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	<title>Stati di Sonnolenza &#187; Cinema</title>
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	<description>un blog in dormiveglia (?)</description>
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		<title>Pulp Marrazzo</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sonni rapidi]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco cosa succede se ti fai senza Vincent Vega al tuo fianco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato-1/cafasso-eroina/cafasso-eroina.html">cosa succede</a> se ti fai senza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2jdauBnwQDo">Vincent Vega</a> al tuo fianco.</p>
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		<title>L&#8217;Apocalisse è alle porte</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sonni rapidi]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Moccia]]></category>
		<category><![CDATA[Justice]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il trailer di &#8220;Amore 14&#8243; di Moccia hanno usato D.A.N.C.E. dei Justice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ChnvuoGmBdw">trailer di &#8220;Amore 14&#8243;</a> di Moccia hanno usato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xWV4TIb776Q">D.A.N.C.E.</a> dei Justice.</p>
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		<title>Who watches Watchmen?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 21:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Watchmen]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono a mio avviso quattro spettatori-tipo di Watchmen. Il primo è il nerd del fumetto. Per lui Watchmen è molto più di un fumetto: è IL fumetto. Punto massimo della narrativa illustrata, il nerd lo venera come un totem o, meglio ancora, come un oggetto sessuale. Se non fosse sacrilegio rovinare la carta degli albi originali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1226" title="Watchmen" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2009/03/watchmen1.jpg" alt="Watchmen" width="500" height="282" /></p>
<p>Esistono a mio avviso quattro spettatori-tipo di <em>Watchmen</em>.</p>
<p>Il primo è il <em>nerd</em> del fumetto. Per lui <em>Watchmen</em> è molto più di un fumetto: è <em>IL</em> fumetto. Punto massimo della narrativa illustrata, il <em>nerd</em> lo venera come un totem o, meglio ancora, come un oggetto sessuale. Se non fosse sacrilegio rovinare la carta degli albi originali <em>DC</em>, probabilmente avrebbe tutti i numeri cartonati. Viene da sé che va al cinema carico di disprezzo preconcetto. Il <em>nerd</em> passa la serata spulciando tra difetti più o meno palesi del film, massacrando con malcelato sadismo un progetto troppo ambizioso. L&#8217;inizio magari lo spiazza, perché la bellezza dei titoli di testa è difficile da scansare, ma poi parte in tranquillità il bagno di sangue. Troppa carne al fuoco, tutto troppo concentrato e confuso. Le storie parallele facilmente cestinate o soltanto sfiorate. Pessima la resa delle scene di lotta. Inutilmente coreografiche, in stile <em>Matrix</em> ed emuli, tradiscono il senso principale del fumetto. Così come sono gratuiti i particolari crudi di alcuni scontri. Anche i dialoghi, pur seguendo l&#8217;originale, sono deboli, abbozzati, a volte innaturali. Il Gufo è troppo più scemo dell&#8217;originale (Spettro di Seta però è bona e a lei dedicherà un bel segone a casa). La scena di sesso tra i due, poi, con la sborrata fiammante di Archimede a ritmo di Leonard Cohen, valica di gran lunga il confine del ridicolo. Per tutta la durata del film, insiste che nulla viene restituito della reale atmosfera di ansia da olocausto nucleare che riempie ogni pagina del fumetto. E poi il finale&#8230; Oh, god, il finale. Come si può? Come si fa?!1UNO! Nel corso dell&#8217;intera visione non smette mai di ripetere &#8220;Hai visto?&#8221;, &#8220;Lo avevo detto io!&#8221;, spoilerando l&#8217;intero film. E&#8217; schifato dalla colonna sonora.</p>
<p>Il secondo è il lettore moderato. Lui ama leggere i fumetti e non poteva non leggere <em>Watchmen</em>. Probabilmente, anche lui pensa che sia <em>IL</em> fumetto, ma non lo dice, o almeno non lo fa ogni tre secondi. Lui al cinema ci va senza preconcetti, è consapevole che mezzi diversi portano a soluzioni diverse, anche se può presentarsi in sala vagamente preoccupato. Il rischio <em><a title="La leggende degli uomini straordinari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_leggenda_degli_uomini_straordinari" target="blank">uomini straordinari</a></em> è in agguato. Nota tutti i difetti notati dal nerd. Si limita però a storcere il naso. Prova un po&#8217; di disgusto per i combattimenti, ma si rende presto conto che un&#8217;opera cinematografica è anche un&#8217;opera commerciale: difficile rinunciare alla portata più appetitosa. Anche lui trova ridicola la scena di sesso, sbuffando, ma preferisce concentrarsi sulla buona resa di Rorschach. Il finale non lo convince ma sospende il giudizio: raccontando il finale originale all&#8217;amico che non aveva letto il fumetto, capisce che forse c&#8217;era dietro una scelta di immediata accessibilità. Pensa che la colonna sonora non sempre è così male.</p>
<p>Il terzo è il non-lettore. Questo è il bacino d&#8217;utenza indubbiamente più ampio. Ci trovi chi non ha letto il fumetto ma sa che esiste. Chi ha un’infarinatura della storia e chi ne ignora completamente il contenuto. Chi ha letto che è un bel film o chi semplicemente apprezza i film sui supereroi. Spesso tra questi c&#8217;è chi s’è innamorato de <em>Il cavaliere oscuro</em>. Guarda il film in tutta tranquillità, come chi va a vedere un film qualsiasi. Lo può trovare spettacolare ma a volte prolisso, complesso ma godibile, geniale ma lungo, violento ma appassionante. Si appassiona a Rorschach e si arrapa col culo di Spettro di Seta. Trova il finale convincente ma anche un po&#8217; astruso. Si perde nei dialoghi di fisica quantistica ma si fa avvolgere dalla portata filosofica della storia. Apprezza la colonna sonora.</p>
<p>Questi sono i tre casi più tipici e normali. In comune hanno la convinzione che Nixon era fatto meglio in <em>Point break</em>.</p>
<p>Poi c’è un quarto spettatore-tipo ed è a lui che in particolare vuole rivolgersi questo post.<br />
Tu che hai passato la domenica al Centro Commerciale, convinto che questo dia lustro alla tua immagine sociale; tu che ami specchiarti tra le vetrine di un negozietto di cellulari; tu che dopo aver speso 300 euro in mutande <em>D&amp;G</em> passi le ore giocando a carambola, simulando divertito con la stecca da biliardo un fallo appuntito, ballando estasiato la musica <em>house</em> sparata a massimo volume; tu che dopo una cena al McDonald&#8217;s decidi di concludere la serata al cinema comprando malauguratamente i biglietti della fila davanti alla mia; tu che ti siedi convinto di vedere un film di Vin Diesel e ti trovi davanti un film in cui il dialogo più semplice parla di tachioni; tu che non potendo comprendere il film decidi di deriderlo con continui &#8220;e che è stu cosu blu?&#8221;, &#8220;ahi mamma quantu l&#8217;ha!&#8221;, &#8220;ma chi cuntanu sti ciùati?!<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2009/03/09/who-watches-watchmen/#footnote_0_1223" id="identifier_0_1223" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Ma che dicono sti stupidi?!">1</a></sup>&#8221;; tu che ci hai messo tre quarti di film per capire che non era cazzo tuo; tu che non apprezzi la colonna sonora perché non c&#8217;è Gigi D&#8217;Agostino; tu che non puoi capire la battuta su Nixon non perché non hai visto <em>Point break</em> ma perché non sai chi cazzo sia Nixon; tu che mi hai rovinato gran parte della visione: VAFFANCULO. E nell&#8217;andarci ricordati di ficcarti in gola il cazzo blu di Dr. Manhattan in una delle sue giganti versioni, spezzandoti la trachea mentre un irresistibile conato radioattivo ti spinge a corroderti di vomito le mani, i piedi e quella faccia di cazzo che ti ritrovi, COGLIONE.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1223" class="footnote">Ma che dicono sti stupidi?!</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Bobbit TV</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 16:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo ancora oggi la prima volta che ho visto Pulp Fiction in televisione. Lo avevo visto centinaia di volte in VHS, lo sapevo praticamente a memoria. Quel film però era come una di quelle scopate che hanno sempre il sapore di una &#8220;prima volta&#8221;1. Lo mandavano su Rete 4, su I Bellissimi, Filmissimi, Capolavorissimi, Filmsuperspettacolarissimipienidattorifichissimi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1047" title="Brokeback Mountain" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/12/cut-brokeback-mountain.jpg" alt="Brokeback Mountain" width="500" height="204" /></p>
<p>Ricordo ancora oggi la prima volta che ho visto <em>Pulp Fiction</em> in televisione. Lo avevo visto centinaia di volte in VHS, lo sapevo praticamente a memoria. Quel film però era come una di quelle scopate che hanno sempre il sapore di una &#8220;prima volta&#8221;<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/12/11/bobbit-tv/#footnote_0_1031" id="identifier_0_1031" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Lo so, ho avuto una triste vita sessuale, in adolescenza.">1</a></sup>. Lo mandavano su Rete 4, su <em>I Bellissimi</em>, <em>Filmissimi</em>, <em>Capolavorissimi</em>, <em>Filmsuperspettacolarissimipienidattorifichissimi</em>, insomma, quella roba che finiva in <em>issimi</em>. Il film iniziò tardi, tipo alle 22.30, o anche alle 23, e durò un&#8217;eternità, tanto che il giorno dopo a scuola sembravo uno zombie a cui aveano risucchiato il cuore con un decompressore. Nonostante avessi l&#8217;occhio di un giapponese con paralisi della palpebra, mi accorsi dello scempio: la scena della tortura a Marcellus Wallace era stata tagliata. Si vide Bruce Willis irrompere in uno stanzino facendo a fette Zed. Nient&#8217;altro. Chi aveva visto il film poteva capire la scena, gli altri non ci capivano un cazzo, né dell&#8217;irruzione di Bruce Willis, né delle parole che dopo avrebbe detto Marcellus Wallace.<br />
Pazzesco. Nonostante la fascia protetta, nonostante il bollino rosso, nonostante quella scena fosse andata in onda praticamente all&#8217;alba, riuscirono nel difficile obiettivo di crearsi una costruzione mentale per dare valide ragioni al taglio. Perché di motivi non potevano essercene. A chi poteva nuocere a quell&#8217;ora? A Dracula? A Enrico Ghezzi?</p>
<p>Questo remoto ricordo è riaffiorato leggendo il <a href="http://chinaski77.splinder.com/post/19286268" target="_blank">post di Chinaski</a> sulla questione <em>Brokeback Mountain</em>. Lui parla di tre film, incluso <em>BM</em>, che gli vengono in mente pensando a tagli e censura televisiva su film. A <em>Fargo</em> e <em>Quei bravi ragazzi</em> ho appena aggiunto <em>Pulp Fiction</em>, che ha in comune con <em>BM</em> il taglio di scene omosessuali &#8211; anche se <em>lievemente</em> diverse. La lista può però essere tranquillamente allungata.</p>
<p>Memorabile una prima visione di <em>Wilde</em> sempre su Rete 4, sempre in seconda serata, sempre con bollino rosso, tagliata di tutte le scene omosessuali, che sono un buon 40% del film. Ma non è solo la prurigine tra persone dello stesso sesso ad esser finita sotto la mannaia dei moralisti dell&#8217;ultima ora. Di nuovo su <em>I Bellissimi</em>, <em>L&#8217;età di Lulù</em> di Bigas Luna fu imbarazzante. Tagliarono tutte le scene spinte, tant&#8217;è che non feci in tempo a far bollire l&#8217;acqua del tè che il film era già ai titoli di coda. E non toccò sorte diversa alla prima di <em>Eyes Wide Shut</em>. La scena dell&#8217;orgia mascherata fu massacrata. Dovetti cambiare la fodera del divano per le lacrime. Tagliare Bigas Luna è un conto, ma bisogna essere proprio stronzi per prendersela con Kubrick. Al quadrato, visto che non era la prima volta. Sempre Mediaset, ora non ricordo su quale canale e a che ora, quando mandò con svariati anni di ritardo la prima di <em>Full Metal Jacket</em>, cancellò pochi secondi del suicidio di Palla di lardo. Dopo lo sparo, mandarono un <em>Noooooo</em> di Joker in dissolvenza. Il sangue spiattellato sulla parete svanì in una forbice. Bastardi.</p>
<p>Potrei continuare per ore. Non ricordo, tanto per dirne un&#8217;altra, un solo film di Fincher senza tagli. Da che il cinema va anche in TV, immagino sia impossibile contare tutte le versioni tagliate. Certo, più si va avanti con gli anni, più i tagli sono segno di arretratezza culturale. Però mi pare evidente che da questo punto di vista non sia mancata continuità.</p>
<p>Inutile dire che i tagli sono un&#8217;assurdità. Esistono già troppi tipi di controlli. Fasce orarie, fasce d&#8217;età, bollini. Che senso ha ricorrere anche alla censura di parti di film? E&#8217; come esporre <a title="Gustave Courbet - L'origine del mondo" href="http://www.centroarte.com/images/courbet/L%27origine%20del%20mondo%20-%201866%20Parigi%20Mus%C3%A9e%20d%27Orsay.jpg" target="_blank"><em>L&#8217;origine del mondo</em></a> di Courbet senza la figa. Non importa chi lo fa, se una rete pubblica o privata. Su certe cose è meglio non distinguere mai tra pubblico e privato, altrimenti pioverebbero i cartelli &#8220;<a href="http://mattinopadova.repubblica.it/dettaglio/articolo/1530299" target="_blank">vietato l&#8217;ingresso ai negri</a>&#8221; in giro per il mondo. Il taglio è una stronzata <em>tout-court</em>. Se un film non ti sta bene così com&#8217;è, non lo mandare in onda.</p>
<p>Su<em> BM</em>, la Rai ha già fatto <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/censura-brokeback-mountain/censura-brokeback-mountain/censura-brokeback-mountain.html" target="_blank">retromarcia</a>. Lo rimanderà in versione integrale. A quanto dicono, il film è arrivato così com&#8217;è stato mandato in onda. Vorrei capire che razza d&#8217;impediti lavorano in Rai per non accorgersi che mancano le scene &#8211; a quanto dicono, il film non l&#8217;ho visto &#8211; principali. Comunque, se sia vera o no la storia delle copie già tagliate ha poca importanza. Mi interessa più la riflessione che si può aprire. Mi chiedo se cinema e televisione non siano semplicemente, completamente incompatibili. Se ogni volta che un film mediamente esplicito deve andare in onda su una rete in chiaro bisogna prendersi migliaia di accorgimenti, vuol dire che c&#8217;è qualcosa di inconciliabile alla base dei due mezzi. Dal punto di vista della liceità, le evidenze ci sono tutte. Fossi in un distributore cinematografico, vieterei ogni riproduzione non integrale del film. Me ne fregheerei del pubblico e della sua sensibilità. Sarebbe bellissimo. Un effetto a catena. A poco a poco i film in TV inizierebbero a scarseggiare, fino a sparire completamente. I cinema tornerebbero a respirare. Internet si riempirebbe dei film rifiutati, magari con nuovi canali <em>ad hoc</em> gratuiti. Le televisioni in chiaro si trasformerebbero in discariche mediatiche. Solo fiction, reality, pubblicità<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/12/11/bobbit-tv/#footnote_1_1031" id="identifier_1_1031" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="S&igrave;, ok, &egrave; gi&agrave; cos&igrave;. Per&ograve; al peggio non c&amp;#8217;&egrave; mai fine">2</a></sup>. Una deriva metabolica inarrestabile. Il popolino teledipendente impazzirebbe. Disordini, omicidi, genocidi. Il caos totale. E noi davanti al pc con i pop-corn in mano.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1031" class="footnote">Lo so, ho avuto una triste vita sessuale, in adolescenza.</li><li id="footnote_1_1031" class="footnote">Sì, ok, è già così. Però al peggio non c&#8217;è mai fine</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Il doppiatore oscuro (mica tanto, poi: basta aspettare i titoli di coda)</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 00:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Santamaria]]></category>

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		<description><![CDATA[De Il cavaliere oscuro si è già detto tanto in rete. Così tanto che non ho letto tutti i commenti (ne avrò letto il 2%) e quello che andrò a dire potrebbe non essere per nulla originale, senza aggiungere niente al dibattito. Però qualche margine di movimento, malgrado tutto, lo posso ancora avere. Non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-682 alignnone" title="Il doppiatore oscuro - Claudio Santamaria" src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/07/santamariadent.jpg" alt="Il doppiatore oscuro - Claudio Santamaria" width="472" height="249" /></p>
<p>De <em>Il cavaliere oscuro</em> si è già detto tanto in rete. Così tanto che non ho letto tutti i commenti (ne avrò letto il 2%) e quello che andrò a dire potrebbe non essere per nulla originale, senza aggiungere niente al dibattito. Però qualche margine di movimento, malgrado tutto, lo posso ancora avere. Non è mia intenzione infatti stabilire i pregi o i difetti del film. Non m&#8217;interessa se si tratta di capolavoro, blockbuster, filmone, filmetto, commerciale, d&#8217;autore, originale, furbo, violento, noioso, lungo, corto, medio, alto, basso, magro, grasso, biondo, finto, fanto, fantoni, antani, tapioca, supercazzola. Non mi sconfinferano eventuali approfondimenti sociali, politici, economici, marxisti, capitalisti, fascisti, comunisti, negri, gay, emo. No, voglio parlare di tutt&#8217;altro.</p>
<p>Perché, finito il film, sono stato costretto a intrattenermi per dare un&#8217;occhiata ai titoli di coda. Dovevo capire una cosa, un dramma che chiunque ha visto il film in italiano ha dovuto affrontare: chi è la voce di Batman? Mi ero già interrogato sull&#8217;argomento dopo <em>Batman Begins</em>, ma avendolo visto in TV ho lasciato correre (la pubblicità ha tagliato i titoli di coda). Dopo però aver sentito per 150 minuti Bruce Wayne parlare come un <em>migni mogni</em><sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/31/il-doppiatore-oscuro-mica-tanto-poi-basta-aspettare-i-titoli-di-coda/#footnote_0_671" id="identifier_0_671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Espressione tipica del dialetto lametino traducibile come migni mogni.">1</a></sup> qualsiasi e Batman come Braccobaldo con un cappio che gli stringe la gola &#8211; e io non ho mai sentito parlare Braccobaldo &#8211; dovevo scoprire chi era l&#8217;<strong>ir</strong>responsabile del massacro. Così, nonostante i centocinquanta minuti &#8211; è bene rimarcare la lunghezza del film, pare che faccia molto cinefilo farlo &#8211; ho atteso i titoli di coda comprensivi di doppiaggio italiano e ho scoperto che la risposta era più atroce del dubbio: Claudio Santamaria<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/31/il-doppiatore-oscuro-mica-tanto-poi-basta-aspettare-i-titoli-di-coda/#footnote_1_671" id="identifier_1_671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Lo vedete in alto nella foto, per l&amp;#8217;occasione mascherato da Due Facce.">2</a></sup>.<br />
Claudio Santamaria?<br />
Claudio Santamaria.<br />
Macomecazz&#8230;No, aspè, calma.</p>
<p>&#8230;</p>
<p><strong>MA COME CAZZO</strong> si fa ad affidare il compito delicato di un doppiaggio a un attore mediocre come Santamaria? Come? <strong>COME</strong>? Perché non venite a dirmi che Santamaria è un attore bravo, eh. A parte forse <em>Agata e la tempesta</em>, non c&#8217;è una sua interpretazione valida (il primo che nomina Er Dandi si becca un pallettone da fucile a canne mozze in testa). Atono e sempre uguale, dopo averlo visto fare Rino Gaetano ho avuto la definitiva controprova che non è cazzo suo e che si trova lì o perché l&#8217;alternativa è anche peggiore (e se penso ad Accorsi non posso che convalidare l&#8217;ipotesi), o perché ha avuto un CULO enorme. E si mette a fare pure i doppiaggi. E che doppiaggi! Si può dire qualsiasi cosa di questo film, ma non che la voce di Bale non sia irritante, scialba, moscia, quasi asincrona, banale, sottotono, impropria, insufficiente, maledetta, bastarda, rottincula, eva, a, chi, cazzo, t&#8217;ha, chiamato, a, doppiare. No, dico, doppiare è un&#8217;arte complessa in cui si dice che gli italiani siano i più bravi, perché buttare nel cesso uno dei pochi luoghi comuni positivi che ci è rimasto<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/31/il-doppiatore-oscuro-mica-tanto-poi-basta-aspettare-i-titoli-di-coda/#footnote_2_671" id="identifier_2_671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="In tal proposito, sono imbattibili i doppiaggi di cartoni animati o film Pixar e la memorabile interpretazione di Ilaria D&amp;#8217;Amico in Eragon">3</a></sup>?</p>
<p>Comunque, la cosa importante è che a fine film almeno ho potuto chiarire con chi dovevo prendermela, anche se ora ho un dubbio che blocca il progetto di vendetta. Secondo me, un assalto con coltello di Rambo sulle gole dell&#8217;intero cast del doppiaggio non renderebbe giustizia. Non sono loro a dover pagare, come non è il solo Santamaria. Se si trova lì, è per ragioni che vengono a monte. Qualcuno lo ha portato a questo stato di totale sopravvalutazione, tanto da farlo sforare in un terreno che gli appartiene come la fisica appartiene alla Carlucci. Chi può essere il colpevole che sarà sottoposto al giudizio di questo tribunale secondo voi?<br />
Ovvio: Gabriele Muccino.<br />
Scontato?<br />
Sì, scontato.</p>
<p>Non sono sicuro che gli esordi di Santamaria siano da imputare a Muccino, e nemmeno m&#8217;interessa indagare più di tanto<sup><a href="http://potamocheri.eu/blog/2008/07/31/il-doppiatore-oscuro-mica-tanto-poi-basta-aspettare-i-titoli-di-coda/#footnote_3_671" id="identifier_3_671" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Il ricordo pi&ugrave; remoto che ho di Santamria, in realt&agrave;, &egrave; Almost Blue di Infascelli. Che &egrave; tutto dire">4</a></sup>. Qui si sta facendo della sana semplificazione giustizialista. Muccino è condannato senza discussioni per direttissima. Santamaria deve tutto ai suoi film.<br />
Per questo, il Giudice Supremo della Corte Contro gli Attori Italiani Sopravvalutati decide che Gabriele Muccino è il mandante del doppiaggio osceno del personaggio di Batman ne <em>Il cavaliere oscuro</em>, condannandolo a una severissima pena <em>ad hoc</em>, consistente nella lettura pubblica e ad alta voce del Libro degli Scioglilingua.</p>
<p>Così impara a dar voce a certa gente.</p>
<blockquote><ol class="footnotes"><li id="footnote_0_671" class="footnote">Espressione tipica del dialetto lametino traducibile come <em>migni mogni</em>.</li><li id="footnote_1_671" class="footnote">Lo vedete in alto nella foto, per l&#8217;occasione mascherato da Due Facce.</li><li id="footnote_2_671" class="footnote">In tal proposito, sono imbattibili i doppiaggi di cartoni animati o film Pixar e la memorabile interpretazione di Ilaria D&#8217;Amico in <em>Eragon</em></li><li id="footnote_3_671" class="footnote">Il ricordo più remoto che ho di Santamria, in realtà, è <em>Almost Blue</em> di Infascelli. Che è tutto dire</li></ol></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>This is what you got to know</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 12:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensonni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Il Divo]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Il Divo, ho visto tre film su quattro di Paolo Sorrentino (gli altri due sono Le conseguenze dell&#8217;amore e L&#8217;amico di famiglia) e devo dire che è costante nel regista un certo atteggiamento autofellante. Si piace e non lo nasconde. Qui fa l&#8217;inquadratura dal basso con obiettivo panoramico, qui accelera o rallenta, qui riscalda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/06/ildivo.jpg" alt="Il Divo" title="Il Divo" width="420" height="193" class="alignnone size-full wp-image-555" /></p>
<p>Con <em>Il Divo</em>, ho visto tre film su quattro di Paolo Sorrentino (gli altri due sono <em>Le conseguenze dell&#8217;amore</em> e <em>L&#8217;amico di famiglia</em>) e devo dire che è costante nel regista un certo atteggiamento autofellante. Si piace e non lo nasconde. Qui fa l&#8217;inquadratura dal basso con obiettivo panoramico, qui accelera o rallenta, qui riscalda e raffredda i colori, qui veste i panni del dj, giocando con la musica. Sorrentino è il cane che piscia sul territorio del cinema d&#8217;autore, con sulla testa un cartello luminoso che con il caps-lock premuto urla &#8220;IO HO PERSONALITA&#8217;!&#8221;. E di personalità ne ha davvero, tanto da fare carta straccia delle attese dello spettatore giunto in sala con l&#8217;accomodante atteggiamento di chi vuole imparare qualcosa sulla vita di Andreotti. Sorrentino non è il Francesco Rosi dei film inchiesta, ma il David Fincher che prende un breve periodo della vita di uno dei personaggi più complessi della nostra storia repubblicana per buttarlo in pasto all&#8217;iperrealtà surreale di un videocilp fortunatamente ancora non rintracciato dagli infausti autori di <em>Brand:new </em>di  MTV, dando vita a un elettrico bestiario politico tanto caricato quanto reale.<br />
<em>La corrente andreottiana della DC</em>. Un corollario di personaggi tra l&#8217;onirico e la caricatura, introdotti come dei gangster usciti da <em>Le Iene</em> di Tarantino, si fa largo dopo un ritmo serrato di morti illustri, e quasi ti sembra una presa per il culo. O forse lo è davvero, perché questi buffi Cirino Pomicino sono solo giocattoli strumentali con l&#8217;unico scopo di dare maggior peso alla figura del Divo Andreotti. Più loro appaiono ridicoli e grotteschi, più Andreotti acquista spessore.<br />
Ecco, questa è un&#8217;altra cifra stilistica tipica di Sorrentino, che al respiro corale preferisce personaggi centrali cinici e misteriosi ma non per questo meno carichi di ironia e umanità.<br />
L&#8217;Andreotti interpretato da Servillo, frullato misto dei vari stereotipi consegnati da Noschese, Montesano e Lionello, è questo: un grande burattinaio in crisi, che si nasconde dietro una maschera di gelo e ironia. Non a caso il periodo rappresentato è quello più difficile per il sette volte Presidente del Consiglio, tra caduta del governo, Tangentopoli, batosta alle votazioni al Quirinale e inizio dell&#8217;iter giudiziario tra Palermo e Perugia, con quell&#8217;incessante <em>Memento Moro</em>, atroce più di tutte le sue emicranie. </p>
<p>I personaggi comprimari, in compenso, spesso appaiono quasi ridicoli e acquistano una dimensione solo grazie ai titoli rossi che li introducono. Basta ricordare l&#8217;ingresso in scena di Giancarlo Caselli e la spruzzata di lacca sulla chioma grigia. Lo stesso vale per Badalamenti e la presentazione dell&#8217;avvocato ai giudici di Palermo (<em>Nella vita tre cose sono sicure: la morte, le tasse e il silenzio di Badalamenti</em>).<br />
Anche gli interrogatori sembrano troppo paradossali per essere veri. Di nuovo la sfera onirica che supera quella della realtà.<br />
Inoltre, il film ha macroscopiche omissioni, troppo evidenti per non essere volute. Craxi viene appena nominato. De Mita, mi pare, neanche quello. Niente deve distogliere la focale dal Divo, anche se il risultato può apparire frettoloso.</p>
<p>L&#8217;impressione è che Sorrentino si faccia tentare dal desiderio di calcare la mano. Ci sono scene surreali di grande effetto che però sono un evidente marchio di fabbrica, come a dire &#8220;Ehi, questo skateboard che entra nei corridoi del Parlamento attirando tutta l&#8217;attenzione l&#8217;ho voluto io. Geniale, no?&#8221;<br />
La voglia di fare il definitivo salto di qualità a tratti ha scavalcato la giusta misura per gestire un materiale così complesso. Il prodotto finale è comunque un film energico e dinamico, dal taglio molto originale, che difficilmente non lascia il segno. Nel bene e nel male.</p>
<blockquote><p>&#8220;Si può dire che esteticamente è bello, ma a me dell&#8217;estetica non frega un bel niente&#8221;. <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/ildivo/andreotti-spettatore/andreotti-spettatore.html">Giulio Andreotti</a></p></blockquote>
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		<title>Io faccio una scoreggia, voi mi adorate</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 12:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei pregi di Quentin Tarantino è la stitichezza. Piuttosto che realizzare un film fastfood, ha sempre preferito dedicarsi a progetti a làtere, collaborando con l&#8217;amico Rodriguez, partecipando qua e là come attore, sceneggiatore, co-autore, produttore, etc. Con Grindhouse, &#8216;sto stronzo, ha cambiato le carte in tavola. Film doppio, realizzato con Rodriguez, è arrivato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/04/grindhouse.jpg" alt="Grindhouse" title="Grindhouse" width="130" height="186" class="alignnone size-full wp-image-494" /></p>
<p>Uno dei pregi di Quentin Tarantino è la stitichezza. Piuttosto che realizzare un film fastfood, ha sempre preferito dedicarsi a progetti a làtere, collaborando con l&#8217;amico Rodriguez, partecipando qua e là come attore, sceneggiatore, co-autore, produttore, etc. </p>
<p>Con <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grindhouse">Grindhouse</a></em>, &#8216;sto stronzo, ha cambiato le carte in tavola. Film doppio, realizzato con Rodriguez, è arrivato in italia in due parti (quella di Tarantino si intitola <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grindhouse_-_A_prova_di_morte">A prova di morte</a></em>). Un film <em>fastfood</em> che più <em>fastfood</em> c&#8217;è solo l&#8217;indigestione, con il quale dimostra di essere arrivato al livello &#8220;Io sono Tarantino e anche se faccio una scoreggia, non solo correte a guardarla, ma vi piace pure&#8221;. E, porca puttana,  è vero (cazzo). </p>
<p>Una pellicola tutta figa e motori, con un Kurt Russel psicopatico, mazzate, corse, inseguimenti, scene splatter, dialoghi serratissimi, Jon Voight sbirro mezzo rincoglionito. Tutto divertente, con il ritmo che sale a 300 km/h. </p>
<p>Non sono riuscito a cogliere tutti i riferimenti cinematografici e telecinematografici di cui è pieno. Mai visto nessuno dei film o telefilm citati dai protagonisti, che non parlano d&#8217;altro. In pratica è un metab-movie, dove Tarantino mostra anche tutta la sua spocchia tecnica. Accorgimenti da film di serie b, con montaggi sbagliati, tagli crudi, pellicole bruciate (del tipo <a href="http://youtube.com/watch?v=EnUHdlSJe8E" target="_blank"><em>ma non lo senti come suona male da Dio</em></a>) si alternano a carrellate lentissime, piani sequenza (bellissima un&#8217;autocitazione de <em>Le iene</em>), bianco e nero, colore. Irritante, perché finisce pure che ti tiene incollato. Cioè, ci ho preso un cazzo di gusto a vedere &#8216;sti sadici americani di merda che si inseguono massacrandosi di sportellate. E ridevo di continuo, come un coglione (a parte il finale, che fa schifo).<br />
Vaffanculo, ora mi toccherà vedere il film di Rodriguez e tutti i <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=3055450479528647539&#038;q=grindhouse&#038;total=6678&#038;start=0&#038;num=10&#038;so=0&#038;type=search&#038;plindex=1">fake-trailer</a>.</p>
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		<title>Aiutiamo Anita Caprioli a ritrovare la serenità perduta</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 18:48:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Anita Caprioli è una ragazza con seri problemi. Me ne sono accorto l&#8217;altra sera quando, nella mia posizione da privilegiato che con la scusa di un co.co.pro da 800 euro se ne sta a casa a sputtanare i fondi pensionistici dei genitori con abbonamenti TV che utilizza un&#8217;ora al giorno quando va bene, facevo zapping [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/03/caprioli.jpg' alt='Anita Caprioli' /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anita_Caprioli" target="blank">Anita Caprioli</a> è una ragazza con seri problemi. Me ne sono accorto l&#8217;altra sera quando, nella mia posizione da privilegiato che con la scusa di un co.co.pro da 800 euro se ne sta a casa a sputtanare i fondi pensionistici dei genitori con abbonamenti TV che utilizza un&#8217;ora al giorno quando va bene, facevo zapping su Sky Cinema ed è apparsa lei, in un film mai visto, mai sentito e di cui ho già cancellato ogni traccia nella memoria. Sono riuscito a non cambiare canale per poco meno di un minuto, giusto il tempo di capire che quella che stavo guardando era proprio Anita Caprioli. Nel senso che non era differente dalle Anite Caprioli incontrate prima. </p>
<p>Sull&#8217;onda del <em>margheritabuismo</em>, interpreta donne in astinenza di analgesici, perennemente in agitazione e sull&#8217;orlo, se non ampiamente oltre, di una crisi nervosa capace di interferire con tutte le apparecchiature elettroniche nel raggio di 100 chilometri. Nel suo essere agitata e ansiogena non sta mai ferma, è imbranata e, quando combina guai, assume la posa tipica &#8220;capo chino con sorriso <em>oops, ho rovinato tutto</em>&#8220;, che ti vien voglia di spezzarle gli incisivi a testate. E poi parla, parla, parla tanto e veloce, tantovelocechenonstaccaneancheleparolelunadallatra. Non capisci mai se ci fa o ci è.</p>
<p>Vedere un&#8217;<em>Anita Caprioli qualsiasi</em> al cinema, oltre a essere noioso, mi spinge a pormi un quesito: a che serve? Cioè, rappresenta una reale situazione di disagio femminile o è solo una segreta cospirazione per rovinare l&#8217;immagine del <a href="http://www.buscofen.it/" target="_blank">Buscofen</a>?</p>
<p>Mah, non so. Però so che il mondo delle immagini in movimento su uno schermo, grande o piccolo, ragiona per stereotipi importati sovente da ovest. Oltre a Margherita Bui, quindi, i responsabili di questa degenerazione nevrotica sono i telefilm. A partire da <em>Sex &#038; City</em>, cenacolo di donne inspiegabilmente convinte di essere ancora giovani, dove l&#8217;unico uomo buono è gay. Ma prendere il telefilm causa dell&#8217;immeritato successo di Sara Jessica Parker come capro espiatorio sarebbe troppo facile. Il vero nemico è un altro. E&#8217; roba tipo <em>Grey&#8217;s Anatomy</em> o, ancora peggio, <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Una_mamma_per_amica" target="blank">Una mamma per amica</a></em>, telefilm dove mamma ribelle figlia di ricconi fa figlia a sua volta instaurando con lei un rapporto di intima confidenziale amicizia basato su un unico ineludibile valore: lo sproloquio rutilante che ti porta a usare 400 parole solo per dire &#8220;mi porti fuori a cena&#8221; (senza prendere fiato tra una parola e l&#8217;altra, ovviamente). A questo punto qualcuno si chiederà: ma chi cazzo guarda <em>Una mamma per amica</em>? A parte mia sorella? Nessuno, credo. Il problema non è l&#8217;utenza, ma l&#8217;esistenza del telefilm. Perché il fatto che qualcuno partorisca un&#8217;idea del genere, portandola avanti per SETTE stagioni, è spia dell&#8217;introiezione dello stereotipo della donna autonoma ma stressata che per sfogare le sue angosce si tramuta nella sorella gemella di Woody Allen. Se sono arrivati fino a un telefilm, significa che lo stereotipo ormai ha invaso tutti gli angoli dell&#8217;etere.</p>
<p>In Italia, come mi è già capitato di dire, siamo portati ad assorbire il peggio dall&#8217;estero, e se qualcuno pensa che queste &#8220;figure&#8221; siano divertenti, allegre, o in generale positive, per me si sbaglia, soprattutto se, come immagino, lo dice prendendo l&#8217;ennesima goccia di neocibalgina.<br />
Messa così, la situazione è disperata, perché per intervenire bisognerebbe distruggere un intero immaginario con solide fondamenta. Abbattere tutti i film e i telefilm con personaggi femminili così esagitati è praticamente impossibile. Ci tocca tenerci Anita Caprioli con tutte le sue nevrosi.</p>
<p>E dire che una volta avevamo la Fenech.</p>
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		<title>Uno su due</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 00:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la visione di Uno su due, ho capito di aver tendenze masochiste che non immaginavo. Pensare che dopo La febbre il peggio fosse passato è stato un errore, e il dubbio che forse sarebbe stato meglio farsi recidere i genitali con un Philips Arcitec piuttosto che guardare il terzo film (su quattro) con Fabio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/03/unosudue.jpg' alt='Uno su due' /></p>
<p>Dopo la visione di <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43660" target="blank">Uno su due</a>, ho capito di aver tendenze masochiste che non immaginavo. Pensare che dopo <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35612" target="blank">La febbre</a> il peggio fosse passato è stato un errore, e il dubbio che forse sarebbe stato meglio farsi recidere i genitali con un <a href="http://globaldais.com/wp-images/Philips-Norelco-Arcitec.jpg">Philips Arcitec</a> piuttosto che guardare il terzo film (su quattro) con Fabio Volo rimarrà per sempre. Un film del tipo &#8220;Tiziano Terzani è ancora tra noi&#8221;, con l&#8217;avvocato giovane ricco e cinico, convinto di esser malato terminale, con la fidanzata carina, allegra e coloratissima e un socio grasso e deficiente. Roba che ti autorizzerebbe ad andare armato di machete sul set per fare strage di tutti i complici del film, dal regista alla truccatrice, dai protagonisti al tecnico delle luci. E dire che al mio io qualunquista Fabio Volo deejay, showman, o quello che cazzo è lui, sta anche simpatico.<br />
Dagli errori e dalle sofferenze però c&#8217;è sempre da imparare, e il terzo film (su quattro) di Fabio Volo ti dice molto sul nostro cinema. Capisci che stai lì a piangerti perché girano a piede libero i vari Vanzina e Parenti, ma il vero problema sono loro, questi quattro fighetti convinti di portare alta la bandiera italiana, con film che hanno pure il coraggio di annoverare come cinema d&#8217;autore, ma che non fanno altro che ammiccare alla peggior commedia americana, coi suoi lustrini, luccichii, ragazzi belli e fichi, che vivono in un&#8217;Italia che non esiste, e che sono sempre e comunque trentenni falliti perché hanno ancora i mobili IKEA.<br />
Ora Fabio Volo ha fatto un film con la Comencini. Con Ambra Angiolini, è pronto a entrare nella Grande Loggia degli Ocean&#8217;s Eleven all&#8217;Amatriciana.</p>
<p>Ecco perché gli italiani hanno sempre nostalgia dei film con Lino Banfi o Renzo Montagnani, o vivono eiaculazioni di massa per un Oscar alla migliore Sciampista. Le generalizzazioni non mi piacciono, ma se ogni volta che parlo di cinema devo sentirmi dire &#8220;ma no dài c&#8217;è Soldini, anche se un film sì e uno no, Garrone e mezzo Sorrentino&#8221;, se in America ci rappresenta Muccino e Ozpetek(!!) è tra le punte di diamante, significa che il cinema italiano fa schifo.</p>
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		<title>Quello che per me non deve avere l&#8217;horrorcinematografia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 13:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TED©</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo a uno stupido come l&#8217;essere umano poteva venire in mente di creare i film horror, una delle cose più inutili della faccia terra. Come se la vita da sola non bastasse, ci inventiamo film con mostri, fantasmi, killer psicotici, per convincerci che il male è altro da noi. Ancora più stupidi, poi, sono gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/03/1408.jpg' alt='1408' title='1408' /></p>
<p>Solo a uno stupido come l&#8217;essere umano poteva venire in mente di creare i film horror, una delle cose più inutili della faccia terra. Come se la vita da sola non bastasse, ci inventiamo film con mostri, fantasmi, killer psicotici, per convincerci che il male è altro da noi. Ancora più stupidi, poi, sono gli essere umani che i film horror li guardano pure. Tipo il sottoscritto, che ci casca di continuo, e li apprezza anche. Non sempre, ovviamente, perché la maggior parte dei film horror sono cacate pazzesche o mezze cacate, come <em><a href="http://www.imdb.com/title/tt0450385/">1408</a></em>, film con John Cusack e Samuel L. Jackson, visto ieri sera in divx. Una marmellata di cliché, che mi ha dato da riflettere su quello che, per me, deve essere un film horror. O meglio, NON deve essere. I film di paura si sono moltiplicati come i funghi, per questo continuano a ripetersi, ma qualcosa si può ancora fare, e io voglio dare un contributo al mondo del cinema. Ecco i miei dieci punti su COSA UN FILM HORROR NON DEVE ASSOLUTAMENTE AVERE, FARE, ESSERE AFFINCHE&#8217; NON SIA PREVEDIBILE QUANTO UN COMIZIO DI BERLUSCONI:</p>
<p>1. Non deve essere tratto da un romanzo di Stephen King. Basta, ci ha rotto la minchia. E poi è troppo facile. Perché non provate a fare un horror da un romanzo di Sveva Casati Modignani? </p>
<p>2. Non deve essere ambientato in un Hotel, Motel, Albergo, Bed &#038; Breakfast, soprattutto se è stato costituito su un cimitero indiano, su delle catacombe cristiane, sulle ceneri di un santone o sulla tomba di Pallino, il gatto del vicino. </p>
<p>3. Non deve essere ambientato in una villa in alto in collina, in una casa disabitata, abitata, nell&#8217;appartamento 666 al 66° piano della 66th Avenue. E&#8217; preferibile l&#8217;uso di spazi aperti, purché non sia la Route 66 o una lunghissima strada sterrata o asfaltata che attraversi il deserto.</p>
<p>4. Non bisogna far impazzire il protagonista dopo mezzora dall&#8217;inizio del film. Questo punto può essere agevolato rispettando punto due e tre. Gli spazi chiusi, non si sa perché, generano sanguinolente follie.</p>
<p>5. La protagonista femminile non deve essere incinta del demonio, perché altrimenti poi va a finire che deve abortire, Ferrara s&#8217;incazza, e corriamo il rischio che il film diventi qualcosa tipo <em>Giulianone, il ritorno del mostro di gelatina</em>.</p>
<p>6. Non ci devono essere quadri, o in generale oggetti d&#8217;arte, posseduti da demoni, spettri, Cicchitto di Forza Italia. Se proprio dovete farlo, cercate di avere buon gusto nello scegliere le opere d&#8217;arte. Mediamente, fanno cacare.</p>
<p>7. Non ci deve essere il cattivone deturpato che mangia o scarnifica gli altri per vendicarsi, con una passione smisurata per armi da taglio (motorizzate). Provate a usare Calderoli, piuttosto: quello sì che fa paura.</p>
<p>8. Non devono squillare telefoni nel silenzio più totale, che ogni volta che succede mi caco nelle mutande. Da oggi in poi, solo SMS e col vibro attivo.</p>
<p>9.  I protagonisti non devono essere rinchiusi da qualche scienziato pazzo, magari governativo, che vuole fare un esperimento di genocidio di massa, con trappole, droghe, filmati misteriosi, suoni assordanti, apparecchiature elettroniche che prendono vita, spettri di bimbi morti che tornano dalle memorie del passato del protagonista, donne mostruose  armate di machete che sbucano dal nulla tentando di fare a pezzi chi capiti a tiro, ragni velenosi, serpenti maledetti, corvi, topiragno, scarafaggi giganti, pipistrelli, code di lucertola, occhi di rana, bidibibodibiboo.</p>
<p>10. Non deve essere un horror.</p>
<blockquote><p>Continuate nei commenti, se vi va e, soprattutto, se mi leggete. </p></blockquote>
]]></content:encoded>
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