In Mercedes con il fango sotto i piedi

dalla noia di TED©

Nella mia città, deve esistere una formula segreta che mette in rapporto direttamente proporzionale il prezzo del petrolio in orari insulsi e l’intasamento della viabilità in orari insulsi. Più cresce il costo del barile, più trovi il traffico intasato a metà mattinata. Senza un’equazione, risulta difficile capire perché il centro di una città possa riempirsi di auto alle 10.30, 11.00. Come se fossimo in un’enorme liceo e tutti si riversassero in strada per l’ora di ricreazione, ma in automobile. E la crescita del prezzo dei carburanti non sembra spaventare nessuno. Anzi, temo che per i 200 dollari al barile qui dovranno costruire le strade sopraelevate.
Non è l’aumento della macchine in circolazione il punto della questione. Anche perché è una tendenza a quanto pare diffusa e parlarne mi poterebbe a sfociare nel qualunquismo johnnystecchiniano sulle arterie cittadine soffocate dalle auto, lo smog che uccide gli oliveti, la gente che impazzisce per il volume dei clacson e si affilia alle ‘ndrine locali. Il mio interesse è temporale.
Che cazzo ci fa la gente in giro in macchina alle 11 di mattina? Non dovrebbe essere impegnata a fare altro, tipo procurarsi da mangiare?

Mettiamo caso che alcune di quelle auto siano in giro per lavoro, stiano facendo la ronda per il pizzo o appartengano a idraulici che vanno a tenere compagnia a casalinghe in crisi coniugale, tutte le altre che fanno? Nulla? Direi di sì. Quindi sono costretto a pensare che appartengano a disoccupati che non sanno come impegnare il tempo se non gasando i concittadini. Il tasso di disoccupazione in Calabria è alto, non c’è da meravigliarsi se gran parte della popolazione non ha impegni durante la mattina. Il problema ora è spiegarsi con cosa riescono a pagarsi la benzina e, soprattutto, le macchine. Perché, guardandosi attorno, non è che le strade siano affollate di utilitarie. Pandini e vecchie Peugeot scassate non coprono le dita di due mani. Invece di Mercedes, BMW, generiche jeep, ne vedi quante ne vuoi.
Si potrebbe supporre che questi ossimori viventi abbiano tutti un bel patrimonio alla spalle da sputtanare facendo cinque metri con tre litri di benzina. In realtà, non hanno niente. Nessun macchinone, nessun SUV. Girano su ologrammi, comprati in leasing o con comode rate che non esauriranno mai perché saranno sempre pronti a rivendere l’auto al momento opportuno.

Si parla tanto della lotta alla povertà nel Sud ma non ci si rende conto che è un processo attivo da anni. Sta scomparendo nell’immagine. Appariremo tutti su un pavimento di lingotti d’oro, mentre il fango che abbiamo sotto i piedi si sgretolerà lentamente.

9

maggio

2008

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.