Who watches Watchmen?

Esistono a mio avviso quattro spettatori-tipo di Watchmen.
Il primo è il nerd del fumetto. Per lui Watchmen è molto più di un fumetto: è IL fumetto. Punto massimo della narrativa illustrata, il nerd lo venera come un totem o, meglio ancora, come un oggetto sessuale. Se non fosse sacrilegio rovinare la carta degli albi originali DC, probabilmente avrebbe tutti i numeri cartonati. Viene da sé che va al cinema carico di disprezzo preconcetto. Il nerd passa la serata spulciando tra difetti più o meno palesi del film, massacrando con malcelato sadismo un progetto troppo ambizioso. L’inizio magari lo spiazza, perché la bellezza dei titoli di testa è difficile da scansare, ma poi parte in tranquillità il bagno di sangue. Troppa carne al fuoco, tutto troppo concentrato e confuso. Le storie parallele facilmente cestinate o soltanto sfiorate. Pessima la resa delle scene di lotta. Inutilmente coreografiche, in stile Matrix ed emuli, tradiscono il senso principale del fumetto. Così come sono gratuiti i particolari crudi di alcuni scontri. Anche i dialoghi, pur seguendo l’originale, sono deboli, abbozzati, a volte innaturali. Il Gufo è troppo più scemo dell’originale (Spettro di Seta però è bona e a lei dedicherà un bel segone a casa). La scena di sesso tra i due, poi, con la sborrata fiammante di Archimede a ritmo di Leonard Cohen, valica di gran lunga il confine del ridicolo. Per tutta la durata del film, insiste che nulla viene restituito della reale atmosfera di ansia da olocausto nucleare che riempie ogni pagina del fumetto. E poi il finale… Oh, god, il finale. Come si può? Come si fa?!1UNO! Nel corso dell’intera visione non smette mai di ripetere “Hai visto?”, “Lo avevo detto io!”, spoilerando l’intero film. E’ schifato dalla colonna sonora.
Il secondo è il lettore moderato. Lui ama leggere i fumetti e non poteva non leggere Watchmen. Probabilmente, anche lui pensa che sia IL fumetto, ma non lo dice, o almeno non lo fa ogni tre secondi. Lui al cinema ci va senza preconcetti, è consapevole che mezzi diversi portano a soluzioni diverse, anche se può presentarsi in sala vagamente preoccupato. Il rischio uomini straordinari è in agguato. Nota tutti i difetti notati dal nerd. Si limita però a storcere il naso. Prova un po’ di disgusto per i combattimenti, ma si rende presto conto che un’opera cinematografica è anche un’opera commerciale: difficile rinunciare alla portata più appetitosa. Anche lui trova ridicola la scena di sesso, sbuffando, ma preferisce concentrarsi sulla buona resa di Rorschach. Il finale non lo convince ma sospende il giudizio: raccontando il finale originale all’amico che non aveva letto il fumetto, capisce che forse c’era dietro una scelta di immediata accessibilità. Pensa che la colonna sonora non sempre è così male.
Il terzo è il non-lettore. Questo è il bacino d’utenza indubbiamente più ampio. Ci trovi chi non ha letto il fumetto ma sa che esiste. Chi ha un’infarinatura della storia e chi ne ignora completamente il contenuto. Chi ha letto che è un bel film o chi semplicemente apprezza i film sui supereroi. Spesso tra questi c’è chi s’è innamorato de Il cavaliere oscuro. Guarda il film in tutta tranquillità, come chi va a vedere un film qualsiasi. Lo può trovare spettacolare ma a volte prolisso, complesso ma godibile, geniale ma lungo, violento ma appassionante. Si appassiona a Rorschach e si arrapa col culo di Spettro di Seta. Trova il finale convincente ma anche un po’ astruso. Si perde nei dialoghi di fisica quantistica ma si fa avvolgere dalla portata filosofica della storia. Apprezza la colonna sonora.
Questi sono i tre casi più tipici e normali. In comune hanno la convinzione che Nixon era fatto meglio in Point break.
Poi c’è un quarto spettatore-tipo ed è a lui che in particolare vuole rivolgersi questo post.
Tu che hai passato la domenica al Centro Commerciale, convinto che questo dia lustro alla tua immagine sociale; tu che ami specchiarti tra le vetrine di un negozietto di cellulari; tu che dopo aver speso 300 euro in mutande D&G passi le ore giocando a carambola, simulando divertito con la stecca da biliardo un fallo appuntito, ballando estasiato la musica house sparata a massimo volume; tu che dopo una cena al McDonald’s decidi di concludere la serata al cinema comprando malauguratamente i biglietti della fila davanti alla mia; tu che ti siedi convinto di vedere un film di Vin Diesel e ti trovi davanti un film in cui il dialogo più semplice parla di tachioni; tu che non potendo comprendere il film decidi di deriderlo con continui “e che è stu cosu blu?”, “ahi mamma quantu l’ha!”, “ma chi cuntanu sti ciùati?!1”; tu che ci hai messo tre quarti di film per capire che non era cazzo tuo; tu che non apprezzi la colonna sonora perché non c’è Gigi D’Agostino; tu che non puoi capire la battuta su Nixon non perché non hai visto Point break ma perché non sai chi cazzo sia Nixon; tu che mi hai rovinato gran parte della visione: VAFFANCULO. E nell’andarci ricordati di ficcarti in gola il cazzo blu di Dr. Manhattan in una delle sue giganti versioni, spezzandoti la trachea mentre un irresistibile conato radioattivo ti spinge a corroderti di vomito le mani, i piedi e quella faccia di cazzo che ti ritrovi, COGLIONE.
- Ma che dicono sti stupidi?! [↩]










