La Cantante Che Fa i Vocalizzi

Forse non ve ne siete accorti, ma l’Italia è afflitta da un nuovo male, un virus che la colpisce senza distinzioni di classi, dall’alto verso il basso e viceversa: la Cantante Che Fa i Vocalizzi. La potete trovare in un concerto in piazza, in un tristissimo pub che nonostante sia il 2008 inoltrato mette ancora su il karaoke, in un saggio di danza della vostra sorellina quattordicenne al teatro, al concerto di chiusura dell’anno didattico liceale o universitario, alle feste di CL e/o della Sinistra Giovanile, forse anche in un centro sociale. La Cantante Che Fa i Vocalizzi è una piaga preoccupante, pervasiva e inarrestabile. Si nasconde in tutti gli angoli della vostra vita, non sentitevi mai al riparo. Quando meno ve lo aspettate, vi pugnala alle spalle con inconfondibili vagiti da orgasmo interrotto.
La Cantante Che Fa i Vocalizzi si presenta come un male incurabile. Però qualche spiraglio di speranza sembra sia ancora aperto. Conosciamo infatti con certezza la provenienza del ceppo originario del virus: Maria De Filippi. Grazie a lei si è diffuso il contagio. E’ stata lei a imporre il paradigma della cantante pop-soul-rythhm&blues stile Beyonce delle Destiny’s child. Per colpa sua, e dei suoi istruttori, bimbette in cerca di crisi psicotiche da fallimento mediatico sono assuefatte dall’idea che per fare una COVER di un pezzo stra-sentito bisogna essere ARTISTI e saper PERSONALIZZARE con continui ohoohohhohohooo. Il tiro al bersaglio contro giugulare mugulante non è l’unica chance di salvezza. Possiamo e dobbiamo colpire il virus alla radice. Distruggiamo i reality di talent scouting prima che sia troppo tardi. Distruggiamoli prima di piangerci addosso per quanto era brava e unica Mina e quanto è brutta invece la mediocrità di qualità.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.