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Una rana è una rana è una rana
Posted By TED© On 26 maggio 2008 @ 21:55 In Yahwn | Comments Disabled

L’arte contemporanea è micidiale nel raccogliere dissenso. E’ difficile trovare un catalizzatore di proteste così vasto. Non c’è settore della società che non si trovi un giorno costretto a prendere le distanze, a urlare indignazione, a manifestare sdegno. Fascisti, comunisti, animalisti, uomini di religione, politici. Un mitra impazzito che gira come una trottola senza risparmiare nessuno.
Ed è anche normale che accada, se l’irriverenza è diventata forse l’unico vero minimo comun denominatore di avanguardie artistiche che, dagli anni ’60 in poi, hanno vissuto di provocazioni tout-court, a volte anche pretestuose o incomprensibili. Ma è comunque un’arte spietata, che con cattiveria si nutre della società, smascherandone i ridicoli conformismi.
In Italia le provocazioni artistiche trovano terreno fertile. E’ il vantaggio di avere il Vaticano in casa. Un popolo di bacchettoni come il nostro è anche troppo facile da mettere alla berlina. In molti ricorderanno la Madonna [1] che tanto scalpore creò a Bologna l’anno scorso, dalla quale anche un bolscevico come Cofferati prese le distanze.
Questa volta tocca alla città di Bolzano. Un vescovo si è infuriato perché al Museion, in pieno ingresso, è stata esposta una rana crocifissa.
Cazzo, hanno crocifisso Kermit! Ma che, neanche quello. O almeno non ci assomiglia per nulla. E’ solo un pupazzo verde smaltato a forma di rana, affisso alla croce con un boccale di birra e un uovo. Un pupazzo decisamente buffo.
Ieri poi è arrivata la presa di posizione del vescovo Egger: «La rana crocifissa ha stupito tanti visitatori del Museion e li ha feriti nei loro sentimenti religiosi. Anche se l’autore e il Museion non hanno avuto questo scopo, esiste il diritto che i propri sentimenti religiosi vengano rispettati. Oggi i simboli della fede cristiana vengono spesso disprezzati. Oggi giorno però è fondamentale il rispetto per i simboli e i sentimenti religiosi. Una mostra di opere simili non aiuta la pace tra le culture e le religioni».
Credo che se un giorno la chiesa cattolica dimostrerà un incremento di ironia pari all’1% il pianeta terra verrà spazzato in un iperuranio perfetto, che non necessiterà più di sole, di acqua, di cibo.
Di tutte le provocazioni religiose della storia dell’arte, questa è forse la più blanda e debole che abbia mai visto. Di fronte a una cazzata del genere, mi viene davvero difficile immaginare come ci si possa indignare. Non sarebbe più facile farsi due risate? No, impossibile, su certi temi è un’impresa, quasi un’onta, come quando da piccolo racconti le barzellette su Cristo a voce bassa. Lo dimostra anche il direttore del Museo, Antonio Lampis:
«una crocifissione è sempre un invito a riflettere sulla sofferenza».
Ma vaffanculo pure tu, va.
Inoltre, l’opera in questione è del 1990. No, dico: millenovecentonovanta. Sono passati quasi vent’anni.
Chissà allora che reazioni avrebbe potuto suscitare una retrospettiva di Andreas Serrano [2]. Ci sarebbe voluto l’aiuto dei vigili del fuoco: gli estintori non sarebbero bastati per spegnere le fiamme del demonio.
E’ incredibile come passino gli anni e non si riesca proprio a digerire l’idea che anche la religione cattolica possa essere schernita. Si trova il modo di trovare offensivo un messaggio che non vale dieci secondi di una puntata dei Griffin [3].
Nel paese in cui una ranocchia in un museo per pochi appassionati può fare scalpore, Daniele Luttazzi [4] può solo stare a casa a sognare la tv.
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[1] Madonna: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/18/Madonna_piange_sperma.shtml
[2] Andreas Serrano: http://it.wikipedia.org/wiki/Andres_Serrano
[3] Griffin: http://it.youtube.com/watch?v=-XLpC-gGDsM
[4] Daniele Luttazzi : http://it.youtube.com/watch?v=qGat5K3kcwQ
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