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La puzza di pubblicità

Posted By TED© On 20 agosto 2007 @ 16:51 In Recensonni | Comments Disabled

Giancarlo De Cataldo

Le notizie sono come il pesce. Presto, vanno a male e assumono un cattivo odore. Vanno consumate subito, nei primi giorni, prima di essere congelate a pagina 20, 30, o magari 100, meglio ancora, che in un quotidiano non esiste.
Duisburg il giorno dopo è tutto un prima pagina sui giornali europei. Addirittura, ha un quadratino tutto suo nel menù interattivo di Sky Tg24. La Ndrangheta affronta una scomoda visibilità, mai avuta prima, neanche con l’omicidio Fortugno [1]. La affronta per pochi giorni, però, perché siamo già scalati, terzo o quarto titolo in ordine d’importanza. Il quadratino su Sky Tg24 è sparito.
Questa è la corsa allo scoop, alla notizia. Così funziona l’informazione, nessuno può stupirsi, e forse è anche giusto. Ma che, alla corsa alla notizia, si potesse affiancare una corsa alla narrazione, proprio non lo immaginavo. La Repubblica, 17 agosto 2007, pagina 15. Dopo sette pagine dedicate alla strage in Germania, un racconto di Giancarlo De Cataldo. Saro e lo Zio Rocco Quel viaggio per uccidere, si intitola. Pubblichiamo un racconto dell’autore di “Romanzo Criminale” e “Nelle mani giuste” liberamente ispirato alla strage di Duisburg e scritto per Repubblica. I Nomi e le circostante narrate sono frutto della fantasia dell’autore, dice il corsivo della redazione. La storia di Saro e suo Zio Rocco, che partono dalla Calabria per la città di D. Il commissario di D., Sherko Refath, e le sue difficoltà. Un racconto in quattro colonne, che mi fa ribollire le viscere, di una rabbia particolare, mista a delusione. Il giudice, penso, oltre al fiuto dello scrittore, ha un ottimo senso del marketing. Perché De Cataldo, evidentemente, deve aver pensato che era meglio darsi da fare, scrivere in fretta, approfittare magari della pausa del 16 agosto, così la Repubblica, che mi vuole bene, me lo pubblica, non importa se ne esce un raccontino poco significativo, buttato lì, senza troppe pretese. E’ appena uscito Nelle mani giuste [2], lo dice anche la marchetta al centro della pagina. La notizia va sfruttata nella sua freschezza. Altrimenti rischio di finire nella pagina della Cultura, che, si sa, non la legge nessuno.
Forse sono malizioso. Forse troppo diffidente. Ma non riesco a trovare altre spiegazioni. Fosse legato a vera e sacrosanta ispirazione, il racconto, De Cataldo, poteva pubblicarlo su un blog. Su un qualsiasi sito web. Poteva metterlo da parte, per una raccolta di racconti.
Oppure qualcuno potrà dire che il racconto può esser stato commissionato dalla redazione. Non sarebbe una giustificazione. Poteva rifiutare. Tutto troppo goloso, allora.

La notizia va consumata presto, è vero, prima che puzzi di pesce. Ma la puzza di pubblicità è peggio. Molto peggio.


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[1] Fortugno: http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Fortugno

[2] Nelle mani giuste: http://www.cabaretbisanzio.com/2007/07/02/litalia-che-precipito-nelle-mani-giuste/