L’arte messa a nudo dai suoi discepoli, anche

Marcel Duchamp (28 luglio 1887 – 2 ottobre 1968)
“E’ tutta colpa tua”.
Mi agitavo nel sonno ripetendo questa frase, quando ho aperto gli occhi e me lo sono trovato davanti. Che cazzo di spavento.
TED© “Porca troia, mi hai fatto morire. Cazzo ci fai qui?”
R. Mutt “Sono passato a salutarti. Non venivo da parecchio“.
Era seduto su una sedia affianco al ciglio del letto con una scacchiera apparecchiata.
TED© “Fai come se fossi a casa tua, eh, tranquillo. E poi che è ‘sta scacchiera? Ti sembro una figa con le tette di fuori1? ”
R. Mutt “No, che c’entra… cioè, una partita a scacchi ci sta sempre bene. Soprattutto oggi”.
TED© “Perché, che giorno è oggi?”
R. Mutt “Il 2 ottobre”
TED© “…”
R. Mutt “Dài, il due ottobre del 2008!”
TED© “Ma no? Giura!”
R. Mutt “… Va be’… Oggi sono quarantanni dalla mia morte”.
TED© “Ahhhhh! Ecco perché quel sogno di merda, vaffanculo. E’ tutta colpa tua”.
R. Mutt “Colpa mia? Che ho fatto? Sono morto da 40 an…”
TED© “Non dovevi proprio nascere, è diverso. Hai reso tutto più complicato”.
R. Mutt “Ma…”
TED© “Che già ci avevo messo del mio, scegliendo una facoltà del cazzo senza prospettive. Dovevo incontrare proprio te, con le tue idee del cazzo”.
R. Mutt “Io…”
TED© “Tu! Proprio tu! Mi hai fatto appassionare all’Arte Contemporanea! L’INUTILITA’ COSMICA!”
R. Mutt “Sì, ma…”
TED© “Inutile e autoreferenziale. Completamente. E non parlo dell’arte in generale. Parlo di te, delle tue invenzioni e di chi cazzo le ha riprese”.
R. Mutt “Lo hai già det…”
TED© “Cioè, non potevo amare Caravaggio o Michelangelo come tutti. No, a te mi dovevo appassionare. E ora sai che mi è rimasto?”
R. Mutt “…”
TED© “Lo sai?”
R. Mutt “No, cos…”
TED© “UN CAZZO! Sono un alienato. Cioè, tipo che se invece di un triceratopo in formalina o, cazzo ne so, una scultura iperrealistica mastodontica di un pederasta crocifisso con dei biberon, vedo un normalissimo Tiziano, SBADIGLIO”.
R. Mutt “Sì, va be’, lì è solo una questioni di gus…”
TED© “Gusti un cazzo! Guarda, non voglio sapere per quanto tempo non ho scopato a causa tua”.
R. Mutt “EH NO! Ora esageri. Calmati! Che c’entro con tutto questo? Io ho cercato solo di aprire nuove dimensioni per l’Arte. M’interessavano le idee, non soltanto i prodotti visivi. Volevo riportare la pittura al servizio della mente. Ed è stato un gesto di gran libertà: niente è più libero di un’idea”.
TED© “Idee? Libertà? Ma come cazzo parli?”
R. Mutt “Be’, le avanguardie sono state movimenti di liberazione”.
TED© “Seee, negli anni ’60, forse. Ma che ne è rimasto?”
R. Mutt “Be’, suppongo che lo spirito sia ancora quello”.
TED© “Spirito? Guarda che parliamo di fighetti convinti di fare la rivoluzione. Ma avevi già fatto tutto tu”.
R. Mutt “Tutto io?”
TED© “Eh. Ready-made, Body Art, Pop Art, Performance, Video Art. TUTTO!”
R. Mutt “Visto? Qualche merito ce l’ho!”
TED© “Sì, aver creato una generazione di troie di lusso”.
R. Mutt: “Troie di lusso? Io col ready-made ho reso l’arte alla portata di tutti”.
TED© “Seeeee, ‘na vota2! I tempi cambiano, bello. Ora costa un botto fare arte. E l’apprezzano solo collezionisti ricchi sfondati e qualche sfigato di studioso“.
R. Mutt “Ma servirà a qualcosa l’arte, dài”.
TED© “Sì, all’ego di chi sborsa milioni per mostrare agli amici un animale impagliato nel soggiorno”.
R. Mutt “Oddìo… Quindi l’arte è inutile?”
TED© “Mah, l’arte in generale non so. Per fortuna ci sono ancora il cinema, il teatro, la letteratura, l’architettura. Ma le arti visive, o come le vuoi chiamare tu, non mi pare abbiano una grande influenza sul mondo. Non interessano a nessuno. Al massimo ogni tanto fa notizia qualche provocazione, o le aste miliardarie, ma nient’altro”.
R. Mutt “Che tristezza. Mi stai uccidendo due volte. In pratica non sono servito a nulla”.
TED© “Eh, sei stato l’artista più influente della storia dopo Leonardo, questo sicuramente, ma non vuol dire niente. Anzi, se vai in giro a dire che oggi è il quarantennio della tua morte, sai con ogni probabilità la gente che risponde?”
R. Mutt “No, che risponde?”
TED© “Sti cazzi”.
R. Mutt “Sti cazzi?”
TED© “Sti cazzi“.
R. Mutt “Sti cazzi…”
TED© “Esatto. Sti cazzi“.
R. Mutt “Ehhh, va be’, che posso dirti…” Si alzò dalla sedia, raccogliendo gli scacchi “…sti cazzi!”
- Nel 1963, al Museo d’Arte di Pasadena, Duchamp si esibì in una partita a scacchi con una ragazza nuda – Eve Babitz. [up]
- Sì, quarant’anni fa! [up]
Sauro, 2 ottobre 2008
Io, se può servire a consolarti, rimango indifferente anche di fronte a Caravaggio e Tiziano. Cioè, non sono colpito da niente che sia arte visuale. Niente. Boh. Senti, passiamo alle cose serie: le volte in cui non ho scopato sono moltissime. Tu pensi che anche nel mio caso sia per colpa di Mutt?
TED©, 3 ottobre 2008
Bisogna vedere chi rimorchiava Mutt. Se lo hai visto sempre con quelle che piacevano a te, allora credo proprio che sia stata colpa sua.
Sauro, 3 ottobre 2008
Mi sa che in vita mia devo averne conosciuti diversi, di Mutt
Ell, 23 settembre 2010
dovrei offrirti un caffè mattiniero sbadigliando.
ci siamo cascati in molti.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.