Da grande voglio fare…

Ogni tanto mi capita di ripensare a Naif.Super, romanzo di Erlend Loe (ed. Iperborea). In particolare, a tanti anni dalla lettura, mi fa ancora sorridere, se non ridere, o addirittura sganasciare, dipende dalla quantità di alteratori psicofisici in circolo nel corpo, la scena in cui il protagonista inizia un divertentissimo (mi sa che però s’è capito che mi ha divertito) scambio di fax con l’amico Kim. I due, nella (spassosissima) scena, si inviano reciprocamente liste su liste di cose entusiasmanti, tra cui anche una lista dei lavori che sognavano da piccoli.
“Cosa farò da grande” appartiene pressapoco all’immaginario infantile di chiunque. Al mio sicuramente. Leggendo il libro di Loe, mi piaceva il fatto che nelle liste dei due amici venivano segnalati lavori che anch’io, da bimbo, sognavo di fare. Nella mia fantasia, al primo posto ci sono sempre stati gli sport. Ogni volta che vedevo una partita, di una qualsiasi attività agonistica, o anche un cartone animato, m’immaginavo campione di specialità. Quando mandavano ancora Lotti, diventavo principe del golf (tristissimo).
Non ho mai disdegnato qualsivoglia ruolo da star, a dirla tutta. Attore, cantante, regista, artista. Insomma, robetta così. Il lavoro più normale che ho sognato di fare sarà stato il detective, anche se il mio più grande desiderio è stato, è, sarà entrare negli X-Men – l’ideale sarebbe in qualità di Wolverine, ma mi accontento di Gambit.
Poi gli anni passano, cresci, e ti accorgi ovviamente che il mondo del lavoro è tutt’altra cosa. Ha meno colori, offre meno possibilità. Insomma, è un po’ copromorfo, diciamo. L’ultimo anno è stato una vera e propria ciofeca da questo punto di vista. Ho passato lunghi periodi a girarmi i pollici (cosa che mi riesce particolarmente bene). Non sono mai stato bravo a muovermi, sia chiaro, e sono particolarmente pigro, ma il panorama è quello che è. Sentirsi demotivati è il minimo, e spesso si è pronti a tutto.
Tra i tanti gesti disperati che ho fatto, spinto dalla perniciosa svolta capitalista della nostra società che con le sue leggi precarie di flessibilità assorbe e utilizza il lavoratore non come una risorsa per lo sviluppo del progresso ma come un prodotto tra i prodotti usa e getta facile da usare fare attenzione leggere prima le avvertenze, c’è stato anche quello tipico dell’iscrizione a siti “cerca lavoro”. Nella fattispecie, Infojobs. E devo dire che la cosa mi ha piacevolmente sorpreso, perché se pensi che la fantasia di un bambino sia insuperabile, c’è sempre qualcuno pronto a smentirti. Molte offerte lavorative sono prevedibili, anche noiose. Ma alcune sono vere e proprie chicche, soprattutto se considerate che il sistema dovrebbe inviare proposte legate esclusivamente al profilo dell’utente, tenendo quindi conto di età, sesso, studi, interessi.
Con l’aiuto di Maia, ho selezionato una decina di queste chicche. Scegliete anche voi, tra le proposte di Infojobs, cosa fare da grande.
n
maia, 13 novembre 2007
e a me qualcuno invece mi dice chi cavolo è Lotti?
8campione di golf… prima di Tiger Woods nemmeno lo consideravo uno sport…)
Flavia, 14 novembre 2007
io pure faccio parte del club infojobs ma offerte così stravaganti non mi sono mai arrivate! che parametri hai impostato?? avrei potuto candidarmi come artista per le unghie….
Lieve, 14 novembre 2007
Come mi riconosco in questo post…e naturalmente faccio parte del club infojob anche io.
A me è arrivata un’offerta per madrelingua cinesi…
Lachi, 14 novembre 2007
Che gran romanzo Naif.Super! E devo ringraziare Ted per avermelo fatto leggere…
Guardare la sigla di Lotti mi ha fatto commuovere (poi all’epoca mica mi ero accorto che nella musica della sigla iniziale al basso suonasse Jaco Pastorius).
Sono però indignato per il fatto che tra le proposte di Infojobs non ci sia la “Capra di Mare” (sogno di tanti… tantissimi… la maggior parte… tutti i bambini del mondo).
TED©, 14 novembre 2007
Caro Lachi, dì la verità, ti rode che ti abbia fregato, eh?
(ma davvero al basso c’è Pastorius?)
ferrigno, 14 novembre 2007
Ma cchi juventù! Bedda matri, ti passu fari u calciaturi, ma chi minchia jè stu “lotti”? E u x-menni? Ci si già, c’hai na X stampata bedda ‘rossa ‘nta la frunti!
Chi malatesta! A cogghiri ficurigna cu la lingua, ti mannassi!
Mo’ matri bonarmuzza cantava sempre ‘sta canzuni:
Che malu mastru sugnu,
che mali stigghi tegnu,
che nenti conciuremmu,
che nenti vogghiu fa’!
firmatu:
lu fantasma bonarma di lu nannu di firrignu
Saverio, 14 novembre 2007
che vuol dire che ti “accontenti” di Gambit?? Gambit è il meglio….il nonplusultra della figanza fumettistica…e tu preferiresti essere Wolverine??? Tienitelo il tuo canadese peloso che negli X-men in qulità di Gambit ci entro io….magari, se fau il bravo, ti faccio dare un paio di colpi a Rogue…
P.S. “bang…sei morto…mon amis”
Lachi, 15 novembre 2007
Ted: no, non credo che sia Jaco Pastorius però lo stile è quello.
Ma lo sapevate che tra le bozze degli X-men c’era appunto un X-men che quando si arrabbiava tantissimo esplodeva con una esplosione nucleare pari a 1.000.000.000.000.000. di bombe nucleari?! Poi non l’hanno messo perchè le opzioni erano: 1) non farlo arrabbiare mai e perciò farlo diventare 1 monaco buddhista (che tra l’altro ultimamente si incazzano anche quelli…) rendendolo 1 personaggio pallosissimo e inutile. 2) Fare finire la serie al primo numero in cui si alza, va a prepararsi il caffellatte e le frittelle e una delle frittelle gli cade per terra.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.