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If u
Posted By TED© On 22 gennaio 2008 @ 00:01 In Yahwn | Comments Disabled

[...] un libro scritto al cellulare è diventato un best seller.
No, tranquilli, Totti non ha scritto un libro. Idem Elisabetta Canalis o Mario Giordano [1].
Avete sbagliato di poco, quantomeno se avete pensato alla conoscenza dell’italiano. Si tratta di una giapponese [2]. Rin, autrice di If you, uno dei tre bestseller usciti da un telefono cellulare. Un libro che in Giappone ha venduto 400 mila copie, e attualmente è quinto in classifica.
Ma come ha venduto copie? Non è stato scritto al cellulare? Non dovrebbe circolare in formato elettronico?
Sì, è così. Il libro è scritto al cellulare, o anche su internet, ma al successo ci si arriva solo grazie alla carta. Solo in caso di pubblicazione, lo scrittore può aspirare a guadagni. Prima di allora è tutto gioco e/o sperimentazione.
Una curiosa considerazione, che mette in luce ancora i limiti dei formati elettronici. Per la parola scritta, ancora vige la supremazia della carta.
Ma che razza di libro è un libro scritto al cellulare?
Come ammette Rin, che non si capacita ancora di avere fatto un best seller (manco io, tranquilla NdR), al telefonino si possono scrivere solo frasi brevi, puntando sul dialogo e sulle emozioni con un linguaggio elementare, si creano cioè degli sceneggiati o telenovelas.
Roba da far impallidire Gianni Muco [3]. Secondo il Corriere.it, sono libri destinati a un pubblico amante di fumetti, videogame, cinema. Io amo i fumetti, i videogame, il cinema, ma libri del genere non li leggo neanche sottoposto alla Cura Ludovico [4]. Non lo dico per snobismo, non solo almeno. Questi libri sincopati mi sembrano destinati a un pensiero digitale lineare, del tipo unozero, che se la cifra si complica in unozerounozerozerouno, esce il fumo dalle orecchie. Alla prima subordinata, scatta l’allarme generale, evacuazione evacuazione, incendio al settimo piano.
O, forse, più semplicemente, sono libri per teenager, e lì devono rimanere. Che c’entrano i fumetti, i film, i videogame?, dovrei chiedere a Ennio Caretto, il giornalista del Corriere1 [5]. L’associazione tra semplicità, se non limitatezza, stilistica e arti minori, o di massa, è un pregiudizio da anni ’50.
Comunque a quanto pare le scrittrici ci hanno preso gusto. Ora stanno imparando cos’è un libro e coltivano un nuovo rapporto con la scrittura. I libri, passando dal cellulare alla carta, necessitano ritocchi, attivando addirittura un’inversione di rotta. Sono i romanzieri tradizionali, ora, ad adattarsi a questo tipo di scrittura, e non il contrario. Le conseguenze sono catastrofiche.
[...] il divario con i romanzieri del telefonini si sta riducendo: «A mano a mano che i loro libri vengono stampati, il loro linguaggio si arricchisce».
Qualcuno avvisi Moccia, prima che sia troppo tardi.
Sn contntssma x il succsso di qsto libro. Mando 1 msg di amore a ttt i miei fans e 1 ancra + grsso al mio amico T9. Tnx. La scrittrice Rin, intervistata dal New York Times [6].
- la notizia, tra l’altro, è presa dal New York Times on line, e lì è scritto semplicemente “Fans praised the novels as a new literary genre created and consumed by a generation whose reading habits had consisted mostly of manga, or comic books“. Di cinema o videogame, no news. [up [7]]
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[1] Mario Giordano: http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Giordano
[2] una giapponese: http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_20/libri_cellulare_giappone_510aaf84-c77a-11dc-8899-0003ba99c667.shtml
[3] Gianni Muco: http://www.cabaretbisanzio.com/category/lectores-formidable/muco/
[4] Cura Ludovico: http://www.fantascienza.com/cinema/arancia-meccanica/media/cura2.JPG
[5] 1: #footnote_0_413
[6] New York Times: http://www.nytimes.com/2008/01/20/world/asia/20japan.html?_r=1&scp=1&sq=rin+if+you&oref=slogin
[7] up: #identifier_0_413
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