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300

Posted By TED© On 24 giugno 2007 @ 22:30 In Alitosi | Comments Disabled

colloquio

Che la vita abbia una faccia da culo lo sai da tempo. Non immaginavi, però, che si potesse presentare così, di prima mattina, dopo mille chilometri di viaggio, nel sorriso da mentecatto di Mirko. Seduto davanti a te, attende una risposta, come se fosse normale insultarti in quel modo, passando da timeskeeping, timesharing, timesafissimammasa, a:
“Possiamo offrirti un full time per 300 euro al mese”.
Il periodo è luglio-ottobre.
La città è Bologna.
Come dire che pago per un’estate lavorativa.
Sei su candid-camera! pensi, ma non succede niente. Mirko lustra il logo dell’azienda [1], e non si toglie quel sorriso dalle labbra.
Che se avessi almeno un briciolo di dignità, non staresti lì seduto a smorzare sorrisi. Urleresti, ti sbracceresti, saresti molto teatrale. Ma non vi vergognate? E’ un abuso! Io sono un professionista! Sono laureato! Non sapete con chi avete a che fare! Mi rivolgerò ai sindacati! Avrò la mia vendetta, costi quel che costi! [2]
Però una sfuriata sarebbe poco efficace, lo sai. Hai bisogno di un’azione più risoluta.
Ma chi cazzo me l’ha detto a me di fare obiezione di coscienza. I tuoi problemi si risolverebbero in un attimo, con un bel revolver in tasca. Boom. Il cervello di sorriso-da-mentecatto-mi-lustro-la-divisa-Mirko sbriciolato sulle pareti. No, troppo rapido, non basta, deve essere lento e doloroso. Qualcosa tipo un machete sarebbe l’ideale, per staccargli le braccia con tagli netti all’altezza delle spalle. Zac. Violento ma chirurgico.
O, perché no?, uno spremiagrumi, se non, addirittura, un frullatore. Ti si illuminano gli occhi al solo pensiero. La faccia di Mirko affonda nelle lame arrugginite e decisamente poco affilate di un Kenwood a tre velocità. Un sinfonia di sofferenza, una Cappella Sistina di sangue.
“Allora”, Mirko ha il naso frantumato e un occhio penzolante fuori dall’orbita. “Cosa ne pensi?”
“Di cosa, scusa?” Dalle punte delle dita, lecchi i resti della carneficina.
“Della proposta contrattuale. Come ne pensi?”
Sputi un frammento di cranio.
“Cosa ne penso?” dici. “E’ un affare”.
“Bene”, dice lui. Vi alzate. “Allora tra quindici giorni ti faremo sapere gli esiti del colloquio, ma posso già dirti che mi sei piaciuto molto”. Ti accompagna all’uscita.
“Senti”. Dici, fermandoti.
“Dimmi”.
“Non è che per caso ti piacciono i cavalli?”
“No, assolutamente. Perché?”
“No, niente. Così… [3]“.


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[1] azienda: http://www.ikea.com/ms/it_IT/

[2] Avrò la mia vendetta, costi quel che costi!: http://www.cabaretbisanzio.com/2007/05/06/ci-sono-delle-cose-che-mi-capirete-tengo-a-rendere-pubbliche/

[3] Così…: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Padrino_(film)