Fisiognomica

Venerdì pomeriggio ho incontrato un ragazzo che conoscevo quand’ero piccolo. Uno di quei tipi che frequenti nel cortile sotto casa, ma che col passare degli anni perdi completamente di vista. Mi ha guardato, come se mi avesse riconosciuto, e io, con savoir faire, ho fatto finta di nulla, puntando lo sguardo dritto ai piedi, come fanno i veri maleducati. Nonostante lo sguardo fugace, ho notato che il tipo, che ora proprio non ricordo come si chiama, forse Ferdinando, ma potrebbe essere anche Pietro, se non Stefano, aveva assunto col passare degli anni un aspetto che potrei definire “da sbroccato”. Alto più o meno quanto me, era ingrassato, con una lieve gobba, gli occhiali a fondo di bottiglia, gli occhi assottigliati, acne all’età di 28, 29 anni, e uno sguardo fisso nel vuoto, spiritato, di chi non scopa da un trentennio o comunque di un maniaco sessuale.
Ferdinando, Pietro o forse Stefano, mi ha fatto pensare che la fisiognomica di Lavater, anche se presa con le molle, è ovvio, non aveva poi tutti i torti. Ché le sfortune che spesso la vita ci portano tendono a deformarci come una statuetta di Das molle. Quando vedo persone come Stefano, Pietro o Ferdinando, mi chiedo cosa possa averle trasformate in quel modo.
Prendete uno come Giovanardi. Mi rifiuto di credere che la natura sia capace di mostruosità estetico-intellettuali di quella portata. Cosa potrà averlo ridotto così? Lo avranno forse abbandonato da piccolo in una fogna con le Tartarughe Ninja? No, forse è stato abbandonato con dei pinguini, così almeno ci spieghiamo la cattiveria.
E che dire di Tremonti, con quel tipico aspetto di chi da bambino subiva le angherie dei ragazzi del quartiere. Chi ti ha rubato i Transformers da piccolo per ridurti così, oh Giulio? (O forse erano le barbie?)
Lo stesso si può dire di Rotondi, anche se ha più l’aspetto di chi andava sempre in porta nelle partitelle in cortile (e veniva preso a pallonate in faccia).
Schifani è uno di quelli che riceveva solo rifiuti dalle donne; Gasparri era costretto a dare la merenda ai più grandi; Bonaiuti chissà cosa ha subito nelle scuole dei preti; Baget Bozzo chissà quante ne ha fatte nelle scuole dei preti.
Ma quello che ha subito le conseguenze più nefaste dalla vita, manco a dirlo, è Giuliano Ferrara. Quale mancanza di sesso può aver generato un ammasso così? Da quanti millenni si protrae questa astinenza? Astinenza che per lui, più che per qualsiasi altra persona, ha effetti disastrosi. La vita va difesa in ogni forma? Allora niente seghe: quelle per te, caro Giuliano, corrispondono a un genocidio.
A proposito di persone rincoglionite fino a deformarsi, oggi di là c’è un mio pezzo su Giovanni Lindo Ferretti.
antonio vergara, 4 marzo 2008
hai detto bene: sono scherzi della natura.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.