Metti l’elmetto, indossa la corazza: c’è da gestire un blog

Finalmente, buone notizie per i blogger.
Nel corso dell’ultimo anno, 37 blogger sono stati arrestati, 21 aggrediti e 2.676 siti internet sono stati chiusi o sospesi. Dalla newsletter i ComunicatoriPubblici.
E’ il sito di Reporter Senza Frontiere a comunicarlo: ce l’abbiamo fatta ragazzi, è ufficiale, siamo nell’empireo delle figure scomode. 37 blogger arrestati e 21 aggrediti. Numeri poveri se paragonati a quelli sui giornalisti, con 86 morti, 887 arrestati e 1511 aggrediti. Ma siamo giovani, ci rifaremo presto. Nel giro di un paio d’anni annovereremo anche noi un morto1. Il dato importante è che rientriamo anche noi in queste statistiche. E’ un segnale di autorevolezza.
Il prezzo è salato, me ne rendo conto. State tranquilli, confido nella stagione dei saldi di qualche filantropica agenzia di bodyguard. Intanto, correte al riarmo e corazzatevi. Nascondervi non ha senso. I blog sono amati da Google, e dai motori di ricerca in genere. Questi sono il primo alleato, ma, in questo caso, il primo nemico. Quindi, o ricorrette al silenzio, o vi attrezzate, in difesa come in attacco.
Per quanto riguarda la censura, be’, là mi sa che siamo messi peggio dei giornalisti, che, pubblicisti o meno, hanno un editore, un’organizzazione, una corporazione, un sindacato a tutelare i loro diritti.
Un blogger corre più rischi. Si muove da solo, non ha nessuno a proteggerlo. Si può appellare alla libertà di espressione, è vero. Qualche volta però i risultati sono scarsi. Come nel caso di Piero Ricca, e del suo post messo sotto sequestro su richiesta di Emilio Fede. Lo so, il solo nominarlo fa ridere, ma la storia è vera e la conoscete tutti.
Quello che è certo è che la censura non si muove a caso, ma per paura. Ciò significa che li stiamo spaventando e che siamo diventati oggetto di un interesse particolare. Altrimenti come spiegare il casino della riforma dell’editoria?
Quindi, continuiamo così, è la strada giusta. Attenzione, però, a non esagerare. Stanno tornando brutte mode, in giro per l’Europa.
- se qualche volenteroso si vuole portare avanti col lavoro, faccia pure. [up]
subcom, 18 gennaio 2008
La Siberia è un ottimo posto per svernare… bei tempi quando Baffone prendeva i preti e li spediva proprio li.
antonio vergara, 18 gennaio 2008
libertà non significa impunità. basta esprimere le proprie opinioni senza offese o accuse infondate e nulla accade.
TED©, 18 gennaio 2008
E se fai il nome di qualcuno che non devi nominare e poi ti pestano?
subcom, 18 gennaio 2008
… forse nel mondo di Winne The Pooh…
as, 18 gennaio 2008
ahimè ce l’abbiamo già avuto (e se da una parte è riduttivo parlare di lui come blogger, dall’altra di fatto ha interpretato meravigliosamente questo strumento e questo faceva in Iraq). Ovviamente mi riferisco ad Enzo Baldoni.
Lachi, 18 gennaio 2008
Lascia che te lo dica: quello che hai fatto è molto rischioso. Dovresti stare attento… molto attento… io non avrei avuto il fegato.
Come fai a scrivere parole come “annovereremo” con tanta scioltezza?
TED©, 18 gennaio 2008
Scioltezza? Ma quale scioltezza! Lascia stare, va. L’avrò riscritta 10 volte.
Lachi, 18 gennaio 2008
Anch’io.
subcom, 19 gennaio 2008
Nel mondo di Winnie the Pooh, il Presidente del Bosco dei Cento Acri, Signor Tappo, venne condannato a 5 anni di “Buon Vento Di” per aver comunicato a Tigro che Cristopher Robin lo riteneva meno amico di lui. Tappo si dimise subita da Presidente del Bosco dei Cento Acri e, compreso il suo errore, accettò di buon grado la pena. Nel mondo di Winnie the Pooh posso dare a Tappo del birbante sul mio blog. Nel modo di ReatzingerMortadellaParrucchino se, per una malaugurata e inconcepibile ipotesi, do del mafioso a Cuffaro mi becco una querela…
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.