Primo maggio – treno distrutto
di Cinzia Guadagnolo
Ragazzi e ragazze da tutta l’Italia, pronti a cantare e ballare per il tradizionale concerto del Primo maggio a Roma, in piazza San Giovanni. Almeno una volta nella vita bisogna esserci. Anche se si abita nel profondo Sud, e Roma dista sette, otto, anche più, ore di treno. C’è la musica, c’è il significato politico e sociale. C’è la voglia di stare insieme. E quindi si parte. Da Reggio Calabria, o da Bagnara, da Soverato o Villa San Giovanni, non importa. Si prende un treno per la capitale.
Solo che la festa si è macchiata di incresciosi episodi di inciviltà e di vandalismo. E non stiamo parlando dei rifiuti che appaiono per incanto, quando la piazza si sfolla, bensì del barbaro danneggiamento di alcuni convogli ferroviari. Come l’espresso 894 di Trenitalia, partito da Reggio Calabria alle 20,35, diretto a Roma Termini. Due vagoni sono stati completamente distrutti dai “passeggeri del Primo maggio”, centinaia di giovanissimi, molti di loro minorenni. E tutto per quella inspiegabile ostinazione di ritenere che il viaggio “gratis” debba spettargli di diritto, tutto per rifiutarsi di pagare 30 euro e 80 centesimi. O poco meno. Tanto costa il biglietto ferroviario per Roma su un espresso che parte da Reggio Calabria.
L’894 era partito regolarmente dalla città dello Stretto, la sera di lunedì 30 aprile. Tante le fermate intermedie. I teenager sono saliti anche da Gioia Tauro, Rosario, Tropea. E hanno cominciato a “prendersela” con il treno. Per cosa, non si è ben capito. Hanno frantumato i vetri dei finestrini, completamente annientato i tetti di alcune carrozze (dette cappotte), i sedili e le porte di comunicazione tra i convogli.
Il personale di Trenitalia, impotente davanti a tanta furia, si è messo in contatto con la Polfer.
Quando il convoglio è giunto nella stazione di Lamezia Terme centrale, ad attendere i passeggeri c’erano i poliziotti del Commissariato di Polizia di Lamezia, sotto il coordinamento del dirigente Angelo Tedeschi, la cui azione è stata disposta dal questore di Catanzaro Romolo Panico.
Un imponente servizio di ordine pubblico per controllare i passeggeri sprovvisti di biglietto, circa 400; tra di loro anche alcuni siciliani. Tre ore di lavoro per gli agenti, aiutati da personale del reparto mobile di Reggio, della polizia ferroviaria di Lamezia e da alcuni carabinieri. In tutto, con i cambi, quasi 80 uomini.
Il treno, con circa 1000 passeggeri a bordo, è potuto ripartire solo dopo le tre del mattino, dopo che sono stati acquistati 400 biglietti, per un totale di circa 7000 euro.
Duecento giovani lametini, invece, stavano attendendo l’espresso con biglietto in mano (sarà stata la vista delle forze dell’ordine?). Finalmente hanno potuto confluire 15 carrozze: alcune dell’894 e altre da un treno locale proveniente da Catanzaro Sala.
Poco prima che il treno giungesse nella stazione di Roma Termini (in condizioni di gran lunga peggiori rispetto all’arrivo a Lamezia), qualcuno ha pensato bene di tirare la leva del freno d’emergenza, così da potersi dileguare prima dell’arrivo di altri controlli. Molti di loro, tuttavia, sono stati identificati e Trenitalia conta di fargli pagare i danni.
Da Calabria Ora.