Fuck yeah Berlusconi

Allora? La finiamo?
Perché, sinceramente, non ne posso più. Tutta questa storia di Ruby mi sta facendo salire una munta che continuando così tra poco sarò costretto a figliare. Perché ho scoperto che segarsi dopo il matrimonio è umiliante, oltre che spregevole. L’ho sentito dire a una riunione del Moige, ci ero andato per una visita preventiva, a seguito della munta di cui sopra. Volevo capire, loro, cosa avrebbero detto ai figli nella mia posizione.
Perché lo capite anche voi che una cosa del genere indubbiamente apre una prospettiva imbarazzante. Cosa potrò mai raccontargli quando mi chiederà Papà, ma come come sono nato io?
Vedi, figlio mio, c’era questa minorenne marocchina che se la faceva con l’allora Presidente del Consiglio e in quei giorni in Italia non si parlava altro che di figa.
Non proprio quello che un figlio vorrebbe sentirsi dire seduti in cima a una collina guardando il tramonto.
Che poi, pensandoci a bocce ferme, un concepimento del genere potrebbe forse dare anche quella giusta impronta genetica utile ai miei piani. Ho una posizione chiara e ferma sulla questione prole: se nasce maschio, deve diventare calciatore, se nasce femmina, cantante/ballerina/soubrette. Non viceversa, possibilmente, grazie. Hanno tempo fino a 18 anni, poi fuori dai coglioni. Ché io ho già lavorato troppo, non ho più voglia di fare un cazzo. E poi è arrivato il momento di re-invertire la tendenza. I giovani devono aiutare i loro vecchi nel sostentamento, non il contrario. Lo dice anche Fini, che è l’unico soggetto con cui possiamo tornare a vincere le elezioni. O almeno così sostiene Pot. Da quando è nato ilPost.it non parla d’altro. Se un giorno dovessero trovare la Perina scarnificata in una vasca da bagno, sappiate che il colpevole è Pol. È necessario aprire una nuova fase di transizione che superi le asprezze degli ultimi sedici anni. L’Italia è un paese sull’orlo del baratro e solo riunendo tutte le forze liberali e riformiste si può dare la sterzata necessaria al rilancio dell’economia. E poi anche dal punto di vista delle idee, solo un’ottusa riluttanza ideologia può non notare i tanti punti di convergenza con i finiani. Bla bla bla. Alle filippiche di Pot rispondo ricordandogli che non è altro che un semplice, piccolo, fottutissimo piranha e che di conseguenza dovrebbe attenersi a quello che gli appartenenti alla sua specie normalmente fanno: stare muti. Glielo dico con affetto, sottolineando che se non è stato capace neanche di campare due mesi in una vasca di 60 litri con un suo simile, con quale autorità può parlare di politica?
C’è però un punto sui cui con Pot ci troviamo d’accordo. Se c’è una cosa chiara della storia Ruby, oltre al fatto che in Italia c’è un casino di figa irriconoscente, è che Berlusconi in realtà non è amato da nessuno. Dai, quanti di voi ci saranno rimasti male leggendo di Fede che avrebbe fatto la cresta sulla serate ad Arcore. Fede? Ma proprio lui? Quel Fede lì? Della coppia, ho sempre creduto che quello a 90° fosse lui, non il capo. Nulla, quando l’ho letto mi sono sentito come avvolto da un manto di infinita tristezza. Figuriamoci Silvio, che mentre lo scopriva sui giornali ancora poteva sentirne l’umore delle labbra sull’uccello. Fede era la tessera portante alla base del castello di carta. Se cade lui, i vari Bondi, Cicchitto, Gasparri, Lupi, Stracquadanio, innamorati più del ruolo che hanno ottenuto o possono ottenere che di lui, cadono in un amen.
Ma ora che anche quelli che credevamo fossero amici di sempre si rivelano degli arrivisti, ora che che Raimondo e Mike non ci sono più, chi gli rimane, a Berlusconi? Be’, noi. Sì, avete capito, proprio noi. Noi che dell’odio per Berlusconi ne abbiamo fatto ormai una professione. Noi che ci alziamo col mal di stomaco ogni giorno perché sodomizza il nostro futuro. Noi che facciamo il tifo per la biologia, nella speranza che acceleri prima possibile il suo corso. Noi siamo le uniche persone che Berlusconi ha. E, viceversa, noi di lui abbiamo bisogno. Riuscireste veramente a immaginarvi senza? Io dico di no.
Rifletteteci bene. Soprattutto ora che con l’età la naegleria gli avanza indisturbata nel cervello, la repulsione che proviamo nei suo confronti è accompagnata da delle aspettative che solo a chi si vuole bene si affidano. Esattamente come nei film horror, dove da un lato proviamo paura per il mostro, sperando non entri mai in scena, e da un altro non vediamo l’ora che piombi su quella cagna della Biel per stuprarla. Ora chiama, ora chiama, ora chiamECCOLO! Occhi sbarrati, urliamo DAI SILVIO SPARALA GROSSA! DAGLI ANCHE DELL’EBREO DI MERDA! Ci crediamo sarcastici e distaccati ma quello che ci muove è affetto. Perché là dove anche fossimo sinceramente disgustati o indignati dalla sua figura sappiamo anche che senza di lui ci sarebbe un vuoto difficile da colmare. Da anni, con ritmi sempre più incalzanti, gli abbiamo permesso di scandirci la vita con le sue cazzate. Vediamo che ha sparato oggi, è la prima cosa che pensiamo aprendo i giornali. I nostri Che vergogna sono accompagnati spesso da un però, è proprio un figlio di puttana, detto con lo stesso tono con cui ci si rivolge all’amico che ti ha fregato con uno scherzo. Come si può odiare veramente una figura che ci appare squallida e buffa allo stesso tempo, come un personaggio perfetto di una commedia all’italiana. Ci crediamo disgustati ma ci divertiamo. Da matti. Certo, non è sempre stato così. All’inizio era un odio dei più sinceri. Ma quando il nemico è duro a morire, inevitabilmente si trasforma in una presenza fissa e stabile della nostra vita e automaticamente ci si affeziona. Ormai lo chiamiamo anche per nome. È inutile, il nostro è l’odio più affettuoso che possa esistere.
Per questo mi fanno ridere quelli che in questi giorni si affacciano sul Maghreb sognando chissà quale rivoluzione. Non ve ne fotte un cazzo della rivoluzione. Il berlusconismo è l’unità di misura delle vostre vite. Non ci sarà nessuna rivolta, perché non c’è nessuno di cui vogliamo realmente liberarci. Ecco, immaginare una Tunisia in Italia può aggiungere solo frustrazione e disillusione. Passereste i prossimi anni a invidiare dei negri.
È questo il nostro più grande fallimento, rassegnatevi. Stiamo diventando un cliché di un editoriale medio di Libero o il Giornale. Esattamente come questo post.
Ecco, ora sì che posso odiarlo, Berlusconi.










