Io faccio una scoreggia, voi mi adorate

Uno dei pregi di Quentin Tarantino è la stitichezza. Piuttosto che realizzare un film fastfood, ha sempre preferito dedicarsi a progetti a làtere, collaborando con l’amico Rodriguez, partecipando qua e là come attore, sceneggiatore, co-autore, produttore, etc.
Con Grindhouse, ‘sto stronzo, ha cambiato le carte in tavola. Film doppio, realizzato con Rodriguez, è arrivato in italia in due parti (quella di Tarantino si intitola A prova di morte). Un film fastfood che più fastfood c’è solo l’indigestione, con il quale dimostra di essere arrivato al livello “Io sono Tarantino e anche se faccio una scoreggia, non solo correte a guardarla, ma vi piace pure”. E, porca puttana, è vero (cazzo).
Una pellicola tutta figa e motori, con un Kurt Russel psicopatico, mazzate, corse, inseguimenti, scene splatter, dialoghi serratissimi, Jon Voight sbirro mezzo rincoglionito. Tutto divertente, con il ritmo che sale a 300 km/h.
Non sono riuscito a cogliere tutti i riferimenti cinematografici e telecinematografici di cui è pieno. Mai visto nessuno dei film o telefilm citati dai protagonisti, che non parlano d’altro. In pratica è un metab-movie, dove Tarantino mostra anche tutta la sua spocchia tecnica. Accorgimenti da film di serie b, con montaggi sbagliati, tagli crudi, pellicole bruciate (del tipo ma non lo senti come suona male da Dio) si alternano a carrellate lentissime, piani sequenza (bellissima un’autocitazione de Le iene), bianco e nero, colore. Irritante, perché finisce pure che ti tiene incollato. Cioè, ci ho preso un cazzo di gusto a vedere ‘sti sadici americani di merda che si inseguono massacrandosi di sportellate. E ridevo di continuo, come un coglione (a parte il finale, che fa schifo).
Vaffanculo, ora mi toccherà vedere il film di Rodriguez e tutti i fake-trailer.
zombolo, 5 aprile 2008
l’ultimo film che ho visto di tarantino è stato pulp fictio, fa un po’ te…
LPR, 5 aprile 2008
I fake trailers sono probabilmente la parte migliore di Grindhouse. Detto ciò, a me è piaciuto di più la parte di Rodriguez, che si è ispirato abbastanza palesemente al film “Incubo sulla città contaminata” del maestro Umberto Lenzi.
patrick, 7 aprile 2008
Purtroppo ce li siamo persi, i fake trailers, nei cinema italiani. In compenso la versione di Grindhouse (che poi sarebbe death proof) è meglio lunga… un gran gusto, in effetti.
p.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.