Scofield for president

da una pausa di TED©

Micheal Scofield

Curiosamente, sono tornato ad appassionarmi ai serial-tv proprio nel periodo di maggior crisi delle produzioni americane, con reiterati scioperi di autori e sceneggiatori a minarne continuità e, qualche volta, qualità. E’ cominciato tutto con Heroes, l’incarnazione televisiva dei sogni di un appassionato lettore di X-Men. Da allora non sono riuscito a smettere, anche perché, una volta terminata la seconda serie, mi è partita una crisi d’astinenza da eroinomane che mi ha costretto a cercare altre visioni. Così, su suggerimento pressante di alcuni amici, ho iniziato a guardare Prison Break. Devo dire che, terza serie a parte, sono rimasto molto soddisfatto. Il telefilm ha una solidità narrativa rara per i serial. L’unico difetto è forse quello di dare l’impressione di alternare la trama ai colpi di scena (anche in maniera ripetitiva, ma è normale in TV). E’ una storia spietata, quella di Prison Break. Un’evasione da un penitenziario dell’Illinois che attraversa tutti gli USA per giungere in Messico. Ogni singolo errore viene pagato a caro prezzo, tanto che alla fine è legittimo perdere il conto dei morti ammazzati.

Prison Break ha la straordinaria capacità di farti appassionare a un personaggio di un pedofilo (Teodor Bagwell, in arte T-Bag) e, peggio ancora, al protagonista buono (per quanto il concetto di buoni qui è piuttosto esile). Non lo avrei mai creduto possibile, gli eroi buoni, per giunta americani, mi son sempre stati sui coglioni. Ma il protagonista di questo telefilm, Michael Scofield, è diverso dagli altri. Un ingegnere che, per via di una specie di psicosi sviluppata nella (solita) infanzia travagliata, ha maturato la capacità di notare qualsiasi dettaglio minimo durante una qualsiasi situazione in un qualsiasi luogo (e con questo ho esaurito le scorte di qualsiasi fino all’anno prossimo). E’ di un’intelligenza sovrumana. Quando qualcuno crede di averlo fottuto, lui ha pronta una contromossa. Non c’è situazione che lo metta in difficoltà. Esce sempre a testa alta, quasi con una semplice scrollata di spalle.

Scofield è però la dimostrazione che gli americani sono dei veri cazzoni. Tutto questo talento e lui che fa? Pensa a far evadere dal carcere quell’animale del fratello. Va bene che è condannato a morte, ma, vaffanculo, tu puoi fare altro, Michael. Potresti concentrarti, che ne so?, sulla recessione americana. Potresti pensare a estinguere il debito dei paesi del terzo mondo o a portare la pace nel mondo, invece di girovagare su e giù per gli Stati Uniti, con servizi segreti e FBI alle calcagna. Invece no. Lui pensa a se stesso, pensa. Egoista del cazzo.
Ma la colpa non è solo di Scofield. La colpa è anche del Partito Democratico, che non ha mai pensato a te. Obama e Clinton, pfui. Bazzecole. Scofield dovevano candidare, altroché. A quest’ora avremmo un “Circolo Michael Scofield” anche in Italia. Io avrei di sicuro il banner sul blog. E invece ci tocca sentire Walter dire ies ui chen.

Michael, senti a me, ripensaci. Non andare in giro per l’America a cercare vendetta. Candidati, potresti salvare il mondo.

28

febbraio

2008

  • Lachi, 28 febbraio 2008

    Michael Scofield è l’unica persona con precedenti penali che vorrei in parlamento.

  • TED©, 28 febbraio 2008

    ILLAZIONI! Scofield è un uomo innocente e tu lo sai!

  • patty, 29 febbraio 2008

    E’ pure bellino. che in politica l’immagine conta.

  • Michele, 11 agosto 2009

    In effetti, poteva fare altro. Poi e’ morto. Si spera che il figlio possa diventare piu’ altruista e che la moglie non si finga morta per poi, 30 anni dopo, cercare di metterglielo in quel posto…

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.