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Da grande voglio fare…
Posted By TED© On 13 novembre 2007 @ 23:39 In Yahwn | Comments Disabled

Ogni tanto mi capita di ripensare a Naif.Super [1], romanzo di Erlend Loe (ed. Iperborea). In particolare, a tanti anni dalla lettura, mi fa ancora sorridere, se non ridere, o addirittura sganasciare, dipende dalla quantità di alteratori psicofisici in circolo nel corpo, la scena in cui il protagonista inizia un divertentissimo (mi sa che però s’è capito che mi ha divertito) scambio di fax con l’amico Kim. I due, nella (spassosissima) scena, si inviano reciprocamente liste su liste di cose entusiasmanti, tra cui anche una lista dei lavori che sognavano da piccoli.
“Cosa farò da grande” appartiene pressapoco all’immaginario infantile di chiunque. Al mio sicuramente. Leggendo il libro di Loe, mi piaceva il fatto che nelle liste dei due amici venivano segnalati lavori che anch’io, da bimbo, sognavo di fare. Nella mia fantasia, al primo posto ci sono sempre stati gli sport. Ogni volta che vedevo una partita, di una qualsiasi attività agonistica, o anche un cartone animato, m’immaginavo campione di specialità. Quando mandavano ancora Lotti [2], diventavo principe del golf (tristissimo).
Non ho mai disdegnato qualsivoglia ruolo da star, a dirla tutta. Attore, cantante, regista, artista. Insomma, robetta così. Il lavoro più normale che ho sognato di fare sarà stato il detective, anche se il mio più grande desiderio è stato, è, sarà entrare negli X-Men – l’ideale sarebbe in qualità di Wolverine, ma mi accontento di Gambit.
Poi gli anni passano, cresci, e ti accorgi ovviamente che il mondo del lavoro è tutt’altra cosa. Ha meno colori, offre meno possibilità. Insomma, è un po’ copromorfo, diciamo. L’ultimo anno è stato una vera e propria ciofeca da questo punto di vista. Ho passato lunghi periodi a girarmi i pollici (cosa che mi riesce particolarmente bene). Non sono mai stato bravo a muovermi, sia chiaro, e sono particolarmente pigro, ma il panorama è quello che è. Sentirsi demotivati è il minimo, e spesso si è pronti a tutto.
Tra i tanti gesti disperati che ho fatto, spinto dalla perniciosa svolta capitalista della nostra società che con le sue leggi precarie di flessibilità assorbe e utilizza il lavoratore non come una risorsa per lo sviluppo del progresso ma come un prodotto tra i prodotti usa e getta facile da usare fare attenzione leggere prima le avvertenze, c’è stato anche quello tipico dell’iscrizione a siti “cerca lavoro”. Nella fattispecie, Infojobs [3]. E devo dire che la cosa mi ha piacevolmente sorpreso, perché se pensi che la fantasia di un bambino sia insuperabile, c’è sempre qualcuno pronto a smentirti. Molte offerte lavorative sono prevedibili, anche noiose. Ma alcune sono vere e proprie chicche, soprattutto se considerate che il sistema dovrebbe inviare proposte legate esclusivamente al profilo dell’utente, tenendo quindi conto di età, sesso, studi, interessi.
Con l’aiuto di Maia [4], ho selezionato una decina di queste chicche. Scegliete anche voi, tra le proposte di Infojobs, cosa fare da grande.
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URLs in this post:
[1] Naif.Super: http://www.iperborea.com/web/libri/0103.htm
[2] Lotti: http://www.youtube.com/watch?v=hcPMm7Z94tk
[3] Infojobs: http://www.infojobs.it
[4] Maia: http://soloinsuperficie.splinder.com
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