Il paese di Wendy Windham

da un incubo di TED©

Wendy Windham

Da chissà quanti anni l’Italia ha avviato un processo di perfetta sincronia tra l’esportazione di cervelli e l’importazione di cazzoni.
Ci ho pensato ieri sera quando, in una puntata di Blob d’Annata su RaiSat Extra, tra un frame e l’altro, è apparsa Wendy Windham. Per chi non riuscisse a ricordarla, la Windham, donna di giunoniche dimensioni, dallo slang ciuccio maccicato, era una soubrette americana arrivata in Italia negli anni ’90, grazie alla sempre attiva Fininvest. Girava soprattutto con personaggi tipo i Tretrè o Giancarlo Magalli, e, nei momenti di massima intelligenza, era capace sì e no di sorridere.

L’inutilità di figure come la Windham nel panorama italiano è solo apparente. Lei, come altre, rientra in un progetto a media scadenza di Berlusconi e servi, che da decenni lavorano lentamente col mirabile intento di distrugge ogni residuo di materia grigia dell’italiano medio. Per farlo, quale miglior metodo se non quello di imporre prototipi di statuaria idiozia? Meglio se provenienti dall’estero e donne (anche gnocche), così da premere sul tasto dell’ormone maschile, da un lato, sulla voglia di emulazione femminile, dall’altro.
Con questa tattica, ci hanno insegnato che essere vuoti come un noce marcia aiuta parecchio. Si può aspirare a grandi obiettivi, anche a cariche istituzionali. Ed è un peccato per la Windham essere sparita. Magari anche lei poteva trovare un posticino in politica, come le varie Carlucci, Gardini, Zanicchi, Rossa del Grande Fratello. Il fatto che fosse americana conta poco, visto che Berlusconi stava per candidare Aida Yespica.

Curiosamente, la puntata di Blob che ho visto ieri era del 1992. L’anno di Tangentopoli. L’anno che apriva alla speranza di un cambiamento. Se cambiamento c’è stato, è riuscito a essere in peggio. Il prototipo Wendy Windham non solo esiste ancora, ma prospera come pochi. E scommetto che, invece di essersi smarrita nel dimenticatoio, la Windham viene pensata qualche volta dagli italiani con una certa nostalgia. Il che vuol dire solo una cosa: ci meritiamo di nuotare nella nostra merda.

27

febbraio

2008

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.