- Stati di Sonnolenza - http://potamocheri.eu/blog -

Non crocifiggetemi

Posted By TED© On 18 novembre 2008 @ 02:34 In Alitosi | Comments Disabled

Dopo aver visto l’immagine della pubblicità di Telefono Donna contro la violenza sulle donne [1], ho avuto difficoltà a contenere lo sdegno.  E’ assurdo che a un decennio dall’inizio del nuovo millennio, concetti come quello di pena, peccato e dolore riescano a trovare una raffigurazione solo in immaginari cristiani. Il dolore trova nella crocifissione di Cristo il principale archetipo, anche al femminile, ed è con questo archetipo che lo spettatore deve identificarsi per entrare in compassione, noncuranti che chi appartiene a un’altra confessione o semplicemente non crede può anche mettere in conto di non provare nessun coinvolgimento emotivo. Viene immediato allora trovare del tutto pretestuose le polemiche innescate dalla controriformista giunta milanese [2].

Capisco che è difficile per i vertici cattolici riuscire ad ammettere che anche la donna possa avere un qualsiasi ruolo nella fede ma, se si esclude una lieve nudità del soggetto fotografato, l’immagine non sembra provocatoria, tutt’altro: dà l’idea di un atto di riconoscimento e di devozione. La crocifissione di Cristo come madre di tutte le sofferenze; la donna come vittima di tutti i peccati dell’uomo. Lo dice anche Stefania Bartoccetti, presidente dell’associazione promotrice della campagna: «La crocifissione vuole solo essere l’immagine della sofferenza estrema» e lo dice da “cattolica praticante” [3]. Ci vuole un capzioso atteggiamento bigotto per non rendersene conto. No, semmai è per il contrario che bisogna dissociarsi: la sofferenza può essere laica, non appartiene solo a martiri cristiani.

E poi sinceramente, oltre a essere copiata da un recente lavoro di Maurizio Cattelan, la pubblicità è anche piuttosto scontata. La donna fotografata, stesa nuda su un letto in posizione cristologica, è un concentrato di cliché. Bella, mora con chioma fluente, magra, bianca, slanciata. Una modella, né più né meno, messa lì furbescamente, così che la tetta scoperta possa attirare l’attenzione di qualche distratto passante. Non che me ne freghi un cazzo, ma fa ridere vedere che dopo trent’anni di lotte femministe sono le stesse protagoniste di quei movimenti a identificare la violenza sulle donne con una figa da rotocalco di moda e non, che ne so, con una grassoccia extracomunitaria stuprata nel sottoscala di una fabbrichetta del Nord-Est.

Va detto che la polemica è un altro tassello del brutto momento in cui versa il crocifisso.

Oltre alla già citata opera di Cattelan, non esente da critiche a suo tempo [4], oltre alle continue polemiche per i crocifissi a scuola o in luoghi pubblici, oltre a quest’ultima, nefasta campagna pubblicitaria, in molti ricorderanno la rana verde esposta a Bolzano qualche mese fa [5]. Anche lì le lamentele non sono mancate, con argomentazioni praticamente identiche a quelle che hanno accompagnato la campagna di Telefono Donna. Chissà in quanti invece hanno notato che la direttrice di quel museo è stata recentemente licenziata [6]. Si dice che sia un problema di malagestione, ma… Va be’, facciamo finta che sia andata così. Fatto sta che per la croce è un periodaccio. Solo pensare di spostarla o riutilizzarla in un qualsiasi contesto metaforico può scatenare un finimondo. Non è difficile prevedere che a breve diventerà impossibile rappresentarla, se non addirittura nominarla. La parola “croce”, con tutte le sue derivazioni semantiche, diventerà un tabù.

Stilo una rapida lista delle possibili derive della situazione in esame.
Sarà vietato:

  1. Il segno “più”. Bisognerà scrivere “somma” o “più”.
  2. Il punto-croce.
  3. Fare le parole crociate. Di qualsiasi tipo.
  4. Costruire gli incroci perfettamente perpendicolari.
  5. L’uso di espressioni come “mettere in croce”.
  6. Mangiare provole di Croce di Magara [7]. Anche mozzarelle. In pratica, Croce di Magara sarà cancellata dalle cartine geografiche nonché dall’Italia.
  7. Incrociare lo sguardo con un’altra persona.
  8. Incrociare le dita.
  9. Incrociare le gambe. Lo stesso vale per le braccia. Diciamo gli arti in generale.
  10. Incrociare i peni in segno di reciproca stima.

Ad libitum.


Article printed from Stati di Sonnolenza: http://potamocheri.eu/blog

URL to article: http://potamocheri.eu/blog/2008/11/18/non-crocifiggetemi/

URLs in this post:

[1] Telefono Donna contro la violenza sulle donne: http://www.uaar.it/news/2008/11/13/milano-polemiche-per-manifesto-blasfemo-contro-violenza-sulle-donne/

[2] le polemiche innescate dalla controriformista giunta milanese: http://milano.repubblica.it/dettaglio/Nuda-in-croce-contro-la-violenza-sessuale-An-insorge:-Il-manifesto-va-rimosso/1545387

[3] «La crocifissione vuole solo essere l’immagine della sofferenza estrema» e lo dice da “cattolica praticante”: http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/11_Novembre/14/manifesto_donna_crocifissa_campagna_anti_stupri_telefono_donna_polemica.shtml

[4] suo tempo: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=266144

[5] la rana verde esposta a Bolzano qualche mese fa: http://www.potamocheri.eu/blog/2008/05/26/una-rana-e-una-rana-e-una-rana/

[6] è stata recentemente licenziata: http://www.uaar.it/news/2008/10/29/bolzano-licenziata-direttrice-del-museion-aveva-esposto-rana-crocefissa/

[7] Croce di Magara: http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode=&q=croce+di+magara&sll=41.442726,12.392578&sspn=18.232154,39.067383&ie=UTF8&z=16&g=croce+di+magara&iwloc=addr