L’ipocrisia rituale

da un incubo di TED©

Vattianti

In chiusura di Settimana Santa, per tutta la giornata di Venerdì e la mattinata di Sabato, a Nocera Terinese (CZ) si consuma il rito dei Vattìanti. Uno stuolo di fedeli invasati1 scende per le strade del paesello per mettere in scena i momenti finali della Passione di Cristo, dando vita a un truculento spettacolo tale da far impallidire Passion di Mel Gibson, che almeno ha avuto l’accortezza di usare finzione scenica ed effetti speciali. A Nocera Terinese è tutto vero. I protagonisti della rappresentazione camminano, piangono, urlano e si colpiscono ripetutamente ai polpacci con delle piastre circolari di legno con affissi chiodini.
Onestamente, non ho mai avuto né il coraggio né tanto meno la voglio-slash-curiosità di assistere all’evento.

A ogni modo, il fenomeno dei Vattìanti, al di là di un’analisi di antropologia del teatro, disciplina che prima di essere nominata dovrebbe anche dare anche all’umanità una valida motivazione di esistenza nel mondo dello scibile, è una delle tipiche contraddizioni della Chiesa, sempre pronta, da un lato, a promuovere l’etica del sacrificio del fedele, spingendolo ad atti di sottomissione mistico/masochistica di fronte alla divina provvidenza, mentre invece, dall’altro lato, le alte sfere ecclesiastiche gozzovigliano in banchetti con la politica, intasando i gangli istituzionali della vita di un cittadino.

L’ipocrisia fatta rituale.

  1. Lo so, scrivere anche “fedeli” è stato tautologico. [up]

22

marzo

2008

  • azael, 23 marzo 2008

    una religione che santifica il dolore ed il sacrificio è una religione in grado di immaginarsi solo divinità mediocri

  • massimo, 26 marzo 2008

    La stupidità unita all’abissale ignoranza, non solo antropologica ma storica ha permesso all’autore del testo di scrivere imbecillità del genere. In effetti, chi può definirsi più invasato di chi scrive senza aver mai assistito ad una manifestazione? Consiglio all’autore di documentarsi prima di imbrattare il web con tali scemenze ed offendere oltre che un intero paese, persone che certamente sono invasate ma di una fede piena e totale.
    Sulla mediocrità delle divinità, espresse da azael, non nutro il minimo bisogno di replicare, usando per lui le stesse argomentazioni espresse per l’autore.

  • Sauro, 26 marzo 2008

    La messa è finita: andate in pace.

  • TED©, 26 marzo 2008

    @massimo: ti do ragione, usando l’espressione “invasati” ho peccato di superficialità e frettolosità di giudizio. Non era mia intenzione offendere o mettere in discussione la fede dei partecipanti al rito, ma solo ironicamente segnalare l’estraniamento provocato da un rito così crudo. Sono, quindi, pronto a scusarmi con te e gli abitanti di Nocera.

    Ci tengo però a sottolineare che l’intenzione del post era quella di evidenziare il contrasto, a mio avviso tipico della chiesa cattolica, tra lo spirito di sacrificio predicato ai fedeli e le sfere alte delle istituzioni ecclesiastiche. Cosa che dico chiaramente col post. Ho usato i Vattianti proprio perché, in qualità di fenomeno estremo, forse manifestano con più forza il concetto.
    Magari mi sbaglio, magari sono prevenuto, ma è quello che penso.

    Sono sicuro altresì che, se il contenuto del post appare un insulto, è solo colpa mia, che non sono stato capace di esprimermi a dovere.

  • massimo, 27 marzo 2008

    Ted: quello che mi ha spinto a commentare il tuo post non è stato tanto l’impulso a ribattere a cose negative o superficiali già dette o scritte da altri.
    Penso che certe manifestazioni popolari, come i Vattianti, debbano essere valutate con maggiore attenzione e spirito critico. Uno scenario come quello della “Festa” legata alla Pasqua, la partecipazione popolare con riti certamente poco usuali, da a mio giudizio una visione diversa da quella alla quale siamo abituati nella vita quotidiana. Il consumismo sfrenato, l’individualismo esasperato, la rincorsa verso il benessere effimero dato dall’”Avere” e non dall’”Essere” certamente cozzano rispetto ad una manifestazione ove, ti assicuro, l’Essere prevale su tutto.
    Ho assistito parecchie volte al rito, facendo centinaia di km per raggiungere Nocera. Ho superato l’iniziale superficialismo con un accostamento critico, ma insieme assetato di conoscenza. Ti assicuro che ho cambiato idea da subito. La “pietas” popolare ha prevalso sull’effimero del consumismo. Lo sguardo di quegli Uomini, non ti commuove. Ti fa riflettere sul senso della vita.
    In quanto alla Chiesa, penso che l’accostamento alla manifestazione così come descritto da te, non corrisponda al vero. Ti consiglio di assistere in futuro alla manifestazione e forse cambierai anche tu idea su tante cose.
    Saluti

  • Felice, 28 marzo 2008

    credo che il fenomeno sia un po più complesso di quanto riportato…
    ciò che dici riguarda solo la superfice di un fenomeno spirituale ben lungi lontano dalla gerarchia della chiesa romana.

    I catari ad esempio massimo esempio di spiritualità cristiana massacrati da Roma usavano insieme alla meditazione e alla preghiera del cuore la mortificazione della carne come gli yogi indiani….

  • TED©, 28 marzo 2008

    Sono d’accordo con te, Felì. Io guardavo alla superficie della gerarchia romana-ecclesiastica, era solo quello il mio interesse. Ho utilizzato il paragone col rito proprio per evidenziare un contrasto forte.
    So bene che le radici antropologiche di riti simili sono arcaiche. Molta parte del post era ironica, sarcastica, paradossole. Ma, come ho detto prima, se non è trapelata è solo colpa mia. Mi prometto silenzio eterno sull’argomento :-)

  • Manuela, 31 marzo 2008

    dopo un po’ di tempo torno in questo blog ed ecco che trovo il post sui Vattianti, impossibile non commentare da parte mia visto che, per motivi di strette parentele, sin da bambina partecipo a questa manifestazione.
    Per Edo: non per fare la maestrina ma non è carino secondo me, scrivere di una cosa che non conosci, sia pure usata per una critica nei confronti della Chiesa. Secondo alcuni l’origine del rito sarebbe pagana e per un certo periodo la Chiesa ha anche proibito il rito…Non so dove tu abbia letto di urla e pianti disperati da parte loro ma ti assicuro che non c’è niente del genere.
    Per Massimo: non sarei tanto sicura della fede incindizionata alla base del rito, da qualche anno credo stia diventando una stupida forma di narcisismo

  • massimo, 31 marzo 2008

    Per Manuela
    Credo che il narcisismo si manifesti in modo diverso che dal “battersi a sangue”. Evidentemente la tua assidua frequenza alla Pasqua di Nocera ti ha “assuefatto” ad una certa visione delle cose. Prova, se ci riesci, ad andare a Nocera una settimana prima del rito. Prova a parlare con qualche Vattiente. Prova a vederli nella loro quotinianità, e poi scoprirai anche tu che, alla base, come radice di una scelta inusuale, c’è una profonda convinzione di fede. Il narcisismo da te citato, certamente cozza con una pratica di flagellazione che rappresenta l’antitesi all’effimero.

  • TED©, 31 marzo 2008

    eh, manuela, mi sono già espresso nei commenti per chiarire che la mia posizione era paradossale ed eccessiva per accrescere il sarcasmo e il contrasto tra rito e chiesa “romana”. Ovviamente non mi è riuscito e, dopo questa figuraccia, taccio per sempre sull’argomento, giuro. :-)

  • Manuela, 31 marzo 2008

    ok perdonato :-)

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.