L’ultimo immortale

dalla noia di TED©

Mi hanno insegnato che l’unica cosa certa, nella vita, è la morte.
Da qualche anno, c’è in giro qualcuno seriamente intenzionato a sbriciolare questa piccola certezza: Bin Laden. Un uomo capace di imprese così straordinarie, da aver trasformato ogni minima scoreggia in un al lupo al lupo.
Bin Laden lancia un nuovo messaggio.
Bin Laden si è rifatto la tinta.
Bin Laden minaccia l’Europa.
Bin Laden rivendica la strage.
Bin Laden è sparito.
Bin Laden è riapparso.
Bin Laden è morto.

Bof.

Le notizie attorno a quel diavolo di Osama difettano di credibilità. Delle volte credo che sia un pupazzo, una marionetta, tipo quelle dei ventriloqui, o i Muppets, con George Dabliu Bush sotto a muoverla divertito.

C’è qualcosa di diverso, però, in quest’ultimo video, che attualmente è tra i più visti su YouTube, con 2000 commenti circa.
Intervistata da David Frost, Benazir Bhutto, il 2 novembre 2007, dichiara che Bin è morto. E dice anche per mano di chi: Omar Sheikh.
Una dichiarazione della Bhutto non basterebbe da sola a rendere credibile una notizia del genere. E’ il contorno della notizia a essere strano.

[Benazir Bhutto] Dice, testualmente, tra molte altre cose, che Omar Sheikh è «l’uomo che ha ucciso Osama bin Laden». Riguardo, straluno. Controllo una seconda volta. Inequivocabile. Un lapsus? Non sembra: Benazir parla con assoluta calma e indica nomi con perfetta precisione. Controllo la data. È il 2 novembre 2007, due mesi e dodici giorni fa. L’intervistatore, David Frost, è giornalista esperto. Ma assorbe la notizia come se non l’avesse sentita. Non chiede nemmeno «quando?». Passa oltre. Sbalorditivo.
[...]
Decine di migliaia di persone ne discutono. Ma non un solo giornale ha ripreso la notizia. Da due mesi. Non un solo telegiornale l’ha fatta vedere. Da oltre due mesi. Nemmeno Al Jazeera, stavolta molto distratta. Non un solo governo commenta. Nemmeno la Cia, nemmeno l’Fbi. Neppure per smentire.
[...]
E non ci potrà più dire nulla delle sue fonti d’informazione. Nessuno di coloro che l’hanno pianta, o commemorata, ha ricordato la sua rivelazione del 2 novembre.

Queste sono parole di Giulietto Chiesa.
L’intervistatore che sorvola, il silenzio di due mesi, anche e soprattutto dopo la morte della Bhutto, metterebbero in crisi chiunque.
Visto il video, quindi, ho cercato subito informazioni sull’ultima apparizione del terrorista talebano. Ho trovato un articolo del Corriere.it. Bin Laden qui appare stranamente mitigato. Un agnellino arrendevole, che ritratta sulle colpe dei suoi uomini nella strage dell’11 settembre. Un Bin Laden che non urla, che non minaccia. Un messaggio di debolezza, datato 29 novembre 2007.
Non solo silenzio attorno alla notizia della morte, ma anche diffusione di nuovi messaggi, dal tono completamente diverso.

Il mistero s’infittisce.

Una delle poche cose che riesco a dedurre è che Osama è Highlander. Un Highlander dell’Afghanistan, vero, ma sempre Highlander, l’ultimo degli immortali. Bin Laden, lo spauracchio degli americani, il cattivone take-away a portata di mano, utile a giustificare ogni guerra e ogni stronzata di Vittorio Feltri, non può morire. Verrà ucciso altre cinque, dieci, cento, mille volte, ma non morirà, perché lui serve vivo.

Di certo, quindi, è vero, abbiamo solo la morte. Quella della Bhutto, però.

16

gennaio

2008

  • Sauro, 18 gennaio 2008

    L’altro ieri sera ho visto una puntata di South Park, dove Bin Laden era vivo. Non so però quanto la cosa sia attendibile: la puntata era registrata.

  • Karma, 18 gennaio 2008

    Io l’ho visto nel bar sotto l’ufficio che prendeva un caffe…ma forse sto lavorando troppo!

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.