Guerre e ghiacciai

In tutti questi anni la gente che incontravo mi ha chiesto spesso a cosa stavo lavorando, e di solito io rispondevo che la cosa più importante era un libro su Dresda.
Lo dissi, una volta, a Harrison Starr, il produttore cinematografico, e lui aggrottò le sopracciglia e mi chiese: “E’ un libro contro la guerra?”
“Sì,” dissi, “credo”.
“Sa cosa rispondo quando uno mi dice che sta scrivendo un libro contro la guerra?”
“No. Cosa dice, Harrison Starr?”
“Dico: perché non scrive un libro contro i ghiacciai, allora?”
Quello che voleva dire, naturalmente, era che ci saranno sempre guerre, che impedire una guerra è facile come fermare un ghiacciaio”. E lo credo anch’io. Kurt Vonnegut, Mattatoio n° 5.
Bisogna ammettere, però, che, negli ultimi anni, per fermare i ghiacciai l’umanità ha fatto passi da gigante. Certo, siamo un po’ indietro nella lotta contro le guerre, ma, suvvia, non si può pretendere troppo. E poi, dovessimo fermare le guerre, vuoi vedere che i ghiacciai riprendono a vivere? Sai che palle: anni e anni di lavoro andati in fumo.
Tripudiatore, 16 maggio 2007
Diamo tempo al tempo: la preistoria è dietro l’angolo
Karma, 17 maggio 2007
Si ma perche’ vieni ad aprire flame sul mio blog?
Cmq io sto aspettando l’apocalisse…spero arrivi presto…
Er, 18 maggio 2007
Tanto o prima o dopo… ultimamente ho raggiunto la certezza che concretamente è più pericoloso un vaso di fiori su un davanzale che l’apocalisse, anche se per evitare quest’ultima non basta spostarsi di un passo…
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.