Una foglia verde in un campo di letame

L’Oscar ai fratelli Coen si colloca sulla falsariga dello scorso anno, che ha visto la vittoria di Scorsese. Per la seconda volta consecutiva, non è un film mainstream, spettacolare e dall’alto ritorno commerciale, a vincere, ma un film “d’autore”. Una rarità. Penso che il massimo, negli ultimi 30 anni, sia stato Spielberg.
Ma il trionfo dei Coen è anche specchio dell’aria di cambiamento che sembra si respiri negli USA, con lo scontro all’ultimo sangue tra Barack Obama e Hillary Clinton nelle primarie del Partito Democratico. Uno scontro che coinvolge ormai quasi tutti. Ci si schiera per l’uno o per l’altra a prescindere dalla propria nazionalità. Perché, si sa, la storia della politica americana incide più di qualsiasi altra storia politica negli equilibri mondiali.
Io, però, non riesco proprio ad appassionarmi all’evento. Posto davanti a una scelta, ma con arma da fuoco puntata alla testa, tra i due opterei per Obama, ma solo perché è nero e la Clinton mi fa l’effetto dell’ortica al posto della carta igienica (senza ragione alcuna, sia chiaro). In verità, non me ne frega niente e anzi non capisco come ci si possa far coinvolgere più di tanto.
Non è la prima volta che ci rifletto. Ricordo di averci pensato soprattutto quando, qualche giorno fa, per caso sono capitato sul blog di Sofri, che non sono solito leggere, a) perché mi sta profondamente sulle palle e b) perché non ci trovo nulla da leggere (e meno male che non si sente la voce, altrimenti rischierei violenti attacchi di narcolessia solo nel caricare l’home page).

Su Wittgenstein, infatti, in alto campeggia il banner di Obama, col suo bel linkone al Circolo Barack Obama del Pd. Ma perché cazzo?, mi son chiesto, con la consueta eleganza. No, dico, ma che ve ne fotte? Davvero, spiegatemelo. Addirittura un circolo. Avrei capito un circolo “JFK”: almeno John Fitzgerald è morto, va. Obama è vivo e vegeto e, allo stato delle cose, non è ancora un cazzo di nessuno. Fossi in lui, inizierei una raspata di coglioni che solo la chirurgia plastica potrebbe risistemare. Questi del PD secondo me portano sfiga.
Magari parlo così perché non conosco il programma politico di Obama1, ma, sinceramente, finché non vedrò un drastico ridirezionamento delle politiche americane, con l’avvio di uno stato sociale come si deve, un sistema previdenziale che garantisca cure mediche a tutti, un controllo dei salari e degli orari di lavoro, l’abbandono di guerre, embarghi, militarizzazioni, una conversione energetica, etc, per me Obama sarà solo una piccola, positiva fogliolina verde in uno sterminato campo di letame.

- In tal proposito, vi consiglio il post di Leonardo [up]
zombolo, 25 febbraio 2008
ies, ui ken (end barbi)
Sauro, 26 febbraio 2008
D’accordo su tutto (Coen-Scorsese, Sofri, Obama, auspicata anarchia in Usa e non solo).
a, 26 febbraio 2008
Che poi leggendo il post non ho capito come si è arrivati dai Coen a Spielberg a Obama a Sofri. (Però secondo me l’oscar se lo son meritato, eh) (che mica c’era tutta ‘sta concorrenza).
TED©, 26 febbraio 2008
@a. Non lo so neanch’io come ci sono arrivato. E’ successo. Sui Coen ti dico che per me meritano premi a prescindere (io però chissà quando lo vedrò, che qui i film arrivano ogni morte di papa).
John Blacksad, 2 maggio 2008
Grande, ho pensato le stesse cose quando ho trovato il sito del circolo on-line “Barack Obama” del pd.
Ma ho anche pensato:
“Potrei entrare in rifondazione# per aprire il circolo on-line “Ron Paul” di SA… riprendetevi!
Mi viene da dirgli che forse è meglio aspettare un’pò,
ma so già che non mi sentirebbero.
#evento impossibile perchè politicamente sono sulle posizioni di Sauro S.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.