La figurina de Dios

E’ morto Panini, padre delle figurine. Da Stampa.it
Che hai, Antonio? Perché piangi? Urlava la madre, bussando alla porta. Dài, esci dalla stanza, continuava preoccupata, Ti hanno picchiato?
Antonio singhiozzava, rannicchiato sul letto, con la mano sanguinante e la faccia rossa. Lo avevano picchiato, certo, ma non piangeva per quello.
Correva esultante verso casa. Saltellava contendo, stringendo in mano la figurina di Maradona. Aveva appena vinto una partita a “babocci”*, contro Caruso, il più forte della scuola. Da mesi si allenava in camera. Univa le mani l’una sopra l’altra e colpiva con decisione. Antonio ma che sono queste botte?, gridava la madre mentre la figurina si capottava in aria. Antonio sapeva di vincere. Caruso si sarebbe trovato con in mano solo una cinquantina di doppioni.
Caruso, dal canto suo, non amava la sconfitta. Bastardo, urlava mentre Antonio esultava, hai imbrogliato, Maradona è mio, ridammelo. Frignava come una femminuccia. I compagni lo allontanarono. Ma Caruso proprio non ci stava. Decise di chiamare degli amici, per risolvere la faccenda.
Quando li vide sulla strada, Antonio provò a scappare. Era circondato. Lasciatemi stare, urlava, Maradona è mio, non ve lo do. Il più cattivo era il Corea, grasso e con gli occhi a mandorla, figlio di un boss mafioso e quattro anni più grande di Antonio. Quando gli altri presero Antonio, Corea prima lo colpì con ripetuti calci nei testicoli, poi gli schiacciò la mano che teneva nascosto Maradona. Antonio allargò le dita sanguinanti, liberando la figurina. Corea la raccolse e se ne andò.
Allora, Antonio, apri questa porta! La madre era agitata, il figlio piangeva da un’ora, ininterrottamente.
Rivoglio Maradona, singhiozzava. Lo rivoglio.
* “Babocci”: gioco praticato dai ragazzi calabresi con le figurine Panini. Si poggiava la figurina dell’avversario per terra e, colpendola con le mani giunte, bisognava farla ribaltare.
Er, 2 aprile 2007
Il lupo cattivo vuole anche le tue figurine…
saverio, 3 aprile 2007
ah…quanto era facile divertirsi na volta…bastava na partita a babocci per svoltarti la giornata…è proprio vero che si stava meglio quando si stava peggio…anche se io a babocci ero uno scandalo, infatti non ho mai finito na raccolta in vita mia…
Tripudiatore, 5 aprile 2007
Noi si giocava a lanciarle contro un muro, a turno. Chi lanciava, se riusciva a coprirne almeno due con una sola, si prendeva tutte quelle che entravano in contatto con quelle coperte e la sua (ovviamente). Era un gioco di strategia, più o meno…
enrico, 26 aprile 2008
maradona era ed e un grande forza maradona!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
TED©, 27 aprile 2008
maradona è megl’e pelè
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.