Uno su due

da una pausa di TED©

Uno su due

Dopo la visione di Uno su due, ho capito di aver tendenze masochiste che non immaginavo. Pensare che dopo La febbre il peggio fosse passato è stato un errore, e il dubbio che forse sarebbe stato meglio farsi recidere i genitali con un Philips Arcitec piuttosto che guardare il terzo film (su quattro) con Fabio Volo rimarrà per sempre. Un film del tipo “Tiziano Terzani è ancora tra noi”, con l’avvocato giovane ricco e cinico, convinto di esser malato terminale, con la fidanzata carina, allegra e coloratissima e un socio grasso e deficiente. Roba che ti autorizzerebbe ad andare armato di machete sul set per fare strage di tutti i complici del film, dal regista alla truccatrice, dai protagonisti al tecnico delle luci. E dire che al mio io qualunquista Fabio Volo deejay, showman, o quello che cazzo è lui, sta anche simpatico.
Dagli errori e dalle sofferenze però c’è sempre da imparare, e il terzo film (su quattro) di Fabio Volo ti dice molto sul nostro cinema. Capisci che stai lì a piangerti perché girano a piede libero i vari Vanzina e Parenti, ma il vero problema sono loro, questi quattro fighetti convinti di portare alta la bandiera italiana, con film che hanno pure il coraggio di annoverare come cinema d’autore, ma che non fanno altro che ammiccare alla peggior commedia americana, coi suoi lustrini, luccichii, ragazzi belli e fichi, che vivono in un’Italia che non esiste, e che sono sempre e comunque trentenni falliti perché hanno ancora i mobili IKEA.
Ora Fabio Volo ha fatto un film con la Comencini. Con Ambra Angiolini, è pronto a entrare nella Grande Loggia degli Ocean’s Eleven all’Amatriciana.

Ecco perché gli italiani hanno sempre nostalgia dei film con Lino Banfi o Renzo Montagnani, o vivono eiaculazioni di massa per un Oscar alla migliore Sciampista. Le generalizzazioni non mi piacciono, ma se ogni volta che parlo di cinema devo sentirmi dire “ma no dài c’è Soldini, anche se un film sì e uno no, Garrone e mezzo Sorrentino”, se in America ci rappresenta Muccino e Ozpetek(!!) è tra le punte di diamante, significa che il cinema italiano fa schifo.

10

marzo

2008

  • p.s.v., 10 marzo 2008

    significa che è un grosso problema. che poi se ci pensi fabio volo vende un casino di libri, un po’ come la lettizzietto…

  • patty, 11 marzo 2008

    adesso non mi ricordo se questo film o se quello della comencini, e’ stato realizzato grazie ai contributi dello stato per il suo contenuto culturale.

  • anto, 19 marzo 2008

    Ho visto il bianco e il nero, con volo e ambra, è stato veramente penoso, situazioni e personaggi surreali, dialoghi allucinanti e ambra…ma perché la fanno recitare?? Alla fine devo concordare sul fatto che il cinema italiano ora come ora fa schifo. Eppure negli anni ’90 c’era stata una speranza di rinascita, però tant’è adesso siamo proprio alla frutta

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.