Oltre la discografia Indie

da una pausa di TED©

Yuppie Flu

Una volta la speranza erano le etichette indipendenti. In un futuro prossimo, talmente prossimo da essere presente, anche queste si dimostreranno superate e obsolete, perché superate e obsolete saranno le etichette, le case discografiche in sé. Il futuro è la vendita e promozione diretta, in peer to peer diretto con l’artista, gratis, in offerta, a prezzi bassi e bassissimi.
La spinta all’innovazione parte dall’alto, con Rainbow dei Radiohead prima e Ghost dei Nine Inch Nails dopo. Ma arriva fino al basso e ai gruppi minori.

Anche gli anconetani Yuppie Flu hanno messo a disposizione in rete il loro ultimo disco, Fragile Forrest. Dalla home del sito, si può acquistare il cd in formato mp3 (con offerta libera, pari anche a zero euro), in mp3 con il cd edizione limitata (15€), in mp3 con il cd e la t-shirt (25€). Con 50€ ti dànno anche un pupazzo dei membri del gruppo e un pacco di cartine Smoking Gold (scherzo, eh, non sia mai che poi vi lamentate di non aver trovato l’offerta).

Il modello in-rainbow è rivoluzionario. Finalmente possiamo finanziare direttamente l’artista, raggirando casa discografica, SIAE, commerciante, Guardia di Finanza e Polizia Postale.
E’ inutile parlare ancora di uno scontro tra indipendenti e major. La discografia non serve più a nulla.

L’offerta degli Yuppie Flu, però, attualmente ha alcuni limiti evidenti.
Innanzitutto, non abbiamo possibilità di ascoltare un’anteprima del disco in streaming. E come faccio a stabilire se il disco è buono o meno? Devo andare sulla pagina MySpace. Ma non tutti hanno la pazienza o la voglia di cercare. Molti utenti vivono freneticamente i clic sul sito e, non trovando nulla, abbandonano la pagina. Io, per esempio, la pagina MySpace l’ho trovata solo dopo il download.
E se con i Radiohead e i Nine Inch Nails ti butti sulla fiducia, e invece di scaricare gratis il disco (o parte del disco, come nel caso dei Nine Inch Nails) posso anche pagare un prezzo minimo, col cazzo che do soldi agli Yuppie Flu alla cieca. Prima ascoltare, poi pagare. Ora come ora, scarico gratis punto e basta.

In secondo luogo, c’è un limite ai download giornalieri.

NOTA BENE: Per motivi tecnici i download gratuiti giornalieri sono limitati a 100. Se ricevete un messaggio di errore potete ritentare il giorno dopo oppure procedere all’aquisto1 (anche inserendo la cifra minima di 1 €).

Cento download al giorno per un gruppo come gli Yuppie Flu non sono pochi, ma, per esempio, ieri notte il limite era stato raggiunto e ho dovuto aspettare stamattina. Dalle Faq risulta che è un problema legato a E-junkie, il sistema di e-commerce cui si appoggiano per la diffusione del disco.

E-junkie has no transaction limit, no bandwidth limit, no setup fee and no transaction fee.

Questa frase è nella home di E-junkie. Potevo non incuriosirmi? Mi sono iscritto alla trial della e-commerce, per testarla e girare un po’ nelle opzioni. Devo dire che il sistema è figo e all’avanguardia, semplicissimo da usare su qualsiasi spazio web (basta aggiungere una stringa di codice sul blog ed è fatta) con prezzi (relativamente) bassi. Non ho però trovato nessuna voce sui limiti di download. Se non la possibilità di settare, quindi scegliere e modificare, i limiti di download per ora, o quella di far morire il link di download che giunge via mail dopo un tot di accessi.
Il limite di 100 download non sono riuscito a rintracciarlo, nulla da fare. Sarà forse legato all’offerta scelta dal gruppo (anche se non ho trovato niente che chiarisca). Non avendo nessun motivo per farlo, ho evitato di registrarmi a un servizio a pagamento. Quindi mi tocca credere alla storia dei 100 download sulla fiducia.

E’ un tentativo subdolo di far comprare il disco?
No. Purtroppo E-Junkie, il sistema che usiamo per la distribuzione dei file digitali, consente di distribuire solo 100 download gratuiti al giorno per non rischiare di intasare i server che distribuiscono i files.

Ok, non è un trucco per vendere, ma, non essendoci streaming sul sito, non aiuta. Chi passa a limite raggiunto, magari invece di offrire un euro, o un centesimo, rinvia il download e non passa più. Scaricare il disco gratis permette quantomeno di testare la qualità del prodotto e di acquistarlo in un momento successivo, in formato digitale o in cd (con T-Shirt. Cazzo sai, finisce che per un ascolto diventi pure fan).

Prima di chiudere questo prolisso post, voglio soffermarmi su un ultimo aspetto. Le e-commerce sono da sempre un grosso scoglio economico per chi voglia vendere prodotti on line. Il sito di Fragile Forest, realizzato in Drupal, CMS Open Source, dimostra come raggirare il problema. E’ tutto gratis (se si esclude la minima tariffa di E-junkie). Volendo, un sito identico si può realizzare anche con WordPress, grazie a un plugin.
Se si ha un minimo di capacità grafica, o si trova un grafico amico che lavora gratis o ti propone tariffe basse, visti anche i prezzi annui di hosting, la vendita e la promozione on line di prodotti propri palesano limiti economici sempre più irrisori.

  1. Ho fatto copia e incolla. L’orrore di battitura è loro. [up]

2

aprile

2008

  • a, 2 aprile 2008

    Io, gente che si chiama Yuppi Flu, non mi sarei fidato.

  • TED©, 6 aprile 2008

    Il disco l’ho ascoltato e mi è piaciuto.

  • yuppies, 21 aprile 2008

    ciao!
    solo per segnalare la veridicità del limite dei 100 download gratuiti giornalieri, che è presente in tutte le fascie di prezzo dei servizi di ejunkie. questo sotto è un link ad una discussione sul forum di ejunkie.
    Effettivamente non è segnalato nelle features del sistema ma purtroppo è così, noi l’abbiamo scoperto quando abbiamo messo in download gratutito un brano in anteprima qualche settimana prima dell’uscita dell’album.
    Un saluto a tutti!
    YF
    http://www.e-junkie.com/bb/topic/1696

  • Dodo - Yuppie Flu, 21 aprile 2008

    Articolo interessante così come il resto del blog. E non solo perché parla di noi.
    Così interessante che in proposito faccio volentieri tre puntualizzazioni/riflessioni:
    1. Che E-junkie consentisse solo 100 download gratuiti al giorno ha sorpreso anche noi, visto che, come hai notato, non è segnalato da nessuna parte nel loro sito. Ce ne siamo accorti quando abbiamo cominciato a distribuire il singolo prima dell’uscita del disco e non avendo alternative praticabili abbiamo deciso di accettare il compromesso. Inoltre avrei volentieri fatto a meno di Ejunkie e sviluppato un sito Drupal 100% se non fosse che il limite degli economici shared hosting è che è impensabile utilizzarli per distribuire molti dati con affidabilità come nel caso di file digitali ed eJunkie offre non solo un’ecommerce facile da implementare ma anche lo spazio e la banda necessaria per distribuire i files senza preoccupazioni.

    2. Il fatto che non si debba pagare qualcuno per farsi realizzare sito e grafica non significa che il tempo e le capacità che comporta non siano contabilizzabili. Ovvero avrei preferito pagare qualcuno di fidato per farmi realizzare sito e grafica e poter dedicare più tempo a quello che mi preme di più (la musica). Oggi i musicisti indipendenti devono sapere fare grafica, web design, marketing, promozione ecc. Se da un lato questo garantisce un controllo della vita del ‘prodotto’ molto stretto e dunque, spesso, la sua genuinità, d’altro canto non può che inficiare sulla qualità della cosa più importante: la musica; per l’uscita di questo disco abbiamo lavorato così tanto per il contorno che ci siamo trovati a dover correre sulla cosa che ci preme di più: la preparazione del live. Spero stia riuscendo bene ma sicuramente avrei preferito passare due mesi in più in sala prove a curare ogni dettaglio di ogni singola canzone piuttosto che passare 3 settimane davanti al PC a spulciarmi come funziona Drupal e capire quale sarebbe stata la soluzione migliore per distribuire il disco (per quanto faccia con passione sia uno che l’altro). Spero si capisca cosa intendo e sia chiaro che non voglio certo lamentarmi.

    3. Stiamo lavorando sulla possibilità di ascoltare l’album prima di scaricare. Ci è sfuggito in prima battuta ed ora stiamo cercando il modo migliore di farlo.

  • TED©, 21 aprile 2008

    @Dodo: Intanto, grazie per l’intervento e per i complimenti. Mi fa piacere che tu abbia lasciato traccia del tuo passaggio. Spero di aver guadagnato feedelizzazioni :-)
    Ti rispondo punto per punto.

    1. Sinceramente quando ho visto che la e-commerce si appoggiava su un sito esterno (conoscevo di sfuggita e-junkie) ho storto un po’ il naso. Pensavo si trattasse di una e-commerce completa, col cartello integrato. Il sito esterno rallenta. Certo, la questione degli hosting a basso prezzo con limiti di bandwidth o affidabilità esiste, ma, anche se rischio di dire una cazzata, perché non è proprio il mio terreno, m’informerei su qualche offerta di hosting economico senza limiti di bandwidth. Io sto conoscendo Dreamhost che non è male. Ha un limite di 500 gb (tantissimi comunque) e ogni tanto pizzichi dei DNS lentucci, ma non ha limiti di bandwidth e un casino di tool per i CMS php.

    Sempre a proposito di e-commerce, fossi stato in voi, avrei usato WordPress. Sono di parte, perché uso solo quello, e conosco anche poco e niente Drupal, ma WordPress ha una community di gran lunga più vasta, e con i vari plugin a disposizione (compreso e-commerce), sta diventando un CMS coi controcazzi. Credo che tra qualche anno sarà tra i numeri uno in assoluto.

    2. Quando parlavo di grafica gratis, o a pochi soldi, non mi riferivo di certo a voi. Lì parlavo in generale delle potenzialità offerte dal web 2.0, con costi sempre più bassi, che aiutano la promozione di un disco per gruppi emergenti, ma più emergenti di voi. Sarà che vi ascolto da un paio d’anni e vi considero quasi affermati.
    Sono d’accordissimo che il lavoro di grafica vada contabilizzato. Io ci mangio, figuriamoci. Era solo un elogio a pieni polmoni del futuro in rete.

    3. Esistono svariati plugin, almeno per WordPress, che dànno possibilità di creare podcast, radio in streaming, etc. Credo che ci sia qualcosa anche per Drupal.

    In ultimo, forse lo hai letto nel commento qui su, ti dico che il disco mi è piaciuto, ma forse, rispetto ad altri, vi siete lasciati andare un po’ di più su atmosfere emo. Preferisco qualche schitarrata, a volte.

  • Dodo - Yuppie Flu, 21 aprile 2008

    Effettivamente mi sono ‘feedelizzato’. Per il resto
    1. la questione della banda dati non è chiarissima nemmeno a me (non sono così esperto) ma so per certo che quelli di Site5 (altro provider paragonabile a dreamhosting e che ospita il nostro sito) a cui avevo fatto presente le nostre necessità mi hanno sconsigliato l’utilizzo del loro shared hosting che pur offrendo 15 TB di banda mensile non può supportare picchi elevati giornalieri come quelli che si sono verificati i primi giorni quando con 100 download di 50 Mb si sono fatti 5 Giga di download al giorno… e non volevo assolutamente problemi proprio al momento del lancio.
    2. Vero. Come è vero (come hai fatto presente) che da sempre viviamo anche grazie al supporto e la partecipazione di amici che hanno sempre lavorato gratis, o quasi, spinti solo dalla passione. Volevo solo far notare che questo lavoro ha ugualmente un valore anche se non ha un prezzo.

    Detto questo, vado a letto per la fatica. Pensare troppo mi fa male.

  • TED©, 24 aprile 2008

    @yuppies: scusa il ritardo, ma solo ora ho notato che il tuo commento era finito nello spam.

  • Daniele, 5 maggio 2008

    Ciao, sono venuto a conoscenza che anche gli YuppieFlu avevano intrapreso la strada indicata dai RadioHead…. poi per informarmi sulla cosa sono arrivato al tuo blog, mi interessa molto l’argomento visto che suono in una band (justine dusk), abbiamo il disco pronto ma dopo mesi e mesi non sappiamo che fare visto che non abbiamo trovato etichette valide per suppotare il nostro disco, quindi abbiamo pensato che questa soluzione possa essere la strada giusta in vista dei cambiamenti che sta avendo il mondo discografico…..
    purtroppo nn riesco a capire quale è il modo migliore per farlo, potresti darmi qualche consiglio?
    grazie
    ciao

  • Io il diavolo, loro i fratelli Acher | Potamocheri, 18 novembre 2010

    [...] che almeno il gruppo, sulla scia dei Radiohead, scegliesse di superare la dimensione discografica nella promozione/vendita del CD. Invece nulla, anche se il prezzo è abbordabile. Io comunque [...]

  • Damien feels fine | Potamocheri, 27 novembre 2010

    [...] che, mentre credo che in campo musicale una strada simile possa essere intrapresa anche da gruppi meno fortunati dei Radiohead, in campo artistico bisogna avere delle spalle belle grosse. Ma Oliver Baker, [...]

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.