Regium Waterfront
Leggendo E’ lifestyle, magazine diretto da [attenzione, segue marchetta parentale, astenersi perditempo] mia cugina, scopro che a Reggio Calabria, grazie a un Decreto Reggio (giuro che si chiama così, prendetevela con loro), verrà realizzato il Regium Waterfront, struttura polifunzionale ospite del Museo del Mediterraneo. A vincere il bando per la progettazione, il disegno di Zaha Hadid, già autrice del MAXXI di Roma.

Ne è venuto fuori un lavoro tra lo straordinario e il fantascientifico che, visto il posizionamento, simile al Teatro dell’Opera di Sidney, trasformerebbe Reggio Calabria in uno dei più begli affacci sul Mar Mediterraneo.

Già, perché, senza scomodare D’Annunzio e il suo “il chilometro più bello d’Italia”, dato che D’Annunzio mi fa venire l’orchite, il Lungomare Falcomatà di Reggio è una vera delizia dell’urbanistica. Con l’aggiunta del Waterfront della Hadid, si alzerà un livello già altissimo.

Per meglio gustare le bellezze della città, pare che l’amministrazione comunale abbia deciso di donare ai turisti un comodo gadget: un paraocchi (o in alternativa un busto per il collo), così da evitare disturbi durante la visione del Lungomare.
Con questo non s’intende dire che Reggio Calabria, riva esclusa, sia una brutta città, assolutamente. Ha solo qualche problemino di abusivismo edilizio. A volte basta chinare il capo di 45° verso l’alto per trovarsi di fronte a un agglomerato di Giacomo Costa.

Certo, non siamo a questi livelli, ma l’immagine che ho scelto rende l’idea. Palazzi in cemento, quasi tutti dai sei piani in su, posti in alto, con mattone spesso non intonacato, o con struttura ancora da terminare. Questo, più o meno, è un paesaggio tipico calabrese.
Ogni volta penso allo stupore di chi arriva da fuori e assiste allo spettacolo. Immagino che il contrasto col Regium Waterfront possa aumentare l’impatto (e il disgusto) per chi non è abituato.
Ma su questo mi ero già espresso. Il trucco, per le amministrazioni locali, è a portata di mano. Basta trasformare l’abusivismo in attrattiva turistica, con percorsi guidati, ciceroni, mappe, guide vocali elettroniche per non vedenti. Il piatto sarà più digeribile.
karma, 8 aprile 2008
fantastupendo!
spero che lo costruiranno veramente ed in breve tempo
Sauro, 9 aprile 2008
L’ultima foto fa paura. Anche la prima, però… sembra una colata di mercurio uscita da un miliardo di termometri.
tristanozero, 9 aprile 2008
sei il cugino di Vale?! che piccolo il mondo… io quando sono finito sul tuo blog nn ne sapevo nulla… io ci ho collaborato e ci collaboro con E’-lifestyle, forse hai visto qualche mia foto nei nr passati…
TED©, 9 aprile 2008
Carramba!
E il tuo nome qual è? Tristano Zero?
ferrigno, 10 aprile 2008
ragazzi che meraviglia. Quasi quasi cambio residenza. Ma si vedrà anche dal satellite, è la nona meraviglia!
tristanozero, 13 aprile 2008
no, il mio nome è Reno Riggi… ti dice nulla? finora ho pubblicato 4 foto sulla rivista, di cui l’ultima nel nr invernale nella rubrica E’ frame…
Archistar, 1 luglio 2008
Non capisco perchè questa tagliente ironia verso una città che cerca di riprendersi il proprio territorio e svilupparlo dopo che per anni è stata la Reg(g)ina della Cronaca Nera..
L’abusivismo non è un male della sola città di Reggio, come, del resto, la spazzatura non è solo un prolema di Napoli..Fatevi un el giretto per le vie della Capitale..
Buona passeggiata(tra fori imperiali cacche di cane)!
TED©, 1 luglio 2008
Era solo ironia, appunto.
Il Regium Waterfront è un bella notizia, per quel che mi riguarda e per quanto possa valere la mia opinione.
Fa solo ridere il contrasto tra le cose.
Che l’abusivismo sia un problema di tutta l’Italia è un conto. Ma che questo al Sud sia esponenziale, endemico, capillare, è un altro. Io raramente ho visto città che ti accolgono con case abitate da vent’anni che hanno ancora mura non intonacate, fondamenta esposte. Qui a Lamezia si vedono certe mostruosità in entro abitato da terzo mondo.
salvatore, 18 settembre 2008
Che sia ironia mi fa piacere ma che si dicano fesserie e’ un ‘altra cosa: “Palazzi in cemento, quasi tutti dai sei piani in su, posti in alto, con mattone spesso non intonacato, o con struttura ancora da terminare. Questo, più o meno, è un paesaggio tipico calabrese” lei ha scritto.
Per sua informazione la Calabria e dico meglio Reggio Calabria e’ zona sismica di I° grado e quindi i palazzi sono al MAX di 5 piani.
Lei dove li ha visti?
Comunque se viene a Roma la porto al CORVIALE non a piazza di Spagna cosi vedra’ il palazzo piu’ lungo del mondo (circa 1 KM) dove vivono i diseredati della capitale.
Saluti, Ing.S.Panzera
TED©, 18 settembre 2008
Guardi, io abito a lamezia terme in un palazzo di sei piani, fatto in una struttura tra l’altro iperstatica che, per quel poco che ne so, non è il meglio dell’antisismico. E così tutto il mio quartiere.
Che poi in Calabria esista l’abusivismo edilizio non mi pare sia un’eresia. Io a Reggio ci sono stato più volte, e se non erano sei, erano 5, i piani, ma non mi sembravano tutti edifici da “piano regolatore”.
Io non ho detto poi che Roma sia meglio. Corviale non l’ho visto ma so bene che tipo di palazzo è. C’è anche una bellissima canzone di Max Gazzè.
“Corviale che prende il volo e si tiene il cappello con le mani, accanto a una donna che prega l’eclissi di periferia”.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.