Festa!

da un incubo di TED©

Treno in festa

Ehi raga, venite pure voi? C’è una festa. Ah sì? E dove? Come dove?! Sul treno per Roma! Figata! E quanto si paga? Pagare? Chi ha parlato di pagare? Ingresso libero, per tutti. Sul treno senza biglietto? Fighissimo! Siete oltre, raga! Dài, andiamo che ci spacchiamo! Nonò, non ci spacchiamo noi! Spacchiamo tutto, noi! Massì, vai così, fratè! A che servono quei treni! Dài, raga, imbarcate. Mi raccomando: FUOCO E FIAMME, ok? OK!

FUOCO E FIAMME!

FUOCO E FIAMME!

FUOCO E FIAMME!

FUOCO E FIAMME!

FUOCO E FIAMME!

FUOCO E FIAMME!

FUOCO E FIAMME!

Da un articolo di Cinzia Guadagnolo uscito su Calabria Ora. Clicca qui per leggerlo.

3

maggio

2007

  • mastrota, 3 maggio 2007

    A proposito di viaggi in treno:

    Da “L’uomo che sognava la lotta armata” biografia di Pietro Secchia – Miriam Mafai.

    …Ma il punto più alto di questa mobilitazione, di questa prova di forza viene raggiunto a Roma il 6 dicembre. La città è praticamente invasa da quasi centomila partigiani, bandiere e fazzoletti rossi, uomini e donne che sfilano ricostituendo, nella marcia serrata, le loro antiche formazioni.
    Uno di coloro che c’erano racconta: “Partimmo da Genova dove alla stazione funzionava perfettamente la sussistenza. A tutti fu distribuita per la notte una razione K, razioni d’emergenza delle truppe americane. A Spezia la tradotta si completava con partigiani del luogo… Nel mezzo della Maremma ci fu una sosta obbligata, penso sia stata dovuta al confluire di diversi convogli che si mettevano al passo sullo stesso binario. Dopo pochi minuti corse la voce “sabotaggio”. Esasperazione. Inutilmente nel buio staffette passavano di carro in carro spiegando la ragione della sosta. Dal carro degli spezzini partì un colpo di bazooka. Per pochi secondi, ma intensissima, seguì una sparatoria infernale. Raffiche di sten, colpi di pistola e scoppi di bomba a mano. Le staffette aumentarono le corse predicando la calma, la voce era “Non consumate munizioni”. Non so dire come mi si presentò Roma, era la prima volta che ci arrivavo, ma mi sembrò un acquartieramento partigiano. In stazione, sul piazzale, già si organizzavano e si inquadravano le formazioni che scendevano dai convogli. Mi ricordo che noi dovevamo ancora partire dalla stazione e già la colonna segnava il passo. Per tutto il tratto che sfilai inquadrato ricordo benissimo il daffare del vice comandante della Gaio che raccomandava sempre la calma. La città era deserta, eccetto le ali di folla plaudente, tutto era deserto. Non si vedeva né polizia né soldati, tutti erano pronti ma nelle caserme. Tanto è vero che il servizio di polizia per trattenere la folla nei punti nevralgici era fatto da squadre partigiane…

    Libro interamente scaricabile http://www.bibliotecamarxista.org/autori/miriam%20mafai.htm
    Consigliata la lettura.

Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.