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	<title>Stati di Sonnolenza &#187; Letture</title>
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	<description>un blog in dormiveglia (?)</description>
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		<title>Best.Noir.Ever</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 15:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sonni rapidi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Pagliaro]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Andate a votare l&#8217;amico Pagliaro, su. Se non l&#8217;avete letto, potete sempre recuperare (anche dopo il voto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.noirfest.com/cerba.asp" target="_blank">Andate a votare</a> l&#8217;amico Pagliaro, su. Se non l&#8217;avete letto, <a href="http://www.xantology.com/2008/11/01/premio-scerbanenco-il-voto-popolare/" target="_blank">potete sempre recuperare</a> (anche dopo il voto).</p>
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		<title>Da grande voglio fare&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 22:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Co.Co.Pro.]]></category>
		<category><![CDATA[Erlend Loe]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi capita di ripensare a Naif.Super, romanzo di Erlend Loe (ed. Iperborea). In particolare, a tanti anni dalla lettura, mi fa ancora sorridere, se non ridere, o addirittura sganasciare, dipende dalla quantità di alteratori psicofisici in circolo nel corpo, la scena in cui il protagonista inizia un divertentissimo (mi sa che però s&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/11/naifsuper.jpg" alt="Naif.Super" /></p>
<p>Ogni tanto mi capita di ripensare a <a href="http://www.iperborea.com/web/libri/0103.htm" target="blank">Naif.Super</a>, romanzo di Erlend Loe (ed. Iperborea). In particolare, a tanti anni dalla lettura, mi fa ancora sorridere, se non ridere, o addirittura sganasciare, dipende dalla quantità di alteratori psicofisici in circolo nel corpo, la scena in cui il protagonista inizia un divertentissimo (mi sa che però s&#8217;è capito che mi ha divertito) scambio di fax con l&#8217;amico Kim. I due, nella (spassosissima) scena, si inviano reciprocamente liste su liste di cose entusiasmanti, tra cui anche una lista dei lavori che sognavano da piccoli.</p>
<p>&#8220;Cosa farò da grande&#8221; appartiene pressapoco all&#8217;immaginario infantile di chiunque. Al mio sicuramente. Leggendo il libro di Loe, mi piaceva il fatto che nelle liste dei due amici venivano segnalati lavori che anch&#8217;io, da bimbo, sognavo di fare. Nella mia fantasia, al primo posto ci sono sempre stati gli sport. Ogni volta che vedevo una partita, di una qualsiasi attività agonistica, o anche un cartone animato, m&#8217;immaginavo campione di specialità. Quando mandavano ancora <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hcPMm7Z94tk" target="blank">Lotti</a>, diventavo principe del golf (tristissimo).<br />
Non ho mai disdegnato qualsivoglia ruolo da star, a dirla tutta. Attore, cantante, regista, artista. Insomma, robetta così. Il lavoro più normale che ho sognato di fare sarà stato il detective, anche se il mio più grande desiderio è stato, è, sarà entrare negli X-Men &#8211; l&#8217;ideale sarebbe in qualità di Wolverine, ma mi accontento di Gambit.</p>
<p>Poi gli anni passano, cresci, e ti accorgi ovviamente che il mondo del lavoro è tutt&#8217;altra cosa. Ha meno colori, offre meno possibilità. Insomma, è un po&#8217; copromorfo, diciamo. L&#8217;ultimo anno è stato una vera e propria ciofeca da questo punto di vista. Ho passato lunghi periodi a girarmi i pollici (cosa che mi riesce particolarmente bene). Non sono mai stato bravo a muovermi, sia chiaro, e sono particolarmente pigro, ma il panorama è quello che è. Sentirsi demotivati è il minimo, e spesso si è pronti a tutto.<br />
Tra i tanti gesti disperati che ho fatto, spinto dalla perniciosa svolta capitalista della nostra società che con le sue leggi precarie di flessibilità assorbe e utilizza il lavoratore non come una risorsa per lo sviluppo del progresso ma come un prodotto tra i prodotti usa e getta facile da usare fare attenzione leggere prima le avvertenze, c&#8217;è stato anche quello tipico dell&#8217;iscrizione a siti &#8220;cerca lavoro&#8221;. Nella fattispecie, <a href="http://www.infojobs.it" target="blank">Infojobs</a>. E devo dire che la cosa mi ha piacevolmente sorpreso, perché se pensi che la fantasia di un bambino sia insuperabile, c&#8217;è sempre qualcuno pronto a smentirti. Molte offerte lavorative sono prevedibili, anche noiose. Ma alcune sono vere e proprie chicche, soprattutto se considerate che il sistema dovrebbe inviare proposte legate esclusivamente al profilo dell&#8217;utente, tenendo quindi conto di età, sesso, studi, interessi.<br />
Con l&#8217;aiuto di <a href="http://soloinsuperficie.splinder.com" target="blank">Maia</a>, ho selezionato una decina di queste chicche. Scegliete anche voi, tra le proposte di Infojobs, cosa fare da grande.</p>
<p>n
<div>{democracy:9}</div>
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		<title>Molteplici sono le ragioni del cuore: il booktrailer</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 23:29:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Cabaret Bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;ufficio stampa della prestigiosa casa editrice Stamperia, riceviamo e volentieri pubblichiamo il booktrailer di Molteplici sono le ragioni del cuore, il capolavoro (del III millennio) di Ettore Mascarponi. Per tutte le info, press@stamperiaedizioni.isolecayman.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;ufficio stampa della prestigiosa casa editrice Stamperia, riceviamo e volentieri pubblichiamo il booktrailer di <a href="http://www.cabaretbisanzio.com/2007/05/01/molteplici-sono-le-ragioni-del-cuore/" title="molteplici sono le ragioni del cuore"><em>Molteplici sono le ragioni del cuore</em></a>, il capolavoro (del III millennio) di <a href="http://www.cabaretbisanzio.com/category/lectores-formidable/mascarponi/" target="blank">Ettore Mascarponi</a>.</p>
<p>Per tutte le info, <strong>press@stamperiaedizioni.isolecayman.com</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5_hWirAcGpA" title="ettore mascarponi su youtube" target="_blank"><img src="http://www.cabaretbisanzio.com/wp-content/uploads/2007/11/booktrailer-screenshot.jpg" alt="il booktrailer di Molteplici sono le ragioni del cuore" /></a></p>
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		<title>E si torna a parlare di libri</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 20:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Pagliaro]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Ognibene]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi mi legge con una certa frequenza avrà notato che da tempo non parlo di libri, o che raramente aggiorno le &#8220;letture&#8221; della barra laterale. Negli ultimi mesi ho letto poco e niente, perché un po&#8217; stanco di leggere di schifezze (che non &#8220;recensisco&#8221; sul blog perché, come dice spesso lei, stroncare è un&#8217;arte difficile). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi legge con una certa frequenza avrà notato che da tempo non parlo di libri, o che raramente aggiorno le &#8220;letture&#8221; della barra laterale. Negli ultimi mesi ho letto poco e niente, perché un po&#8217; stanco di leggere di schifezze (che non &#8220;recensisco&#8221; sul blog perché, come dice spesso <a href="http://seiamontanelli.diludovico.it">lei</a>, stroncare è un&#8217;arte difficile).<br />
Decido, ordunque, tra il tripudio dei miei fans, di smuovere questa situazione. Lo faccio per due occasioni speciali, perché quelli di cui mi accingo a parlare non sono semplici libri. Su questi, non posso tacere  (quantomeno per non incorrere nell&#8217;ira funesta degli autori).</p>
<p><img width="130" title="Il sangue degli altri" alt="Il sangue degli altri" src="http://www.sironieditore.it/images/catalogo/978-88-518-0094-9.jpg" /></p>
<p>Il primo è <a title="Il sangue degli altri" target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788851800949/pagliaro-antonio/sangue-degli-altri.html">Il sangue degli altri</a> (<a title="Sironi Editore - Il sangue degli altri" target="_blank" href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0094-9">Sironi</a>), di <a title="Antonio Pagliaro" href="http://antoniopagliaro.com/">Antonio Pagliaro</a><sup><a href="#nota">1</a></sup>. Un libro che ho letto in una delle prime bozze, quando ancora aveva quel titolo impronunciabile (e difficile da scrivere, quindi evito). Una lettura approfondita, fatta al computer, con segnalazioni, revisioni, commenti, correzioni. E anche scritture. Sì, perché nel libro compare una breve scena in calabrese, che Antonio ha fatto scrivere al sottoscritto (applausi). L&#8217;aiuto e la partecipazione hanno spinto l&#8217;autore a dare il mio nome (non TED©, Edo Grandinetti, intendo) a un personaggio, tenente del SIS dei carabinieri. Vi assicuro che leggere quel nome nelle prime pagine è un&#8217;emozione che deforma il viso (per il sorriso).<br />
Il libro è bello. Una scrittura asciutta, pulitissima, decisamente sopra la media, soprattutto per un neo-pubblicato, che narra una Sicilia vera, lucidamente sporca, e una Cecenia violenta, distrutta, soffocata da una guerra infinita di cui nessuno più parla. Compratelo.<br />
Ah, avevo fatto anche delle bozze per la copertina. Nonostante alla fine la scelta sia stata un&#8217;altra, non realizzata di mia mano, mi sono divertito parecchio.</p>
<p><img width="130" title="Esordienti da spennare" alt="Esordienti da spennare" src="http://www.terre.it/images/covers/2/235.jpg" /></p>
<p>Il secondo è <a title="Esordienti da spennare" target="_blank" href="http://www.terre.it/catalogo/index.php?id=235&#038;id_topic=6">Esordienti da spennare</a> (<a title="Terre di Mezzo" href="http://www.terre.it/">Terre di Mezzo</a>), di <a title="Silvia Ognibene" target="_blank" href="http://www.cabaretbisanzio.com/autori/ognibene">Silvia Ognibene</a>, inchiesta sull&#8217;editoria a pagamento. Anche qui un libro visto nascere, crescere, finire in stampa, in tutto il ciclo. Ho conosciuto Silvia per un <a title="iQuindici" target="_blank" href="http://www.iquindici.org/forum_viewtopic.php?12.28855">intervento</a> sul sito de <a title="iQuindici" target="_blank" href="http://www.iquindici.org">iQuindici</a>. Il link aveva tutt&#8217;altro contenuto, come potete notare. Ora quella questione è l&#8217;introduzione del libro, che vanta un piccolo prologo scritto da me, in forma di carteggio fittizio (applausi). Anche qui, oltre a una piccola collaborazione di penna, un aiuto di letture, suggerimenti, correzioni (da che pulpito, poi, mi permetto tutto st&#8217;ambaradan, non lo ancora). Il libro VA LETTO, perché tratta di un pericolo troppo sottovalutato. Compratelo.</p>
<p>Entrambi i libri hanno un significato umano. Non solo per le motivazioni sopra citate, che di per sé basterebbero. Sono  infatti alla base di legami e amicizie, che, sono sicuro, dureranno più quanto gli <em>scripta manent</em>. Alla faccia di chi sostiene che i libri non servono a niente.</p>
<blockquote><p><sup><a name="nota"></a>1</sup><a name="nota"></a>Il sito personale di Antonio &#8211; segue marchetta &#8211; è stato disegnato dal sottoscritto. Libro e scrittore hanno blogsss appositi (<a target="_blank" title="Il sangue degli altri" href="http://ilsanguedeglialtri.wordpress.com">qui</a> e <a title="Xantology" href="http://www.xantology.com">qui</a>).</p>
</blockquote>
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		<title>We&#8217;ll meet again</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 01:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Cabaret Bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Coupland]]></category>
		<category><![CDATA[George Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Era una visione che poteva provenire soltanto da una delle storie della buonanotte di Dag: un fungo termonucleare, alto nel cielo quanto la distanza che mi separava dall&#8217;orizzonte, rabbioso ed enorme, con la cima a forma di incudine, grande come tutta una cittadina medievale e nero come una camera da letto a notte fonda. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" title="Dr. Stranamore" href="http://youtube.com/watch?v=wxrWz9XVvls"><img id="image227" alt="Fungo Nucleare" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/09/hiroshima-1.jpg" /></a></p>
<p><em>Era una visione che poteva provenire soltanto da una delle storie della buonanotte di Dag: un fungo termonucleare, alto nel cielo quanto la distanza che mi separava dall&#8217;orizzonte, rabbioso ed enorme, con la cima a forma di incudine, grande come tutta una cittadina medievale e nero come una camera da letto a notte fonda.</em></p>
<p>Secondo il rapporto &#8220;Us nuclear weapons in Europe&#8221; dell&#8217;analista statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington, invece, <strong>l&#8217;Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane presenti nel Vecchio continente</strong>. Cinquanta sono nella base di Aviano, in Friuli, e altre 40 si trovano a Ghedi, nel Bresciano.</p>
<p><em>L&#8217;arancia mi è caduta sul pavimento della macchina. Ho accostato al bordo della strada, accompagnato dal clacsonare di una El Camino arrugginita e carica di pendolari che per poco non mi tamponava. Ma non c&#8217;era alcun dubbio: era proprio così, c&#8217;era una nuvola all&#8217;orizzonte. Non era immaginaria. Era proprio la stessa nuvola che presagivo da quando avevo cinque anni, senza vergogna, quasi con gioia impertinente e malsana.</em></p>
<p>Tra Italia e Stati Uniti esisterebbe anche un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell&#8217;associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: &#8220;Stone Ax&#8221; (Ascia di Pietra). Le bombe atomiche in Italia sono di tre modelli: B 61-3, B 61-4 e B61-10. Il primo ha una potenza massima di <strong>107 kiloton, dieci volte superiore all&#8217;atomica di Hiroshima</strong>; il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton.</p>
<p><em>Sono stato preso dal panico, e il sangue mi è affluito agli orecchi. Ho aspettato di sentir partire sirene, ho acceso la radio. La biopsia ha dato esito positivo. Possibile che da mezzogiorno, quando avevo sentito il notiziario, potesse essersi verificata una &#8220;situazione critica&#8221;? Sono rimasto sorpreso di non sentire niente alla radio, solo musica da supermercato e alcune flebili stazioni messicane. Ero forse impazzito? Perché non c&#8217;era nessuno che accennasse una reazione? Le auto che andavano nell&#8217;altro senso mi incrociavano senza mostrare la minima parvenza di fretta. Per cui non mi restava altra scelta: preso da una curiosità morbosa, mi sono diretto da quella parte.</em></p>
<p><strong>Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l&#8217;opzione nucleare</strong> per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche ed ha avviato la produzione di bombe atomiche tattiche di potenza limitata, <strong>non escludendo di servirsene contro i Paesi considerati terroristi. Almeno due di questi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri di stanza in Italia</strong>.<em> </em></p>
<p><em>La nuvola era talmente enorme da sfidare qualsiasi legge di prospettiva. Me ne sono reso conto dell&#8217;avvicinarmi a Brawley, una cittadini a venti chilometri dal confine. Ogni volta che mi pareva di aver raggiunto la nuvola, mi rendevo conto che era ancora ben lontana. Alla fine mi sono avvicinato tanto che il tronco centrale della nuvola andava quasi da un lato all&#8217;altro del parabrezza. Nemmeno le montagne mi erano mai sembrate così grandi, ma del resto le montagne, nonostante le loro ambizioni, non riescono mai ad attenersi l&#8217;atmosfera. E pensare che Dag mi aveva detto che le nuvole termonucleari sono piccole.</em></p>
<p>I risultati dello studio hanno dato forza alle proteste di alcuni esponenti di Rifondazione. &#8220;E&#8217; da molto tempo che denunciamo la presenza di bombe atomiche sul territorio italiano&#8221;, dice la senatrice Lidia Menapace della commissione Difesa. &#8220;<strong>Quando siamo stati ad Aviano in missione per la commissione abbiamo chiesto al comandante italiano se era a conoscenza della presenza di armi nucleari nella base e lui rispose che non lo sapeva</strong>&#8220;. &#8220;Stiamo raccogliendo le firme per una legge di iniziativa popolare per liberare il territorio dalle armi nucleari americane&#8221;, aggiunge il senatore Francesco Martone, capogruppo Prc in commissione Esteri.<em> </em></p>
<p><em>Alla fine, al raccordo con la Highway 86, dopo aver svoltato a destra, sono riuscito a scorgere la base del fungo. Mi è bastato vederla e tutto è diventato chiaro di colpo, e allo stesso tempo mi sono sentito riempire di un profondissimo sollievo: gli agricoltori di un piccolo campo stavano dando fuoco a delle erbacce. Il mostro nero stratosferico creato dal debole fuocherello arancione che correva lungo i campi era assurdamente sproporzionato, una nuvola di fumo visibile da ottocento chilometri, addirittura dallo spazio.</em></p>
<blockquote><p>Notizia da <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/esteri/bombe-atomiche/bombe-atomiche/bombe-atomiche.html">Repubblica.it</a>. Brani da Generazione X di Douglas Coupland, Oscar Mondadori, pp. 212-213.</p></blockquote>
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		<title>La puzza di pubblicità</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 14:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Duisburg]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo De Cataldo]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Ndrangheta]]></category>

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		<description><![CDATA[Le notizie sono come il pesce. Presto, vanno a male e assumono un cattivo odore. Vanno consumate subito, nei primi giorni, prima di essere congelate a pagina 20, 30, o magari 100, meglio ancora, che in un quotidiano non esiste. Duisburg il giorno dopo è tutto un prima pagina sui giornali europei. Addirittura, ha un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="130" id="image206" alt="Giancarlo De Cataldo" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/08/decataldo11108558080.jpg" /></p>
<p>Le notizie sono come il pesce. Presto, vanno a male e assumono un cattivo odore. Vanno consumate subito, nei primi giorni, prima di essere congelate a pagina 20, 30, o magari 100, meglio ancora, che in un quotidiano non esiste.<br />
Duisburg il giorno dopo è tutto un <em>prima pagina</em> sui giornali europei. Addirittura, ha un quadratino tutto suo nel menù interattivo di Sky Tg24. La Ndrangheta affronta una scomoda visibilità, mai avuta prima, neanche con l&#8217;omicidio <a title="Francesco Fortugno" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Fortugno">Fortugno</a>. La affronta per pochi giorni, però, perché siamo già scalati, terzo o quarto titolo in ordine d&#8217;importanza. Il quadratino su Sky Tg24 è sparito.<br />
Questa è la corsa allo scoop, alla notizia. Così funziona l&#8217;informazione, nessuno può stupirsi, e forse è anche giusto. Ma che, alla corsa alla notizia, si potesse affiancare una corsa alla narrazione, proprio non lo immaginavo. La Repubblica, 17 agosto 2007, pagina 15. Dopo sette pagine dedicate alla strage in Germania, un racconto di Giancarlo De Cataldo. <em>Saro e lo Zio Rocco Quel viaggio per uccidere</em>, si intitola. <em>Pubblichiamo un racconto dell&#8217;autore di &#8220;Romanzo Criminale&#8221; e &#8220;Nelle mani giuste&#8221; liberamente ispirato alla strage di Duisburg e scritto per Repubblica. I Nomi e le circostante narrate sono frutto della fantasia dell&#8217;autore</em>, dice il corsivo della redazione. La storia di Saro e suo Zio Rocco, che partono dalla Calabria per la città di D. Il commissario di D., Sherko Refath, e le sue difficoltà. Un racconto in quattro colonne, che mi fa ribollire le viscere, di una rabbia particolare, mista a delusione. Il giudice, penso, oltre al fiuto dello scrittore, ha un ottimo senso del marketing. Perché De Cataldo, evidentemente, deve aver pensato che era meglio darsi da fare, scrivere in fretta, approfittare magari della pausa del 16 agosto, così la Repubblica, che mi vuole bene, me lo pubblica, non importa se ne esce un raccontino poco significativo, buttato lì, senza troppe pretese. E&#8217; appena uscito <a target="_blank" title="Nelle mani giuste - Antonio Pagliaro su Cabaret Bisanzio" href="http://www.cabaretbisanzio.com/2007/07/02/litalia-che-precipito-nelle-mani-giuste/">Nelle mani giuste</a>, lo dice anche la marchetta al centro della pagina.  La notizia va sfruttata nella sua freschezza. Altrimenti rischio di finire nella pagina della Cultura, che, si sa, non la legge nessuno.<br />
Forse sono malizioso. Forse troppo diffidente. Ma non riesco a trovare altre spiegazioni. Fosse legato a vera e sacrosanta ispirazione, il racconto, De Cataldo, poteva pubblicarlo su un blog. Su un qualsiasi sito web. Poteva metterlo da parte, per una raccolta di racconti.<br />
Oppure qualcuno potrà dire che il racconto può esser stato commissionato dalla redazione. Non sarebbe una giustificazione. Poteva rifiutare. Tutto troppo goloso, allora.</p>
<p>La notizia va consumata presto, è vero, prima che puzzi di pesce. Ma la puzza di pubblicità è peggio. Molto peggio.</p>
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		<title>Vale la pena vivere per&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 13:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risvegli]]></category>
		<category><![CDATA[Fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Tullio Avoledo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ci sono volte in cui invidio i morti. E&#8217; un pensiero che non dura mai molto, ma comunque mi viene, c&#8217;è, ed è il pensiero di quante rottura di coglioni uno si evita andandosene prima del tempo. Poi però penso anche ai film che perderei. Ai libri belli che lascerei a metà. Al seno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="130" id="image186" alt="Mare di Bering" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/07/copj13asp.jpeg" /></p>
<p>&#8220;Ci sono volte in cui invidio i morti. E&#8217; un pensiero che non dura mai molto, ma comunque mi viene, c&#8217;è, ed è il pensiero di quante rottura di coglioni uno si evita andandosene prima del tempo. Poi però penso anche ai film che perderei. Ai libri belli che lascerei a metà. Al seno di Amanda, e a come i suoi capelli rispondono al tocco delle mie dita, le dita che si infilano fra i suoi capelli come delfini tra le onde del mare&#8221;.</p>
<p>Lo dice Mika Ganz, protagonista di <a title="Mare di Bering" target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788806167486/AVOLEDO-TULLIO/MARE-BERING.html">Mare di Bering</a> di Tullio Avoledo.</p>
<p>Tempo fa, ho stilato la <a target="_blank" href="http://www.potamocheri.eu/blog/category/fine-del-mondo/">lista delle cose da fare</a> prima dell&#8217;imminente fine della Terra.<br />
Oggi, prendo spunto da Avoledo.</p>
<p>Le 5 cose per cui vale la pena vivere (secondo me):</p>
<p>1. <a title="Laetitia Casta" target="_blank" href="http://images.google.com/images?q=laetitia+casta&#038;hl=it&#038;client=safari&#038;rls=it-it&#038;um=1&#038;sa=X&#038;oi=images&#038;ct=title">Lei</a>.</p>
<p>2. I romanzi del grande Gianni Muco (<a title="Edizioni Stacchia" target="_blank" href="http://edizionistacchia.splinder.com/tag/muco">qui</a> o <a title="Cabaret Bisanzio" target="_blank" href="http://www.cabaretbisanzio.com/category/lectores-formidable/muco/">qui</a> la bibliografia).</p>
<p>3. Un&#8217;ultima, grande interpretazione di <a title="Selen" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Selen">Luce Caponegro</a>.</p>
<p>4. I post sui <a target="_blank" href="http://www.saurosandroni.com/category/referrer/">referrer</a> di <a href="http://www.saurosandroni.com">Sauro</a>*.</p>
<p>5. L&#8217;Inter in B (ecco, l&#8217;ho detto).</p>
<p>PS: da notare che non ho scritto niente su Berlusconi. Anche se, insomma, qualcosa prima di morire&#8230; va be&#8217;, ci siamo capiti.</p>
<blockquote><p>*Sì, lo so, la mia vita è proprio triste.</p></blockquote>
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		<title>E io no?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 22:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Yahwn]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Coupland]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo hanno fatto lui, lei, lui e lei. Lo faccio anche io. Ecco i miei cinque incipit: 1. La biografia a fumetti di uno dei più grandi scienziati del Novecento. Leggendo questa godibilissima graphic novel capirete che la vita di un fisico teorico può essere parecchio movimentata: Bohr aiutò Fermi a scappare dall&#8217;Italia. Sironi Editore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="130" alt="incipit" id="image167" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/06/incipit_title.jpg" /></p>
<p>Lo hanno fatto <a target="_blank" title="catena di Sauro" href="http://www.saurosandroni.com/2007/05/24/cinque-incipit/">lui</a>, <a target="_blank" title="catena di MaiaB" href="http://soloinsuperficie.splinder.com/post/12598976/una+catena+ormai+%28che+scioglie+il+sangue+dint%27è+vene...%29">lei</a>, <a target="_blank" title="catena di Patrick" href="http://patrickcolgan.wordpress.com/2007/05/21/cinque-incipit-casuali/">lui</a> e <a target="_blank" title="catena di Marta" href="http://unacosapiccolamabuona.splinder.com/post/12497991/Ma+le+catene+vanno+a+male%3F">lei</a>. Lo faccio anche io.</p>
<p>Ecco i miei cinque incipit:</p>
<p><strong>1. </strong>La biografia a fumetti di uno dei più grandi scienziati del Novecento. Leggendo questa godibilissima <em>graphic novel</em> capirete che la vita di un fisico teorico può essere parecchio movimentata: Bohr aiutò Fermi a scappare dall&#8217;Italia.<br />
<strong>Sironi Editore, catalogo 2007/2008</strong>.</p>
<p><strong>2.</strong> Un Lui &#8211; il fatto è che sei diversa.<br />
Una Lei &#8211; davvero? In che senso?<br />
Un Lui &#8211; &#8230;diversa dalle altre.<br />
Una Lei &#8211; diversa come?<br />
Un Lui &#8211; diversa, diversa.<br />
Una Lei &#8211; qualche dettaglio in più?<br />
Un Lui &#8211; hai presente quando tutti sono uguali e uno è diverso?<br />
<strong><a target="_blank" title="il libro" href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0077-2">Rossella Messina</a></strong>,<strong> </strong><strong><a target="_blank" title="Pensavopeggio" href="http://pensavopeggio.splinder.com">Pensavopeggio</a></strong>.</p>
<p><strong>3.</strong> Ho sempre pensato che per una persona cieca fin dalla nascita riacquistare la vista grazie ai miracoli della medicina moderna sia come rinascere. Come dev&#8217;essere guardare il mondo con occhi nuovi di zecca &#8211; tutto fresco, coperto di rugiada e carico di bellezza, pelle di luna e giunchiglie gialle, aragoste bollite e luna piena&#8230; Eppure, non è così che va, almeno stando ai libri che ho letto. Ricevuto il dono della vista, subentrano reazioni di paura e confusione. Non ci si capacita di forma, colore o profondità. Tutto provoca violente emozioni e nulla offre conforto.<br />
<strong>Douglas Coupland</strong>,<strong> <a target="_blank" title="Eleanor Rigby" href="http://www.potamocheri.eu/blog/2007/01/11/eleanor-rigby/">Eleanor Rigby</a>.</strong></p>
<p><strong>4. </strong>GRNDEO<br />
<strong>Il mio codice fiscale</strong>.</p>
<p><strong>5. </strong>La sua immagine riflessa nel finestrino dell&#8217;autobus.<br />
I segni stavano ancora lì, sulla faccia. Le bolle rosa, lunghe e spesse, sembravano molluschi trapiantati sotto la pelle. Con l&#8217;indice, com&#8217;era sua abitudine, cominciò a sfregarsele, non riuscendo a decidersi su quale concentrarsi. Ce n&#8217;erano troppe. A chiazze sul collo, una quantità impressionante sulle guance, qualcuna sulla fronte, e persino sul naso.<br />
<a target="_blank" title="Nicolò La Rocca" href="http://www.cabaretbisanzio.com/autori/larocca"><strong>Nicolò La Rocca</strong></a>, <a target="_blank" title="Tu che hai fatto per me" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&#038;isbn=8881127555"><strong>Tu che hai fatto per me</strong></a>.</p>
<ol />
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		<title>Me</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 08:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Candido Cannavò]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un altro ragazzo nella sala: Edo, calabrese, bruno di capelli, occhi verdi, obiettore, conquistato dalla causa. Sta facendo il servizio civile. E&#8217; lui a prendere la lavagnetta e a fare da interprete. Parole di Candido Cannavò (E li chiamano disabili, Rizzoli) che descrivono, nientepocodimenochè, il sottoscritto, me medesimo in quanto tale. Che culo, no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="130" title="Candido Cannavò - E li chiamano disabili" alt="Candido Cannavò - E li chiamano disabili" id="image164" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/06/cannavo.jpg" /></p>
<p><em>C&#8217;è un altro ragazzo nella sala: Edo, calabrese, bruno di capelli, occhi verdi, obiettore, conquistato dalla causa. Sta facendo il servizio civile. E&#8217; lui a prendere la lavagnetta e a fare da interprete</em>.</p>
<p>Parole di Candido Cannavò (<em>E li chiamano disabili</em>, Rizzoli) che descrivono, nientepocodimenochè, il sottoscritto, me medesimo in quanto tale.</p>
<p>Che culo, no?</p>
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		<title>Guerre e ghiacciai</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2007 12:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Vonnegut]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[In tutti questi anni la gente che incontravo mi ha chiesto spesso a cosa stavo lavorando, e di solito io rispondevo che la cosa più importante era un libro su Dresda. Lo dissi, una volta, a Harrison Starr, il produttore cinematografico, e lui aggrottò le sopracciglia e mi chiese: &#8220;E&#8217; un libro contro la guerra?&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="130" id="image125" title="Mattatoio n. 5" alt="Mattatoio n. 5" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2007/05/mattatoio_vonnegut-200x150.jpg" /></p>
<blockquote><p>In tutti questi anni la gente che incontravo mi ha chiesto spesso a cosa stavo lavorando, e di solito io rispondevo che la cosa più importante era un libro su Dresda.<br />
Lo dissi, una volta, a Harrison Starr, il produttore cinematografico, e lui aggrottò le sopracciglia e mi chiese: &#8220;E&#8217; un libro contro la guerra?&#8221;<br />
&#8220;Sì,&#8221; dissi, &#8220;credo&#8221;.<br />
&#8220;Sa cosa rispondo quando uno mi dice che sta scrivendo un libro contro la guerra?&#8221;<br />
&#8220;No. Cosa dice, Harrison Starr?&#8221;<br />
&#8220;Dico: perché non scrive un libro contro i ghiacciai, allora?&#8221;<br />
Quello che voleva dire, naturalmente, era che ci saranno sempre guerre, che impedire una guerra è facile come fermare un ghiacciaio&#8221;. E lo credo anch&#8217;io. Kurt Vonnegut, Mattatoio n° 5.</p></blockquote>
<p>Bisogna ammettere, però, che, negli ultimi anni, per fermare i ghiacciai l&#8217;umanità ha fatto passi da gigante. Certo, siamo un po&#8217; indietro nella lotta contro le guerre, ma, suvvia, non si può pretendere troppo. E poi, dovessimo fermare le guerre, vuoi vedere che i ghiacciai riprendono a vivere? Sai che palle: anni e anni di lavoro andati in fumo.</p>
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