300

Che la vita abbia una faccia da culo lo sai da tempo. Non immaginavi, però, che si potesse presentare così, di prima mattina, dopo mille chilometri di viaggio, nel sorriso da mentecatto di Mirko. Seduto davanti a te, attende una risposta, come se fosse normale insultarti in quel modo, passando da timeskeeping, timesharing, timesafissimammasa, a:
“Possiamo offrirti un full time per 300 euro al mese”.
Il periodo è luglio-ottobre.
La città è Bologna.
Come dire che pago per un’estate lavorativa.
Sei su candid-camera! pensi, ma non succede niente. Mirko lustra il logo dell’azienda, e non si toglie quel sorriso dalle labbra.
Che se avessi almeno un briciolo di dignità, non staresti lì seduto a smorzare sorrisi. Urleresti, ti sbracceresti, saresti molto teatrale. Ma non vi vergognate? E’ un abuso! Io sono un professionista! Sono laureato! Non sapete con chi avete a che fare! Mi rivolgerò ai sindacati! Avrò la mia vendetta, costi quel che costi!
Però una sfuriata sarebbe poco efficace, lo sai. Hai bisogno di un’azione più risoluta.
Ma chi cazzo me l’ha detto a me di fare obiezione di coscienza. I tuoi problemi si risolverebbero in un attimo, con un bel revolver in tasca. Boom. Il cervello di sorriso-da-mentecatto-mi-lustro-la-divisa-Mirko sbriciolato sulle pareti. No, troppo rapido, non basta, deve essere lento e doloroso. Qualcosa tipo un machete sarebbe l’ideale, per staccargli le braccia con tagli netti all’altezza delle spalle. Zac. Violento ma chirurgico.
O, perché no?, uno spremiagrumi, se non, addirittura, un frullatore. Ti si illuminano gli occhi al solo pensiero. La faccia di Mirko affonda nelle lame arrugginite e decisamente poco affilate di un Kenwood a tre velocità. Un sinfonia di sofferenza, una Cappella Sistina di sangue.
“Allora”, Mirko ha il naso frantumato e un occhio penzolante fuori dall’orbita. “Cosa ne pensi?”
“Di cosa, scusa?” Dalle punte delle dita, lecchi i resti della carneficina.
“Della proposta contrattuale. Come ne pensi?”
Sputi un frammento di cranio.
“Cosa ne penso?” dici. “E’ un affare”.
“Bene”, dice lui. Vi alzate. “Allora tra quindici giorni ti faremo sapere gli esiti del colloquio, ma posso già dirti che mi sei piaciuto molto”. Ti accompagna all’uscita.
“Senti”. Dici, fermandoti.
“Dimmi”.
“Non è che per caso ti piacciono i cavalli?”
“No, assolutamente. Perché?”
“No, niente. Così…“.
karma, 25 giugno 2007
che figghiebbottana…
Quando Fred mi ha raccontato ‘sta storia non ci volevo credere…
ferrigno, 25 giugno 2007
ehm, ti trovo ispirato. Sarai mica personalmente coinvolto?
mastrota, 25 giugno 2007
si però il lavoro è full-time…
ma che vadano a cagare!
antoniop, 25 giugno 2007
epperò c’è l’indubbio vantaggio che non devi montare mobili e letti a castello, perché poi ciascuno se li monta a casa sua.
Er, 25 giugno 2007
@antoniop: almeno un letto a castello se lo deve montare… sotto un ponte però.
marta (una fedele alla causa), 26 giugno 2007
Senti Edo, tra 15 giorni, quando ti richiama, lo mandi un pochino a fanculo anche da parte mia?
Christian, 27 giugno 2007
I soldi non sono tutto nella vita. Anche i ricchi piangono. Chi trova un amico trova un tesoro. La vera ricchezza è quella interiore.
ACCETTA!
Flavia da Dublino, 27 giugno 2007
Non ho dubbi che la vera ricchezza sia quella interiore…ma come ripeteva spesso la mia prof d’ italiano del liceo “i soldi non fanno la felicita’ ma qualcosa che ci assomiglia molto!”…300 euro per un full time con i 40 gradi di Bologna non sono neanche un’elemosina! fuge, fuge!
kilo, 28 giugno 2007
i soliti terroni…
Hydrocodone cough syrup., 10 agosto 2007
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ALICIALogan, 3 settembre 2010
That’s known that money makes people free. But what to do if one doesn’t have money? The one way is to get the loan and just collateral loan.
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.