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Momenti di divertimento cristallino

Posted By TED© On 4 febbraio 2008 @ 10:37 In Risvegli | Comments Disabled

protesi testicolari

In Calabria si vendono più protesi testicolari che nel resto d’Italia. Di tutti i tipi e di tutte le taglie. Small, medium e large. Anche le protesi ‘peniene’ sono richiestissime. All’ospedale di Locri ne hanno acquistato 44 confezioni per 82mila495,30 euro.Sei scatole di protesi peniene ‘malleabili’, 8 scatole di quelle ‘aggiustabili’ e 10 di quelle ‘rigide’
Le hanno pagate quasi dieci volte in più di quanto costano. ‘Ma non le hanno mai impiantate a nessuno’, scrivono in un loro rapporto gli ufficiali del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria che, due giorni fa, l’ha inviato alla Procura della Corte dei Conti di Catanzaro. E’ l’ultima indagine sulle spese folli della Asl9 di Locri.
Il danno erariale procurato dai dirigenti sanitari in meno di un anno e mezzo – naturalmente quello accertato – è di 2milioni 348,033 euro. Gli indagati sono 25. Medici, economi, direttori sanitari. La lista delle forniture si apre con quelle protesi comprate a 1950 euro l’una – il prezzo di mercato varia da 150 a 220 euro – da una società (la Attimed di Reggio) che a sua volta sosteneva di averle acquistate da un’altra ditta del Nord Italia. I finanzieri hanno scoperto che quest’ultima azienda non ha mai prodotto quegli ‘articoli’ e che fra le due società non c’è mai stato alcun rapporto commerciale. In sostanza non si sa da dove vengano le protesi testicolari e peniene finite all’Asl di Locri.

La citazione che leggete è apparsa in un articolo della Repubblica di sabato, opportunamente segnalatomi da lei [1].
La sanità calabrese, tra truffe, Ndrangheta, omicidi, ospedali della morte, condizioni igieniche da quarto mondo e sprechi di ogni tipo, si dimostra con i cazzi, non c’è che dire.
All’ospedale di Locri ne hanno acquistato 44 confezioni per 82mila495,30 euro. Ottantuemilaquattrocentonovantacinque virgola 30 euro. Sarebbe giunto il momento di urlare la rabbia del contribuente tradito e indignato per il degrado che il pubblico servizio ha raggiunto nei mezzi e nei costumi. Dovrei incazzarmi, imbufalirmi come non mai. Gli ospedali cadono a pezzi, la gente muore in corsia quasi ogni giorno, ormai, anche per un minimo raffreddore, e loro che fanno? Comprano cazzi di plastica? Ladri, assassini.

No. Non ci riesco. Non mi viene. Anzi, invece di gridare, sbraitare, brontolare, dico grazie. Sì, avete capito bene, grazie. Grazie ai dirigenti dell’ospedale di Locri. In uno dei periodi più bassi della storia della nostra regione, vivere momenti di divertimento cristallino come questo è un regalo davvero inaspettato.
Come si fa a non collassare dalle risate leggendo una notizia del genere? Secondo me, anche Calderoli ha rischiato di morire in preda a convulsioni (va bene, sì, avete ragione anche voi, Calderoli mica sa leggere. Ma avrà qualcuno che lo fa per lui).

Immaginate che scena, con i dottori lì in ospedale tutti raccolti a contare 44 scatole di peni finti:

Dottore – Allora, qui abbiamo 30 modelli Siffredi-23, 50 modelli Holmes-30. E queste che sono? Chi userebbe mai un modello Sauro [2]-13?
Infermiera – Ma dottore, che dice? Non faccia finta di niente. Sa benissimo che ad alcune donne piace piccolo.
Dottore (rosso in viso) – Ehm…

Oppure:

Dottore 1 (con un pene finto al posto del naso) – Ehi ragazzi, guardate! Come mi sta?
Dottore 2 (con un pene finto al posto del pene) – E a me? Che dici, lo giro un porno?
Infermiera (giocando con dei testicoli) – Dottore, guardi questi come sono grossi. Non le ricordano qualcosa?
Dottore 3 – Eheh, screanzata. Invece di questo (indicando un pene al posto del sedere), che ne pensate? Non è mostruoso?
Infermiera 2 – Guardatemi! Come sto con la mia nuova collana di scroto?
Tutti – ahahah.
Stereo – A, e, i, o, u, ipsilòn. Brigitte Bardò Bardò! Brigitte Peggiò Peggiò.

Sono dei momenti, questi, in cui rimpiango di non aver studiato medicina o frequentato corsi per paramedico.
Speriamo che almeno Tinto Brass passi di qui e ne tragga ispirazione.

C’è da dire che la notizia potrebbe essere anche uno smacco, un attacco puro alla virilità meridionale. Cazzi finti a noi?! Ma per chi ci avete preso?!

‘Ma non le hanno mai impiantate a nessuno’, scrivono in un loro rapporto gli ufficiali del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria

Ahhh, ecco. Ora tutto torna.


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[1] lei: http://www.cabaretbisanzio.com/autori/ognibene

[2] Sauro: http://www.saurosandroni.com