Velvettine

chi comprava La Repubblica negli anni ’70 la compra ancora oggi? Non si vergogna? Non se la fa incartare dal giornalaio come facevano negli anni ’70 con “Le ore”?
Gennaro Carotenuto
La Repubblica si supera. Triplo carpiato doppio avvitato a destra.
Non è bastato pubblicare la lettera di Mila Spicola*, la plurilaureata che, ci tiene a sottolinearlo, ha un bel fondoschiena, che tutti guardano e vorrebbero toccare, e che è anche accompagnato da una bella caviglia, che in cantiere mostra con adeguati tacchi a spillo (almeno portasse prove a supporto. Che ne so, una bella documentazione fotografica).
No, non è bastato. Ci voleva anche Velvet e l’inchiesta sul sedere delle giornaliste. Mila Spicola sarà contenta. Altro che Canalis, veline e letterine. Qui siamo arrivati alle velvettine.
In questo senso, la battuta di Carotenuto è geniale. Sono cresciuto con la Repubblica in casa. Per me, uno strumento contro il berlusconismo. Ma, dice sempre Carotenuto, “della cultura berlusconiana Repubblica è oramai la punta di lancia”. Servizi come quello di Velvet li trovi in una puntata di Verissimo, che, comunque, è più onesto de la Repubblica.
Non so se condividere la proposta di Annalisa Melandri. Roba da raccolta differenziata, dice. Velvet è un raccoglitore di pubblicità. Non è obbligatorio prenderlo. Lo possiamo tranquillamente lasciare all’edicolante.
Questa, forse, è la soluzione: farlo tornare al mittente, come oggetto non gradito, nella totalità delle sue copie. Così tutta quella pubblicità se la guardano Ezio Mauro e Veronica Lario.
E la lettera di Salvatore Borsellino, invece? Su la Repubblica, giusto qualche riga, a pagina 28 o giù di lì. Nessuna menzione su Repubblica.it. E il tam tam dei blogger a sostituirsi all’informazione.
Sulla questione Mila Spicola, segnalo il post di Noantri.
maia, 24 luglio 2007
Io continuo a comprarla Repubblica.
Basta prenderla per quello che è. Un giornale che combatte con il Corriere la battaglia per il primato di copie vendute in Italia. E che per fare questo ammicca ai potenziali lettori e ne titilla le varie pulsioni.
Quelle politiche innanzitutto, ma ultimamente anche quelle più “sbarazzine”.
Insomma, fa un po’ la piaciona.
Bene, io compro un giornale piacione sul quale intervengono personaggi che mi piace leggere.
E tutto il resto non lo prendo nemmeno. Rimane a far mucchio nell’edicola, ché la mia edicolante fa la “furba” e cerca di rivendere le riviste di salute e moda e viaggi a inconsapevoli clienti.
Finora non credo ci sia mai riuscita, ma lei insiste. Non si sa mai…
ferrigno, 24 luglio 2007
C’è un’ondata anti-Repubblica?
guarda qua.
maia, 24 luglio 2007
bah, è indubitabile che nel tempo abbia perso (anche per raggiunti limiti di età) firme importanti e che abbia via via trasformato il proprio “stile”.
).
insomma, non è più la repubblica di una volta (detto con sospirone e scuotimento di testa tipico della vecchina che sono
Però è anche normale sia così.
Se l’obiettivo è il mercato non c’è nulla di strano in questa lenta trasformazione.
Bisogna andare dietro a quello che interessa i lettori, no?
E allora via con tutte quelle paginate sui bikini o la dieta o sui libri degli peseudo santoni del viver bene…
E vai con la cronaca raccontata in un certo modo, spesso quasi “televisivo”.
Io mi chiedo solo come facciano a sapere che è questo che vogliono leggere i lettori…
Sauro, 24 luglio 2007
Io Velvet non l’ho mai letto. Repubblica, tutti i giorni… sempre meglio lei del nulla che è il resto del giornalismo italiano, comunque. No? Anche se la mia fonte di informazioni principale continua ad essere il Vernacoliere, che in quanto a culi (e topa) non è secondo a nessuno.
Annalisa Melandri, 24 luglio 2007
Edo, ti ringrazio del commento che hai lasciato e della proposta che ho trovato interessante, parte quindi ufficialmente la campagna “boigotta Velvet” cioè lasciatela in edicola e se proprio non potete o non volete comunque nel cassonetto della raccolta diffrenziata…
TedC, 24 luglio 2007
@Annalisa: campagna avallata. Guarda pure questo, va.
Christian Frascella, 25 luglio 2007
Comunque, Repubblica è piena di re-fusi.
Annalisa Melandri, 25 luglio 2007
Allora, poichè sono puntigliosa ho “interrogato” l’edicolante, il quale mi ha detto che sia in questo caso in cui Velvet a 10 CENT.era abbinato a Rep. a 90 cent. sia nel caso in cui fosse abbinato completamente gratuito lui non può fare la resa delle copie di Velvet che i clienti non vogliono perchè se ci sono questi abbinamenti deve rendere in misura uguale quotidiani e allegati, quindi in genere nella spazzatura ce li buttano loro quando capita, almeno questa è la regola.
Cordiali saluti.
TedC, 25 luglio 2007
Maledetti!
antonio p., 25 luglio 2007
Io non compro giornali da tempo. Per tenermi informato guardo la Tv della Libertà.
silvia, 26 luglio 2007
E’ vero, pure io ho chiesto e verificato che gli edicolanti non possono fare rese di soli allegati. Un bel trucchetto, non c’è che dire….A questo punto, l’unica soluzione anti-velvet restano le mail di protesta alla redazione di Repubblica. Proporrei di indirizzarle direttamente a quel genio di Ezio Mauro, all’indirizzo segreteria_di_redazione@repubblica.it
satirycon, 26 luglio 2007
ragazzi concordo ,però se togliamo anche “la repubblica” cosa ci resta più .
e poi ezio mauro dopo nonno eugenio (scalfari ndr)
è uno dei miei riferimenti.
maia, 27 luglio 2007
ma infatti continuo a comprarla.
è che non mi riesce resistere alla tentazione di criticare.
un po’ come i vecchini che osservano i lavori…
in fondo com’è che dicono i genitori:ti critichiamo perché ti vogliamo bene
stefano, 1 agosto 2007
complimenti per questo meraviglioso blog fatto di persone vive e attente.
che dire io da tempo trovo repubblica annacquata ,perfino il mio mito “nonno eugenio” da un pò di tempo mi pare un pò appannato ,del resto gli anni passano per tutti.
proviamo a resistere cari amici
Mila Spicola, 11 agosto 2007
“Poi tutto finirà lì, bruciato dalla necessità di produrre notizie
fresche, che facciano discutere la gente di cazzate, anzichè di cose
serie.”
“Insomma, nonostante il QI che lei vanta e tutte le lauree, mi ha dato
l’impressione di una furbacchiotta che ha sfruttato l’occasione per
farsi pubblicità”
sinceramente vorrei a questo punto, visti gli attacchi davvero feroci,
non averla mai avuta quella pubblicità “gentile” signore.
questi alcuni dei posto che mi è capitato di leggere nei blog, non
riporto i vostri perchè potete rileggerli qua sotto.
questo è quello che avete affermato voi,
a parte gli attacchi personali generali alla mia persona, quando
personalmente non ho mai attaccato nessuno, non ho letto nessuno che
si sia soffermato sul succo della lettera che era un altro.
ma il succo della lettera non interessava. a tutti, compresi voi,
interessava parlare di quello di cui sanno parlare meglio, nel bene e
nela male, e cioè la banalità.Avete confermato la mia percezione:
questo è quello che vuole la gente, la banalità.
“la complessità della persona è sempre più bandita, più complessa da
spiegare, da VENDERE.”
questo era il succo. E invece il messaggio che è passato è stato solo
quello che ognuno di voi voleva leggerci.
queste sono le “cazzate” che sperava di tirar fuori la mia lettera e
invece tutti, ma proprio tutti vi siete soffermati sulle provocazioni:
Parliamo dell’Italia e riportiamo un po’ di dati reali.
3 donne su 10 molestate sessualmente. il 75% delle molestie avviene
non in luoghi isolati o notturni, ma nei luoghi di lavoro e tra le
mura domestiche
75 % di disparità (in difetto) di stipendi nel privato.
2% di presenza di donne nei consigli di amministrazione delle aziende.
11 % nella politica.
99% di donne utilizzate nello spettacolo e nei media solo per
programmi leggeri.
75% di risultati scolastici migliori delle donne negli studi: perché
poi questi meriti non vengono utilizzati? all’improvviso diventano
incompetenti?
primato mondiale, (ripeto mondiale) in Italia del consumo di
pornografia (significa un consumo massiccio e quasi totalizzante
nell’universo maschile italiano- riporto cifre di mercato, non
opinioni).
3 donne su 10 vuol dire che, statisticamente, potrebbero esserci
vostra moglie, vostra sorella o una vostra cara amica.
e da dove vengono questi 3 uomini su 10? dal nulla? vengono da un
humus che è quello a cui accennavo “ironicamente” nella mia lettera.
L’Italia è un paese maschilista e non ha nemmeno l’umiltà di
ammetterlo. non so più che dire. non diciamo nulla e riflettiamo
soltanto.
una mail scritta una domenica pomeriggio e mandata quasi
inconsciamente dal PC ti trasforma nel mostro che avete dipinto.
Uomini e donne in ugual maniera. ma se pubblicasse un giornale in prima
pagina una lettera del genere allora cosa sareste :
“Spinto dalla curiosità ho dato un’occhiata di sguincio per vedere
l’oggetto di tanta concupiscenza.
Direi che non trattasi di culo brasiliano, ma certamente di culo
“tanto”. Di quelli che quando hai 50 anni fai fatica a portartelo
dietro.
Del resto la ragazza tende un poco alla pinguedine, e negli anni si
vedranno le conseguenze.
Intendiamoci, io valuto questi aspetti, di cui non m’importa nulla,
solo perché lei ne ha parlato come di qualcosa di straordinario.
Complessivamente ha un aspetto gradevole, ma assai “normale”. Potrebbe
essere la mia giornalaia, la mia verduraia oppure la commercialista.
Ho sentito anche quello che ha detto: accento meridionale, lieve
difetto di pronuncia, ha attenuato molto il tono polemico della
lettera.
Dice che lei deve andare in cantiere, che ha a che fare con operai,
muratori, spesso extracomunitari, i quali le danno un’occhiatina al
posteriore, ma che dopo qualche giorno il rapporto migliora e diventa
più professionale.
Dice che in cantiere non ci può andare coi tacchi a spillo e la gonna
corta e che si deve vestire da cantieristica. Vorrebbe un mondo in cui
l’elemento estetico non è rilevante nei rapporti umani (sic!).
Dovrebbe sapere che in base alla legge 626, nei cantieri ci si va con
la tuta, il casco e le scarpe antinfortunistica, quelle con la punta
di ferro.
Insomma, nonostante il QI che lei vanta e tutte le lauree, mi ha dato
l’impressione di una furbacchiona che ha sfruttato l’occasione per
farsi pubblicità.
Esiste un sito suo, e anche numeri di telefono.
Immagino che presto ci saranno interviste con servizi fotografici. Poi
tutto finirà lì, bruciato dalla necessità di produrre notizie fresche,
che facciano discutere la gente di cazzate, anziché di cose serie.”
ci leggo acredine e odio per una persona che neanche conoscete. io non
ho attaccato “una” persona, ma un malcostume, che , signori, c’è.
Eccome se c’è.
quanto ai tacchi a spillo: c’era un se grande quanto una casa,
possibile che non lo abbiate letto?
quanto al pelo e al contropelo sul mio accento e la mia pinguedine,
cara signora, perché non si sofferma a pensare che qualcuno le sta
dicendo come deve vestirsi, che è meglio coprirsi e stare sobria? ma
lo sa che queste cose le suggeriscono in Pakistan? ma ci rendiamo
conto? ma chi cavolo se ne deve fregare di come si vesta una donna
senza che per questo venga giudicata? ecco il punto.
chi cavolo se ne frega delle scarpe che devo o non devo indossare?
ma Oliviero toscani se l’è guardate le sue di scarpe per dire che
dall’altezza del tacco dipenda l’intelligenza di una persona? ma non
sarebbe il caso di fregarsene?
ma state dicendo sul serio o scherzate?
che volete che vi dica?
perché ci avete perso tutto questo tempo allora?
a parlar di “cazzate”?
quando la realtà della lettera era seria e profonda: siamo solo
portafogli e ci facciamo infinocchiare sempre. Anche in questo caso.
nessuno che abbia riflettuto su quella frase: è solo mercato ormai
l’Italia.
nessuno.
basta che qualcuno finisca in prima pagina, che gli diano il titoletto
scabroso e allora cadiamo là tutti nella trappola. senza nemmeno
leggerla e capirla fino in fondo.
in ogni caso l’accusa non era singola, personale e offensiva, come
invece è stata la vostra. Era la riflessione amara su uno stato di
fatto che non sorge dal nulla ma dall’abitudine banale e gratuita del
giudizio sommario sulle donne, quasi che fossero solo oggetto da
vedere, per cui è più importante capire che scarpe hanno ai piedi
piuttosto che il pensiero che hanno in testa, abitudine che poi porta
a questo (lo riscrivo e lo ribadisco)
3 donne su 10 molestate sessualmente. il 75% delle molestie avviene
non in luoghi isolati o notturni, ma nei luoghi di lavoro e tra le
mura domestiche
75 % di disparità (in difetto) di stipendi nel privato.
2% di presenza di donne nei consigli di amministrazione delle aziende.
11 % nella politica.
99% di donne utilizzate nello spettacolo e nei media solo per
programmi leggeri.
75% di risultati scolastici migliori delle donne negli studi: perché
poi questi meriti non vengono utilizzati? all’improvviso diventano
incompetenti?
primato mondiale, (ripeto mondiale) in Italia del consumo di
pornografia (significa un consumo massiccio e quasi totalizzante
nell’universo maschile italiano- riporto cifre di mercato, non
opinioni).
rideteci ancora su se ci riuscite. ma a quel punto davvero non ci
sarebbe nessun’altra replica.
rideteci su..
io per quel che mi riguarda non ci rido, caro chino di punta, non ci
rido affatto e con me gran parte delle italiane, il 51 per cento di
questo paese.
intanto parlo e mi ribello, voi invece che fate?
in mancanza di una disanima più attenta e riflettuta replicate cose
del genere?:
“questa è una mitomane probabilmente pure un poco ciosba che sogna
capi o
colleghi che le diano gran pacche sul sedere. classici parossismi da
donna
sui 40 in rotta verso lo zitellaggio ahahah ci godo ”
ma parlate di quello che succede invece che accusare una persona che
non conoscete. è troppo facile così, ed è anche, aggiungo inutile.
per quel che mi riguarda io parlo ancora e mi interrogo e tento di far
qualcosa. per chi volesse saperne di più (però saranno in pochi, qua
non si parla di tette e di culi, ma solo di cose serie)
http://www.myspace.com/donneinvisibili.it
Spam e Spicola : Stati di Sonnolenza, 11 agosto 2007
[...] Mila finisce qui per via del post su Velvet. Libero il messaggio dalla posta indesiderata e pubblico la sua replica nei commenti. E’ lì che vivono le discussioni nei blog. postato in Blog, Mila Spicola | [...]
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.