Il fudanzato
“Io c’ho il mio fudanzato, e me lo tengo ben stretto.
Ora tutti ce l’hanno con lui, dicono che ha sbagliato, che è stato furbo, che ha fatto il ‘colpo di spugna‘.
Manco lavorasse per un autolavaggio.
Il mio fudanzato è un bravo ragazzo, e le vostre sono solo male parole.
È vero, sì, forse è un po’ confusionario, disordinato, instabile, ma è uno che gli amici se li ricorda. E non li lascia soli. Pure quel giovine, lì, che ora dice di aver sbagliato, mica ci ha fatto storie al mio fudanzato.
A tutti piacciono le coccole. A me no. Mi piacciono le cose veloci, le sveltine. Fanno meno male, e rendono tutti più contenti. Ce l’ho chiesto io al mio fudanzato di fare qualcosa, che c’erano quei signori che delle volte rompevano le palle, diciamocela come va detta. È vero, forse si poteva fare meglio, con più chiarezza, se ne sarebbe potuto discutere, ma, con tutto quel casino che c’era, chi ci capiva niente? È normale che poi il mio fudanzato non sa dire. Ora è facile sparare su di lui, solo perché c’ha il passato dall’altra parte, è facile accusare lui, che con me è sempre stato fedele, e che comunque pure a quelli là la fiducia ce l’ha data.
E poi, scusate cari signori, diciamoci la verità, sta cosa faceva schifo, era un bel casino, a me e ai figlioli miei mica ci pensava. Qualcuno glielo doveva far capire, no?”
Un ringraziamento a Ilaria che mi ha fornito lo spunto.
PS: tra i link trovate il sito Altracatanzaro. Vi invito a firmare l’appello sugli atti processuali di Piazza Fontana.

iaia, 19 dicembre 2006
che dire… amo il mio fudanzato io… ihihih…non lo lascio mai.. è una questione d’ammòre sì, ma anche di interesse… affettivo eh.. non capite male… ihihihi
Spiacente, al momento non è possibile sbadigliare.