno che cerca di darsi un tono colto e scova una parola di cinque sillabe per non dire &#8220;violento&#8221;.  Solo che non è che c&#8217;è poi così tanto da ridere, in realtà. Cioè, la parola mi fa comunque ridere &#8211; ogni volta che la scrivo, prendo fiato &#8211; ma l&#8217;uso che se ne fa mi desta qualche preoccupazione.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Facinoroso</em></strong></span> è per me l&#8217;etichetta principale del Kit per la Banalizzazione del Dissenso, in vendita presso tutti i punti di ristoro di questa destra post-fascista.</p>
<p>L&#8217;Onorevole Ministro M. S. Gelmini non parla di &#8220;insegnati precari in protesta&#8221;, ma di <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>facinorosi</em></strong></span>. Ed è tipico di questa destra chiamare chi protesta per le loro riforme <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>facinoroso</em></strong></span>. Perché il loro linguaggio preformattato vuole mettere in chiaro che chi non condivide, chi fischia non è altro che una zanzara violenta da scacciare via in una parola &#8211; e che non deve essere perseguita legalmente non perché sia suo diritto protestare, ma perché dall&#8217;altra parte ci sono <em>sufficienti argomentazioni per rispondere a qualsiasi contestazione</em>.</p>
<p>Ma quanto piace a questa destra nascondere e mettere alla berlina ogni forma di dissenso? E quanto gli è utile la parola <strong><span style="text-decoration: underline;"><em>facinoroso</em></span></strong>? Tanto. Talmente tanto che ne ha aumentato a dismisura i confini semantici. Nel DDGFAC(QAI), <span style="text-decoration: underline;"><strong><em>facinoroso</em></strong></span> cataloga indistintamente: ultras, nazisti, black boc, terroristi, comunisti, generici contestatori, sindacalisti, precari, pacifisti, studenti, insegnanti senza cattedra, gente che fischia passeggiando per strada<span style="text-decoration: line-through;">, vigili urbani</span>. Una qualsiasi voce fuori dal coro, diciamo. La usano indiscriminatamente in tutti i contesti.</p>
<p>C&#8217;è una manifestazione contro il G8, Bush, Putin, la Guerra? Facinorosi.<br />
Una partita di calcio va a puttane per colpa di ultras scalmanati? Facinorosi.<br />
Un blocco ferroviario dovuto a scioperi sindacali? Facinorosi.<br />
Manifestazione scolastica contro la riforma scolastica? Facinorosi.<br />
LHC possibile causa del buco nero? Facinoroso.</p>
<p>Forse gli viene in aiuto anche a casa quando non sanno come uscire dai litigi familiari.</p>
<blockquote><p>&#8220;Sei sempre a guardare le partite in TV!&#8221; &#8220;Ma smettila, facinorosa!&#8221;</p>
<p>&#8220;Mangia quella minestra, facinoroso!&#8221;</p>
<p>&#8220;Mia madre non mi vuole mandare alla festa, è proprio una facinorosa!&#8221;</p></blockquote>
<p>E magari un giorno la semantica si estenderà come quella della parola &#8220;fuck&#8221;, fino a trasformarsi in esclamazione.</p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; andato tutto a puttane, porco facinoroso!&#8221;</p>
<p>&#8220;Oh, no. Che facinoroso!&#8221;</p>
<p>&#8220;Wow, ma è facinoroso!&#8221;</p></blockquote>
<p>Ma la cosa che più mi preoccupa di questo abuso è che anche il &#8220;popolino&#8221;, che fino a qualche anno fa non immaginava neanche che una parola con così tante sillabe potesse finire in &#8220;oso&#8221;, lentamente se ne approprierà, utilizzandola per sputarti in faccia quando gli farai notare che ha votato la gente che sta mandando il suo mondo a puttane.</p>
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		<title>La normalità della guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 00:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Va detto che visto dal mare il Golfo di Sant&#8217;Eufemia sembra una zona di guerra. Elicotteri, aerei di soccorso, lunghissime nubi di fumo nero e tanti focolai sparsi sulle colline come piccoli crateri di bombe sganciate dalle forze alleate. Se poi dalla costa ti sposti verso l&#8217;interno per una decina di chilometri, dirigendoti verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Golfo di Sant'Eufemia" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/09/santeufemia_golfo-300x96.jpg" alt="Golfo di Sant'Eufemia" /></p>
<p>Va detto che visto dal mare il <a title="Il Golfo di Sant'Eufemia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golfo_di_Sant'Eufemia" target="_blank">Golfo di Sant&#8217;Eufemia</a> sembra una zona di guerra. Elicotteri, aerei di soccorso, lunghissime nubi di fumo nero e tanti focolai sparsi sulle colline come piccoli crateri di bombe sganciate dalle <em>forze alleate</em>.</p>
<p>Se poi dalla costa ti sposti verso l&#8217;interno per una decina di chilometri, dirigendoti verso il centro storico di Lamezia Terme, capisci che l&#8217;espressione &#8220;sembra una zona di guerra&#8221; può vincere in scioltezza la <em>nomination</em> a Frase Immotivatamente Ottimista del Secolo &#8211; nonostante il secolo sia ancora giovane &#8211; tanto da umiliare Veltroni e il suo &#8220;possiamo&#8221;. Tra il sembrare e l&#8217;essere, non credo sia eccessivo <a title="Bomba a Lamezia Terme" href="http://www.lameziaweb.biz/new.asp?id=7645" target="_blank">propendere per la seconda</a>.</p>
<blockquote><p>Si tratta dell&#8217;ottavo atto criminale registrato in città dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. Il 25 gennaio una bomba in Via Adda distrugge l&#8217;ingresso di un negozio; il 9 febbraio in Via Duca d&#8217;Osta un ordigno fa saltare l&#8217;ingresso della Gabetti Immobiliare; il 27 dello stese mese un sacchetto con dentro alcune cartucce di fucile e pistola viene rinvenuto davanti all&#8217;ingresso del centro commerciale &#8220;Olimpo&#8221;. E ancora: il 29 marzo in Via Adda viene data alle fiamme una macchina. Alcuni colpi di pistola sono esplosi contro l&#8217;abitazione di un imprenditore specializzato nella distribuzione di giornali. Il 4 maggio in Via Garibaldi è data alle fiamme una Fiat Panda nera, il 14 maggio un ordigno fa saltare la saracinesca di un negozio in Via dei Mille.</p></blockquote>
<p>Non è tanto la bomba a scuotermi, né la sequela di attentati. Col passare del tempo, ci si fa l&#8217;abitudine. Ma è proprio questa a non andarmi giù: l&#8217;abitudine. Anche perché per accettarla mi ci dovrei abituare. Non riesco ad abituarmi all&#8217;abitudine e non capisco come si possa fare. La guerra non dovrebbe mai essere normalità. Certo, mi si può ricordare che non è una vera e propria guerra. Il cibo ancora circola e non ci sono morti tra i civili &#8211; cosa del tutto casuale, perché quando un bomba esplode in pieno centro a orari di punta le leggi della fisica non garantiscono copertura assicurativa del 100% ai passanti. Ma il benessere in cui viviamo è solo <a title="In Mercedes con il fango sotto i piedi" href="http://www.potamocheri.eu/blog/2008/05/09/in-mercedes-con-il-fango-sotto-i-piedi/" target="_blank">apparenza</a>. Per lungo tempo il costo della vita molto più basso rispetto a quello del nord ci ha permesso di contenere le percentuali di disoccupazione. Ma ora che la crisi sta invadendo settori alimentari, la porta lentamente verrà sfondata e, se dovesse arrivare un giorno la povertà, colpirà prima noi.</p>
<p>Per questo non mi spiego come ci si possa abituare fino a questo punto:</p>
<p>- Hai visto che hanno messo una bomba?<br />
- Che c&#8217;era nella pizza?<br />
- Nduja.<br />
- A chi l&#8217;hanno messa?<br />
- Mi passi il ketchup? A uno.<br />
- Che gol che ha fatto Balotelli, oh.<br />
- Sì, pare che non pagava il pizzo.</p>
<p>Gli attentati in città diventano locuzioni verbali da intervallare a discorsi sul fantacalcio. Ci si scandalizza per sei secondi, o ci si spaventa per un minuto, quando va male, ma poi passa una folata di vento e tutto diventa meno interessante della pancia di Ronaldo. Questo finché non sei coinvolto direttamente o non brucia un <a title="Attentato Godino - un anno dopo" href="http://www.potamocheri.eu/blog/2007/10/24/un-anno-fa/" target="_blank">palazzo</a> a 30 metri dal commissariato.</p>
<p>E allora a che serve sprecare fiato sull&#8217;isolamento mediatico in cui viviamo, quando i primi a non sembrare interessati al tema siamo noi? Che diritto abbiamo noi di lamentarci dello scarso interesse di mezzi d&#8217;informazione nazionali, se il nostro atteggiamento quotidiano ha superato di gran lunga i limiti di una logica remissiva?</p>
<p>Nessuno. A meno che tra le due cose non ci sia un rapporto di causa ed effetto.</p>
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		<title>Souvenir</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 12:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alitosi]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Calabria lancia la nuova catena di souvenir "Calabria on fire" in ricordo della calda estate 2008.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Calabria lancia la nuova catena di souvenir &#8220;Calabria on fire&#8221; in ricordo della <a title="Incendi in Calabria - ASCA" href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=772485&amp;canale=ORA&amp;articolo=INCENDI:%20CORPO%20FORESTALE,%20IN%20ITALIA%2073%20ROGHI.%20CALABRIA%20LA%20PIU'%20COLPITA" target="_blank">calda</a> estate 2008.</p>
<p> </p>
<p><img class="size-full wp-image-714 alignnone" title="Calabria on fire" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/08/calabriaonfire.jpg" alt="Calabria on fire" width="500" height="500" /></p>
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